L'art.37 D.P.R.327/2001sulla determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree edificabili

uo;art. 37 bis del disegno di legge finanziaria 2008 Con l’art. 37-bis (ironia della sorte) del disegno di legge finanziaria 2008, vengono introdotte nuove disposizioni nel T.U. Espropri, a seguito delle note sentenze nn. 348 e 349 della Corte Costituzionale.

In particolare i commi 1 e 2 dell’art. 37 del T.U. (dichiarati incostituzionali dalla sentenza n. 348/07) sono sostituiti dalle seguenti disposizioni: “1. L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale. Quando l’espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economica-sociale, l’indennità è ridotta del 25 per cento.

2. Nei casi in cui è stato concluso l’accordo di cess... _OMISSIS_ ...questo non è stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta una indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità è aumentata del dieci per cento”.

Deve segnalarsi, in primo luogo, la distinzione tra diverse fattispecie d’esproprio cui commisurare diversi criteri indennitari a seconda che ci si trovi in presenza di singoli espropri, altrimenti identificabili come “espropri isolati”, oppure di una procedura “finalizzata ad attuare interventi di riforma economica-sociale”.

Tale distinzione è in linea con quanto delineato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che all... _OMISSIS_ ...azione “isolata” aveva contrapposto quella mirante a conseguire “obiettivi legittimi di pubblica utilità come quelli perseguiti da misure di riforma economica o di giustizia sociale”(così i punti 96 e 97 della sentenza 29 marzo 2006 Scordino c/Italia richiamati quali “principi generali”) [1].

Gli espropri “isolati” Nel primo caso si è ritenuto, con riferimento cioè agli espropri c.d. isolati (quelli volti, come si esprime la Corte Costituzionale, a “finalità limitate”), di dovere commisurare l’indennizzo espropriativo al valore venale (ovvero il valore di mercato, in una certa prospettiva che non sempre, però, come è noto agli operatori, coincide con il primo).

Quest... _OMISSIS_ ..., ad avviso di chi scrive, appariva obbligata, non tanto alla luce dell’articolo 42 Cost. (poiché, in effetti, i giudici costituzionali hanno escluso per il legislatore l’obbligo di commisurare integralmente l’indennità al valore di mercato del bene ablato) quanto alla luce del principio contenuto nella pronuncia 29 marzo 2006 della Corte Europea, Scordino c/Italia (punto 96 in precedenza riportato nella nota 1).

La soluzione individuata, contrariamente a quanto suggerito, peraltro con lodevole acume, dai primi commentatori, non sembra porsi in contrasto con le direttive ad esso rivolte dal Parlamento. Infatti, la Risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha affermato: “alla luce delle richiamate pronunce, si può ... _OMISSIS_ ...sia la giurisprudenza della Corte costituzionale sia quella della Corte EDU concordano nel ritenere sia che il punto di riferimento per determinare l'indennità di espropriazione debba essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato, e ... sia la non coincidenza necessaria tra valore di mercato e indennità espropriativa, alla luce del sacrificio che può essere imposto ai proprietari di aree edificabili in vista del raggiungimento di fini di pubblica utilità”.

E’ bensì vero che occorra, tuttavia, evitare il pericolo di vedere bloccati numerosi interventi pubblici al punto che la stessa Commissione Ambiente della Camera sottolinea che “è, dunque, evidente che la stessa giurisprudenza riconosce l'esigenza, avvertita anche a livello ... _OMISSIS_ ...di non impedire, di fatto, agli enti locali di esercitare la potestà espropriativa e di non porre tali enti in condizioni di vera e propria emergenza economico-finanziaria per la corresponsione della relativa indennità”.

Ma la contraddizione tra ciò che dicono la Commissione Parlamentare e la Corte Costituzionale e ciò che si trae dal “principio” della Corte Europea (punto 96 della sentenza 29 marzo 2006) che opera quale interprete della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sarebbe stata evidente in caso di abbandono, per espropriazioni “isolate”, della “integrale riparazione”.

Gli espropri “funzionalizzati” In altri termini, a ben comprendere la portata dell’art. 117 Cost. ... _OMISSIS_ ...atane dalla sentenza 348, le norme della CEDU quali integrano i parametri costituzionali ed essendo di rango sub-costituzionale devono essere conformi alla Costituzione.

Con la sentenza predetta, i giudici costituzionali hanno operato tale vaglio positivo di costituzionalità in relazione a taluni principi della CEDU espressamente definiti “generali” e tra i quali rientra quello riportato al punto 96 della sentenza del 29 marzo 2006. E’ lecito così affermare che l’integrazione del parametro costituzionale dell’articolo 42 della nostra Costituzione in tema di indennizzo (ritenuta perciò conforme alla carta costituzionale) non poteva non essere, in caso di espropriazione «isolata», che quella del valore venale... _OMISSIS_ ...o;solo una integrale riparazione può essere considerata in rapporto ragionevole con il valore del bene”: cfr. nota 1).

Invero, più problematica ma non contraddittoria potrebbe apparire la scelta, operata dal Governo, allorché una diminuzione del 25% (rispetto al valore di mercato) viene prevista nei casi di espropri “finalizzati ad attuare interventi di riforma economico-sociale” (comma 1, ultimo inciso, del nuovo art. 37).

La formulazione legislativa derivante, pur con diversa e sintetica terminologia, dalla pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, formalizza il distacco fra indennità di esproprio e valore venale nei casi di espropriazione per fini attinenti – come si esprime la sentenza in questio... _OMISSIS_ ...uo;la tutela effettiva di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione (salute, istruzione, ecc.).

Questa sottolineatura del giudice costituzionale unitamente alla finalità di giustizia sociale che, stando ai pronunciamenti soprariferiti, dovrebbe essere perseguita, induce a ritenere che anche gli enti locali che tutelano anche tali diritti potrebbero giovarsi, ove del caso, del criterio indennitario ridotto, atteso altresì il richiamo contenuto nella sentenza 348/2007 ai “piani di esproprio volti a rendere possibili interventi programmati…..” ovvero ai principali strumenti di azione degli enti locali.

La maggiorazione del 10% Di difficile (per non dire impossibile) comprensione appare il nuovo secondo comma ... _OMISSIS_ ...el T.U. Espropri che, ripete la precedente formulazione, con la sola eccezione del “premio” che viene riconosciuto a chi conclude la cessione volontaria o è “costretto” a rifiutare la (incongrua) indennità offerta. Tale premio che consisterà nell’aumento dell’indennità di esproprio di un 10%.

A quale ipotesi si riferisce la previsione dell’aumento del 10%? Esso riguarda tutte le ipotesi di esproprio di aree ed...


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Autore

Cimellaro, Antonino

Avvocato in Roma