L'articolo 5 bis del DL 333/1992 e l'illegittimità del calcolo del risarcimento del danno

Contrasti giurisprudenziali sulle decisioni della Corte europea Dopo le decisioni della Corte Europea del 2000 le decisioni della Corte di Cassazione non sembrano riflettere una modificazione dell’orientamento tradizionale che è sufficientemente consolidato.

Per la Corte, infatti, l’istituto dell’occupazione appropriativa si colloca ormai in un contesto di regole sufficientemente chiare, precise e prevedibili, ancorate a norme di legge, che hanno superato positivamente il vaglio di costituzionalità e che non contrastano con l’art. 1 del protocollo n. I addizionale alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cass. Civ., Sez. U., 6 maggio 2003, n. 6853, in Riv. Giur. Ed., 2004, I... _OMISSIS_ ...
La Corte con sentenza n. 6853/2003 dà una risposta in un certo senso obbligata che respinge le censure mosse all’istituto dalla CEDU in rapporto alla violazione del principio di legalità e di effettività della tutela. (Musselli L. L’occupazione appropriativa non contrasta con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo: le Sezioni Unite della Cassazione e la tecnica del distinguishing, in Riv. Giur. Ed., 2004, 582).

La dottrina nota come sia inviso al sistema europeo di tutela dei diritti umani un meccanismo di ablazione del diritto di proprietà intimamente connesso ad un illecito spossessamento del suolo privato che, per di più, non mette a disposizione del proprietario espropriato un ristoro economico (Fabbrizzi G. Caso Scordino: u... _OMISSIS_ ...na per l’occupazione appropriativa, in Urb. App., 2005, 1396).

La Corte europea ha in ogni modo ribadito successivamente la sua posizione (Corte europea Dir. Uomo, sez. IV, 17 maggio 2005, in Urb. App., 2005, 1391).

Essa ha affermato che, in assenza di un atto formale di espropriazione, è la decisione giurisdizionale definitiva che applica il principio dell’occupazione acquisitiva che determina la perdita - con efficacia retroattiva - del diritto di proprietà. Si produce così un risultato imprevedibile ed arbitrario in quanto l’amministrazione può occupare il suolo e trasformarlo irreversibilmente senza che un atto formale di trasferimento della proprietà sia adottato e senza mettere a disposizione del proprietario ... _OMISSIS_ ...CRLF|
L’elemento, invece, che determina la sicurezza giuridica in ordine alla perdita del diritto dominicale è costituito dalla decisione definitiva che accerta l’illegalità dell’occupazione ed applica il principio dell’occupazione indiretta con efficacia retroattiva. Esso stabilisce la perdita del diritto di proprietà dalla data in cui si è verificata l’irreversibile trasformazione del suolo; da tale provvedimento scatta anche la decorrenza del termine di prescrizione quinquennale per l’azione risarcitoria.

La Corte europea sostiene che l’applicazione dei criteri ridotti di risarcimento del danno, introdotti dalla l. 662/1996, ha come effetto quello di privare i ricorrenti di una riparazione integrale del pre... _OMISSIS_ ....

La dottrina ha verificato l’incidenza della decisione sul t.u. espr. Essa nota il contrasto della decisione coll’art. 55, t.u. espr., che prevede, per i giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1997, l’applicazione del vecchio criterio previsto dall’art. 5 bis, l. 359/1992.

Esso stabilisce un indennizzo definito in via convenzionale che contrasta col principio sancito dalla Corte europea del ristoro integrale del pregiudizio subito.

La dottrina rileva anche il contrasto dell’art. 43 del t.u. espr. con quanto affermato al paragrafo 90 della sentenza citata. In detto paragrafo si precisa, infatti, la possibilità di ordinare la restituzione del bene occupato illegalmente.

L’acquisi... _OMISSIS_ ...invece al giudice amministrativo di escludere la restituzione del suolo occupato senza limiti di tempo anche in assenza del procedimento della dichiarazione di pubblica utilità e ciò è in pieno contrasto col principio di legalità sancito dall’art. 1, prot. 1, della CEDU (Fabbrizzi G. op. cit., 2005, 1400).

La questione di legittimità costituzionale della l. 662/1996 La dottrina ha sollevato dei dubbi sulla costituzionalità anche di questo tipo di reintegrazione del danno, ipotizzando che la somma offerta al danneggiato non rappresenti un serio ristoro per il proprietario oggetto dell’appropriazione.

La giurisprudenza si è divisa sull’interpretazione.

Alcune sentenze hanno dichiarato manifestamente infondata la q... _OMISSIS_ ...ittimità costituzionale dell’art. 3, comma 65, della l. 662/1996, in quanto non vi è alcuna norma costituzionale che assicuri un risarcimento integrale; quindi non sono censurabili i criteri di determinazione del risarcimento proposti dal legislatore ordinario che prevedono la estensione dei criteri di commisurazione dell’indennità di espropriazione con esclusione della riduzione del 40% operante qualora il privato non convenga la cessione volontaria e con aumento del 10% dell’importo del risarcimento alle ipotesi di occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilità intervenute anteriormente al 30 settembre 1996 (Cass., sez. I, 9 maggio 1997, n. 4066, Guida Dir., 1997, n. 24, 47).

Altre hanno rimesso la questione alla Corte costi... _OMISSIS_ ...|
Il sistema costruito dalla normativa non può, infatti, risarcire integralmente il danno subito in caso di occupazione appropriativa proprio per i principi affermati dalla stessa Corte ravvisando un contrasto tra l’art. 5 bis, comma 7 bis, l. 359 del 1992, introdotto dall’art. 3, comma 65, l. 23 dicembre 1996, n. 662, in relazione agli artt. 3 e 42 cost. (Trib. Latina, 25 febbraio 1997, in Urb. App., 1997, 1103).

La questione non è stata ritenuta ammissibile dalla Corte che non ha ravvisato elementi nuovi in ordine al proprio precedente indirizzo.

Il remittente non aveva, infatti, motivato in ordine alla scelta interpretativa, operata senza tenere in alcun conto sia il sopravvenuto indirizzo giurisprudenziale del giudice di... _OMISSIS_ ... ordine al differente trattamento, ai fini della indennità dovuta in caso di espropriazione o di occupazione senza titolo, tra aree edificabili e suoli agricoli o non edificabili, sia le pronunce del giudice costituzionale sulla stessa norma (Corte cost. 7 maggio 2002, ord. n. 158).

La sentenza 24 ottobre 2007, n. 349 della Corte costituzionale. L’illegittimità del calcolo del risarcimento del danno La Corte costituzionale con sentenza 24 ottobre 2007, n. 349, si è posta il problema della compatibilità dell’art. 5 bis, comma 7 bis, con l’art. 1 del Protocollo addizionale alla CEDU, così come interpretato dalla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

La Corte ravvisa innanzi tutto la lacuna esistente prima della... _OMISSIS_ ...ell’art. 117, primo comma, Cost., da parte dell’art. 2 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3, per il fatto che la conformità delle leggi ordinarie alle norme di diritto internazionale convenzionale non è suscettibile di controllo totale da parte della Corte.

La conseguenza è che la violazione di obblighi internazionali ...


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Autore

Centofanti, Nicola

Avvocato in Cremona