Dopo le sentenze di incostituzionalità n° 348 e 349 in materia espropriativa

1.1. La ricognizione sulle ricadute delle sentenze n. 348 e 349 del 2007 della Corte costituzionale si carica di valenze diverse a seconda se ci si riferisca ai giudizi in corso, per la determinazione dell’indennità o per la liquidazione del danno da occupazione appropriativa (essendone limite di incidenza l’avvenuto passaggio in giudicato), o ai procedimenti espropriativi iniziati sotto la vigenza dell’art. 5-bis, o dell’art. 37 t.u. espropriazioni, in cui gli enti esproprianti, in grado di confidare sulla definitività delle pregresse fasi amministrative, si trovano esposti al ripensamento dei soggetti espropriandi sull’ammontare dell’indennità, anche quando l’importo sia stato oggetto di accordi amichevoli.

Le due s... _OMISSIS_ ...e, pur caratterizzate dallo stesso nucleo argomentativo, attengono a questioni diverse, l’indennità (sent. 348) ed il risarcimento (sent. 349).

Sicché il problema va frammentato in vari poli, dall’incidenza delle sentenze su tali rispettivi problemi (per la n. 348 anche in riferimento ai procedimenti amministrativi in corso; il risarcimento, di cui alla sent. 349, è invece sempre vicenda postuma), al concetto di pendenza del giudizio (che ovviamente non coincide con quello di pendenza processuale, dato che, per richiamare un esempio grossolano, può essere ancora in discussione la titolarità passiva degli obblighi indennitario o risarcitorio, ma non più la misura di indennità e risarcimento), al criterio applicabile dopo il tramonto della semi-somma... _OMISSIS_ ...errogativo non ozioso di una residua applicabilità nel tempo della norma illegittima, attesa la vicenda costituzionale attraverso la quale è maturata la dichiarazione d’incostituzionalità.

Non è la prima volta che in tema di determinazione dell’indennità espropriativa si è chiamati ad affrontare le conseguenze di vicende inerenti alla disciplina legale dell’istituto, vuoi per l’approvazione di nuove regolamentazioni, vuoi, come oggi, in seguito a dichiarazioni di illegittimità costituzionale: sul tema si è quindi sviluppato un consistente nucleo di principi, di cui vale la pena riprendere le trame, pur tenendo conto della peculiarità dell’esito ultimo della vicenda, che ha portato alla dichiarazione d’incostituzionalità dell... _OMISSIS_ ...is d.l. n. 333/92, conv. in l. n. 359/92.

Ci s’intende riferire non tanto ai travagliati antefatti, con gli arresti della Corte europea dei diritti sul tema, nella scettica accoglienza ricevuta dalla Suprema Corte italiana – il che richiedeva comunque un opportuno pronunciamento della Corte costituzionale sul tema della gerarchia delle fonti - ma soprattutto al tipo di sentenza che è stato reso, in riferimento sia ai precedenti, contrari, della stessa Consulta (nel senso della infondatezza delle questioni riguardanti la stessa norma), sia al parametro costituzionale utilizzato. Anche il problema residuo della disciplina applicabile si colora in modo diverso dalle esperienze passate, posto che il rassicurante approdo al suppletivo criterio del prezz... _OMISSIS_ ...rrebbe ora meno agevole, atteso il tenore delle motivazioni inequivocabilmente svolte dalla Corte sul quantum dell’indennità, alla luce dell’art. 42 Cost..

1.2. La lettura dell’art. 136 Cost., in base al quale “la norma cessa di avere efficacia del giorno successivo alla pubblicazione della decisione”, deve essere integrata dal disposto dell’art. 30, terzo comma, l.n. 87/53, per la quale “le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione”. Soccorre a tal proposito il richiamo alle categorie dell’abrogazione, per cui una disposizione non esiste da un certo momento in poi, mentre per il periodo precedente deve darglisi applicazione, e ... _OMISSIS_ ...llamento, che nasce dall’accertamento di un vizio della legge, di un contrasto con le norme gerarchicamente superiori, che causa l’invalidità della legge in questione, e, com’è noto, ha effetto ex tunc.

La sentenza ha valore costitutivo, nel senso che benché il contrasto con la Costituzione sia certamente sorto in precedenza, è solo con la sentenza che esso è accertato e la legge viene invalidata: i rapporti sorti in precedenza sulla base di quella legge non cadono automaticamente, come non cadono gli atti amministrativi che la presuppongono (ma che possono essere annullati a seguito d’impugnazione).

La sentenza d’illegittimità, tuttavia, si traduce in un ordine rivolto ai soggetti dell’applicazione (giudici e... _OMISSIS_ ...e), di non applicare più la norma illegittima: ciò significa che gli effetti della sentenza di accoglimento non riguardano solo i rapporti che sorgono in futuro, ma anche quelli che sono sorti in passato, purché non si tratti di rapporti esauriti.

La conferma della necessità di disapplicare la legge dichiarata incostituzionale, con riferimento ai rapporti pendenti, proviene dall’art. 1 l.cost. n. 1/48, in base al quale la Corte costituzionale è investita della questione dal giudice, indirettamente, nel corso di un giudizio: la perdita di efficacia va intesa dunque nel senso che dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza la legge non può più trovare applicazione, proprio in riferimento al giudizio a quo. Diversamente, non avrebbe senso che pu... _OMISSIS_ ...iudice sollevata in riferimento ad un fatto specifico, egli fosse tenuto ad applicarla nonostante la Corte l’abbia dichiarata illegittima.

1.3. Circa l’estensione oggettiva degli effetti della pronuncia di accoglimento, si suole dire che essa non riguarda i rapporti esauriti, ma incide sui rapporti pendenti. L’esaurimento o la pendenza vanno logicamente commisurati alla data della pubblicazione della sentenza, che per il giudice chiamato all’applicazione delle norme, è quella della Raccolta ufficiale delle sentenze e ordinanze della Corte costituzionale (art. 29 l.n. 87/53). Collegato al problema dell’estensione oggettiva, è quello della prescrizione o decadenza nell’esercizio di un’attività o di un diritto, su cui la ... _OMISSIS_ ...a incostituzionale aveva incidenza.

I concetti di giudicato, intangibile alla disapplicazione della norma, e di rapporto esaurito, possono essere ricavati dalla giurisprudenza maturata proprio in riferimento alle sentenze di incostituzionalità – e alle nuove normative varate nel corso del tempo – che hanno caratterizzato la travagliata vicenda dell’indennizzo espropriativo.

Il problema è stato analizzato sia nell’immediatezza di sentenze dichiarative dell’illegittimità dei criteri vigenti per il risarcimento (sent. 369/96) e per l’indennità, ritenuti penalizzanti per i proprietari (sent. n. 5/80 e 223/83, in cui venne riesumato il criterio previgente del giusto prezzo in una libera contrattazione di compraven... _OMISSIS_ ...l’immediato precedente legislativo delle norme dichiarate incostituzionali, l’art. 39 l. 2359/1865), sia dopo l’entrata in vigore di nuove normative varate allo specifico scopo di porre rimedio alle situazioni di vuoto per la precedente dichiarazione d’incostituzionalità (che vuoto, come detto, non era, a causa della reviviscenza del valore venale), le quali hanno sempre avuto cura di precisare la propria diretta applicabilità ai rapporti pendenti: così...


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Autore

Benini, Stefano

Magistrato della Corte di Cassazione