Brevi riflessioni sull'art.37 bis disegno di legge finanziaria 2008

Con una proposta di emendamento al disegno di legge finanziaria 2008, art. 37 bis, il Governo interviene in materia di indennità di espropriazione, riformulando i primi due commi dell’art. 37 TU; intervento quanto mai opportuno dopo le recenti sentenze della Corte Costituzionale n. 348 e 349.

Per le aree edificabili è introdotto il criterio del valore venale; tale scelta attua, almeno nell’intenzione dell’emendamento proposto, i principi del “ragionevole legame” richiesto dalla Corte Europea e del “serio ristoro” richiesto dalla Corte Costituzionale, principi che escludono che un’indennità possa essere svincolata dal necessario parametro di riferimento costituito, appunto, dal valore venale del bene.

... _OMISSIS_ ...po, come rilevato dalla Corte Costituzionale (348/2007), il richiamato “ragionevole legame” con il valore venale non significa che il legislatore abbia il dovere di commisurare integralmente l’indennità di espropriazione al valore di mercato del bene ablato. S’impone al riguardo un contemperamento tra gli opposti interessi, quello privato alla conservazione del diritto di proprietà e quello pubblico per cui « livelli troppo elevati di spesa per l’espropriazione di aree edificabili destinate ad essere utilizzate per fini di pubblico interesse, potrebbero pregiudicare la tutela effettiva di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione (salute, istruzione, casa, tra gli altri) e potrebbero essere il freno eccessivo alla realizzazione dell... _OMISSIS_ ...e necessarie per un più efficiente esercizio dell’iniziativa economica privata ».

Tale indicazione della Corte è stata tradotta, nel proposto emendamento, con la previsione della riduzione dell’indennità del 25 per cento, « quando l’espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economica-sociale », previsione che, pare di poter ipotizzare, almeno ad un primo approccio esegetico, susciterà forti dubbi in sede applicativa, non essendo certo chiaro quali tipologie di interventi siano riconducibili a tale categoria.

Non immune da perplessità è il 2 comma dell’art. 37 TU che verrebbe così riformulato: « nei casi in cui è stato concluso l’accordo di cessione, o quando questo ... _OMISSIS_ ...cluso per fatto non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta un’indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità è aumentata del dieci per cento ».

In buona sostanza, la P.A. si troverebbe, nelle ipotesi contemplate dalla norma, a dover corrispondere un importo superiore al valore venale, essendo questo maggiorato del 10%.

E’ noto al riguardo che la Corte Costituzionale (sent. n. 1022/1988), con riferimento all’indennità aggiuntiva spettante al conduttore ex art. 17 l. n. 865/71 ed alla maggiorazione del 50% di cui all’art. 12 della medesima norma spettante al proprietario nel caso di cessione volon... _OMISSIS_ ...fermato che il valore venale rappresenta il limite massimo dell’indennità riconoscibile.

Con specifico riferimento alla maggiorazione del 50% previsto per il proprietario osservava la Corte:

« D’altra parte, in un sistema, nel quale l’indennizzo è commisurato a valori medi e astratti, avulsi dalla consistenza e dall’attitudine concreta del bene, la maggiorazione per la cessione volontaria da parte del proprietario ha una sua peculiare funzione nel senso che la spinta della valutazione verso valori più vicini a quelli reali contribuisce ad accelerare l’acquisizione del bene espropriando. Riportato, per i terreni edificatori, l’indennizzo al valore venale o di scambio... », il riferimento era ... _OMISSIS_ ...gge n. 2359/1865 la cui applicazione conseguiva alla dichiarata incostituzionalità, con la sentenza n. 5/1980, dell’art. 16 L. n. 865/71 relativamente alle aree edificabili, « ...siffatta giustificazione perde gran parte del suo contenuto.

Né è ipotizzabile una maggiorazione che conduca l’indennizzo al di là del valore venale, nel caso di cessione volontaria, non soltanto perché lo impedisce l’art. 42, terzo comma, Cost., ma anche perché viene a mancare un interesse del proprietario, costituzionalmente rilevante. Il proprietario non può, infatti, pretendere dall’espropriante (normalmente, una pubblica amministrazione, che deve valutare adeguatamente anche gli aspetti economici e finanziari dell’operazione: Corte cost. 3 ma... _OMISSIS_ ...2 cit.) un prezzo maggiore del valore di scambio del bene in una vendita tra privati ».

La disposizione di cui al nuovo (almeno nelle intenzioni dell’emendamento) art. 37 comma 2 TU, si discosta da tale impostazione.

Non pare, a parere di chi scrive, che la questione possa essere risolta mediante restrizione dell’ambito di applicazione del nuovo criterio, ritenendo cioè applicabile la maggiorazione del 10% alle sole ipotesi in cui l’espropriazione è disposta per attuare interventi di riforma economica sociale, in quanto solo in questi casi l’indennità maggiorata non superebbe il limite del 100% del valore venale, ma si assesterebbe nella misura dell’85% (75% + 10%).

In primo luogo va osservato... _OMISSIS_ ...ldquo;premiale” è contenuta nel comma 2 dell’art. 37 TU, così come riformulato dall’emendamento, ben distinto dal comma 1; il comma 2 prevede che l’indennità è aumentata del 10%, senza alcuna distinzione tra le diverse ipotesi contemplate dal comma precedente.

L’interpretazione prospettata non pare altresì potersi conciliare con quanto disposto dai successivi punti dell’art. 37 bis comma 1, dettati da esigenze di coordinamento con diverse disposizioni del testo unico espropri. Il riferimento va in particolare all’art. 45.2 lett. a) TU che verrebbe dal comma 1 lett. b) art. 37 bis dell’emendamento, riformulato nei seguenti termini:

« 2. Il corrispettivo dell’atto di c... _OMISSIS_ ...
a. se riguarda un’area edificabile, è calcolato ai sensi dell’articolo 37, con l’aumento del dieci per cento di cui (e non nei casi di cui o limitatamente ai casi di cui ) al comma 2 ».

Il riferimento è quindi in generale alle aree edificabili, senza alcuna limitazione a categorie o tipologie di interventi, come a tutte le aree edificabili era riferito il precedente inciso “senza la riduzione del quaranta per cento”.

Se il comma 2 dell’art. 37 fosse riferito ai soli interventi di riforma economica-sociale, diversa o comunque più articolata avrebbe dovuto essere la riformulazione dell’art. 45.2 lett. a) TU.

Analoga considerazione per le modifiche apportate all’art. 20.1... _OMISSIS_ ...1 lett. c) art. 37 bis dell’emendamento; la nuova formulazione rinvia alle maggiorazioni di cui all’art. 45 TU, il cui testo modificato, come visto, prescrive maggiorazioni del 10% con riferimento alla indennità riguardante (tutte) le aree edificabili.

Sembra pertanto doversi concludere che il meccanismo premiale operi per le espropriazioni se riferite ad aree edificabili senza alcuna distinzione; se ciò comporti dubbi di legittimità o di contrasto con i principi di co...


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Autore

Melloni, Ines

Laureata in giurisprudenza, funzionario del Comune di Reggio Emilia