Art. 5 bis DL 333/1992:criteri applicabili dopo le dichiarazioni d’incostituzionalità

3.1. I precedenti più recenti, cui sopra si è fatto riferimento, in tema di ius superveniens nella regolamentazione dell’indennità espropriativa e della misura del risarcimento da occupazione illegittima, hanno riguardato la positiva apposizione di una nuova disciplina, che anche in virtù dell’ampia previsione di applicabilità, alle cause in corso, dei nuovi criteri, ha consentito di risolvere le questioni con costante riferimento al concetto di pendenza o esaurimento del rapporto, e, in ultima analisi, per quanto riguarda le controversie ancora in corso, al giudicato e alla sua estensione oggettiva.

Si apre ora una diversa problematica, sulla disciplina apprestabile all’indennizzo delle aree di cui si inizi ora una procedura espropriativa, ... _OMISSIS_ ...la doverosa ritrattazione di quanto statuito ai sensi dell’art. 5-bis d.l. n. 333/92, conv. in l. n. 359/92, postula che la domanda delle parti in giudizio, di determinazione dell’indennità espropriativa, sia soddisfatta mercé l’applicazione di un criterio che deve pur esistere, e che il giudice deve applicare.

3.2. Dalla problematica è esente l’argomento, concernente l’occupazione appropriativa, aperto dalla sentenza n. 349, ove, come già precisato, non si è esaminata la compatibilità dell’in sé dell’istituto, anche alla luce delle norme Convenzionali, ma solo la congruità, ritenuta inadeguata, della disciplina di liquidazione del danno. La risposta sul quid della disciplina applicabile scaturisce immediatamente dal d... _OMISSIS_ ...a sentenza impugnata, che dichiarando illegittima la norma derogatoria ai principi generali in materia di liquidazione del fatto illecito, ripristina automaticamente i principi generali della responsabilità extracontrattuale (artt. 2043 ss., in particolare 2056 c.c.).

Nella motivazione della sentenza, poi, si trovano ampie considerazioni sulla necessità che il danno nell’occupazione appropriativa sia commisurato all’effettivo pregiudizio, cui conduce una valutazione di equo bilanciamento tra l’ammissibilità di un modo di acquisto della proprietà per fatto illecito, e l’interesse del proprietario ad una rifusione superiore all’indennità in modo apprezzabilmente significativo: il che non può che coincidere, anche in base alle indica... _OMISSIS_ ...te europea dei diritti dell’uomo, con il valore venale.

3.3. Per l’indennità di espropriazione si verifica un vuoto di disciplina legislativa.

In passato, all’indomani delle sentenze degli anni ‘80 che in nome di un’indennità doverosamente agganciata alle caratteristiche oggettive del bene, dichiararono l’illegittimità di quei criteri elaborati sulla base di una diversa concezione dello ius aedificandi come scorporato dal diritto di proprietà, non si fece altro che postulare la reviviscenza del criterio fondamentale che le leggi istitutive di quei criteri riduttivi avevano abrogato per incompatibilità. Sicché, fermo restando che per i suoli ontologicamente agricoli continuava ad applicarsi l’art. 16 l.n.... _OMISSIS_ ...elli edificatori si poteva ripiegare sul vecchio criterio del giusto prezzo nella libera contrattazione di compravendita, di cui all’art. 39 della l.n. 2359/1865, emblema di una concezione liberale dello Stato, suppletivamente reso applicabile, e durato un decennio, fino all’entrata in vigore dell’art. 5-bis.

Il ripristino tecnico del criterio del valor venale potrebbe non essere possibile. Ad una reviviscenza dell’art. 39, giustificata dall’inapplicabilità dell’art. 5-bis che implicitamente l’aveva abrogato, si opporrebbe la circostanza che esso è stato testualmente abrogato, con tutto il corpus normativo di cui faceva parte, dall’art. 58, n. 1 t.u. espropriazioni. L’abrogazione risale ormai all’entr... _OMISSIS_ ...el t.u., dal 1.7.2003, e di fronte ad un’abrogazione testuale, parrebbe problematica un’operazione logica analoga a quella compiuta negli anni ‘80.

3.4. Non è pensabile che questo stato di impasse possa essere tollerato a lungo dal legislatore, nella constatazione della pratica impossibilità di dar corso a nuove espropriazioni, in cui l’emanazione del decreto conclusivo mancherebbe di uno dei presupposti, quello della determinazione almeno provvisoria dell’indennità.

Giacciono progetti di legge di iniziativa parlamentare: si conosce il progetto di legge n. 3078 (Zeller ed altri: «Modifica all’articolo 37 del testo unico di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, in materia di indennità nel caso... _OMISSIS_ ...rsquo;area edificabile»), all’esame della Camera in prima lettura, ove è stato assegnato alla VIII Commissione Ambiente l’11 ottobre 2007.

L’articolo 1 della proposta modifica i commi 1 e 2 dell’articolo 37 del t.u. espropriazioni, al fine – si legge nella relazione – di adeguarli a quanto stabilito dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. La nuova formulazione del comma 1 stabilisce che l’indennità di esproprio di un’area edificabile per pubblica utilità è pari al valore venale del bene. Il nuovo comma 2 contempla l’ipotesi di esproprio per l’attuazione di riforme economico-sociali e stabilisce un indennizzo ridotto del 25% rispetto al valore venale del bene: l... _OMISSIS_ ...sh; dice ancora la relazione alla presentazione del progetto – ha ritenuto eccessive le riduzioni previste dalla legge vigente, anche in considerazione delle imposte dirette che gravano sull’espropriato.

L’articolo 2 della presente proposta di legge stabilisce, infine, che l’entrata in vigore delle disposizioni in oggetto avvenga il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale e che le stesse si applicano a tutte le procedure di esproprio in cui il decreto di stima sia comunicato al proprietario successivamente alla medesima data di entrata in vigore.

Non è dato prevedere le chances di approvazione, tanto meno i tempi, del progetto Zeller. Non è campato in aria ritenere che una ... _OMISSIS_ ...opo di tampone possa esser inserita in sede di approvazione nella legge finanziaria, ove non si ritenga di ricorrere alla decretazione d’urgenza (l’art. 5-bis venne introdotto in sede di conversione di decreto correttivo della finanza pubblica).

3.5. La sentenza n. 348 non offre i criteri idonei a mettere il giudice in grado di formulare un criterio indennitario, i cui parametri siano ricostruibili alla stregua dell’ordinamento. La Corte costituzionale avalla la possibilità di introduzione di regimi differenziati d’indennizzo, a seconda che si tratti di “singoli espropri per finalità limitate”, o di “piani di esproprio volti a rendere possibili interventi programmati di riforma economica o migliori condizioni di giusti... _OMISSIS_ ...uo;.

A ciò si aggiunga che nella verifica della conformità alla Costituzione delle norme assunte come interposte nel giudizio di costituzionalità dell’art. 5-bis, ricavabili dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo secondo l’interpretazione della Corte di Strasburgo, si è riaffermato “che il legislatore non ha il dovere di commisurare integralmente l’indennità di espropriazione al valore ablato”. I livelli troppo elevati di s...


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Autore

Benini, Stefano

Magistrato della Corte di Cassazione