Dichiarazione di incostituzionalità dell'art.5 bis DL 333/1992 ed indennità di occupazione

2.5. Della dichiarazione d’incostituzionalità deve tenersi conto anche ove sia pendente il giudizio in tema d’indennità di occupazione, che, com’è noto, se preordinata alla successiva espropriazione suoli a vocazione edificatoria, è determinabile in misura corrispondente ad una percentuale, legittimamente riferibile al saggio degli interessi legali, della indennità che sarebbe dovuta per l’espropriazione dell’area occupata (Cass. 16-11-2000, n. 14856; nel t.u., art. 50): sicché cadendo il sistema di calcolo dell’indennità espropriativa, cade necessariamente anche il sistema di calcolo dell’indennità di occupazione.

Affinché non ricorra una preclusione da giudicato all’applicazione dello ius superveniens è suffici... _OMISSIS_ ... discussione l’an o il quantum dell’indennità o del risarcimento, sotto qualsiasi profilo. Venendo ad esaminare più direttamente la casistica circa la persistenza della contestazione sulla misura dell’indennità o del risarcimento, si danno i seguenti casi:
la contestazione sulla qualità, agricola o edificatoria, del fondo impedisce il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado sul quantum del risarcimento con conseguente obbligo per il giudice d’appello, pur confermando l’accertamento sulla natura del fondo, di procedere all’applicazione d’ufficio di una norma cogente e retroattiva (Cass. 11-10-1999, n. 11382);
è in contestazione l’ammontare del risarcimento quando la lite concerna la fis... _OMISSIS_ ...ore venale del fondo, che costituisce pur sempre il parametro base di commisurazione del danno (Cass. 17-01-1998, n. 363);
è in contestazione l’ammontare dell’indennità di asservimento, le cui componenti, come noto, sono da codificare in moneta indennitaria, con l’applicazione dell’art. 5-bis alle varie voci (Cass. 14-6-2000, n. 8097);
va considerata pendente anche la questione di indennizzo per l’espropriazione parziale di terreni edificatori, in cui si lamenti la mancata considerazione della perdita di valore del residuo: il deprezzamento che abbiano subìto le parti residue del bene espropriato, è da considerare voce ricompresa nell’indennità di espropriazione, che per definizione riguarda l... _OMISSIS_ ...zione patrimoniale subìta dal soggetto passivo del provvedimento ablativo, sicché l’indennità va considerata ad ogni effetto unica (Cass. 4-06-2004, n. 10634), anche ove il giudice abbia ritenuto, in nome del principio di effettività, di adottare un criterio di stima algebrico (valore negativo del decremento del residuo aggiunto al valore positivo della parte espropriata) piuttosto che di stima differenziale (valore postea sottratto al valore antea) (Cass. 21.5.2007, n. 11782).
Diversamente, si sono ritenute al di fuori della persistenza della determinazione di indennità e del danno, le seguenti ipotesi:
allorché oggetto del ricorso sia soltanto la legittimazione passiva riguardo all’esperita azione di risarcimento (Cass. 17-12-... _OMISSIS_ ... 13-5-1997, n. 4182);
ipotizzato effetto estintivo, sulla pretesa risarcitoria, di un decreto di espropriazione in sanatoria (Cass. 13-5-1997, n. 4182);
spettanza del maggior danno per il colpevole ritardo nel pagamento dell’indennità (Cass. 10-11-1993, n. 11100);
questione dell’estensione del suolo oggetto di occupazione appropriativa (Cass. 26.6.1996, n. 5915).
2.6. E’ anche da considerare che la determinazione dell’indennizzo si presta ad essere relativizzata nelle varie componenti del calcolo indennitario, in cui possono avere ingresso anche discipline diverse, o concorrenti, rispetto all’art. 5-bis, comma 1 o comma 7-bis.

La permanente contestazione sul modo di det... _OMISSIS_ ...o;indennità, o di liquidare il danno, non deve far perdere di vista che la questione scaturisce dall’impossibilità di applicare una norma dichiarata incostituzionale, e che l’eventuale giudicato sulla determinazione, per quanto possa essere ampio l’ambito della contestazione, non può che avere riferimento all’applicazione di quella norma.

Sicché se quanto risulta non più dibattuto (o mai dibattuto) nel corso del processo resta insensibile alla pronuncia di incostituzionalità (Cass. 11-01-2006, n. 394), pare doversi predicare l’intangibilità dell’indennità determinata, pur se sia pendente un’impugnazione, ove questa abbia ad oggetto l’applicazione dell’art. 16 del d.l. n. 504 del 1992, il quale prevede la ri... _OMISSIS_ ...quo;indennità di espropriazione nel caso in cui il proprietario avesse dichiarato, ai fini dell’imposta comunale sugli immobili, un valore del fondo da espropriare inferiore all’indennità.

Sia nell’ipotesi in cui è il Comune a dolersi della mancata applicazione del meccanismo correttivo della norma (non essendo in tal caso migliorabile a favore del proprietario la determinazione effettuata secondo l’art. 5-bis), sia ove il proprietario censuri un’applicazione al di fuori delle ipotesi stabilite dalla legge (ad es., mancata dichiarazione ai fini Ici o applicazione d’ufficio da parte del giudice), la pendenza del giudizio, che non ha ad oggetto l’art. 5-bis, non autorizza a vanificare la determinazione secondo il criter... _OMISSIS_ ...mma. Ove invece fosse in contestazione la concreta applicabilità della riduzione nel confronto tra dichiarazione Ici e indennità ai sensi dell’art. 5-bis, il venir meno di quest’ultimo parametro di riferimento, rimetterebbe in gioco la questione.

2.7. Qualche considerazione in più va riservata alla liquidazione del danno da occupazione illegittima, in cui convergono, sul mutamento di disciplina inerente la dichiarazione d’incostituzionalità dell’art. 5-bis, comma 7-bis, ulteriori nodi problematici costituiti dal sopravvenire del t.u. espropriazioni, con la norma transitoria dell’art. 55, da un lato (di cui è sorprendente che non si sia provveduto ad una declaratoria d’incostituzionalità consequenziale, parallelamente a quant... _OMISSIS_ ...o;art. 37), e con l’applicabilità dell’istituto dell’acquisizione sanante (art. 43), non disgiunti dalla complicazione ingenerata dai nuovi criteri di riparto delle giurisdizioni.

La sentenza incide sulle liti relative alle sole occupazioni illegittime di suoli «per causa di pubblica utilità», talché, nei casi in cui non è configurabile l’occupazione appropriativa, per mancanza di valida dichiarazione di pubblica utilità, il proprietario che agendo per il risarcimento abdichi implicitamente alla proprietà, ha comunque diritto al valore venale del bene (Cass. 16-07-1997, n. 6515): e la richiesta risarcitoria va rivolta al giudice ordinario (Cass. 13/02/2007, n. 3043, rv. 594294; 19/04/2007, n. 9322, rv. 596970; 13/06/200... _OMISSIS_ .... 589535).

Intanto va chiarito che la sentenza n. 349 del 2007 non risolve il problema dell’occupazione appropriativa in sé, siccome censurata dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti, in quanto contraria al diritto al rispetto dei propri beni.

Non è stata in particolare discussa la problematica del carattere i...


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Autore

Benini, Stefano

Magistrato della Corte di Cassazione