L’articolo 5 bis del DL 333/1992: il 24% del valore venale

Nella memoria di ciascun italiano non vi è un solo momento in cui si sia sentito parlare di finanze pubbliche in stato di normalità.

Nel 1992 la situazione era più drammatica del solito, perché ad una congiuntura di particolare crisi economica si sommò la indilazionabile necessità di rispettare rigorosi parametri di bilancio assunti in sede di adesione al trattato sull’Unione Europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, il quale poneva le basi dell’unione economica e monetaria dei Paesi della Comunità europea, comportante il coordinamento delle loro politiche economiche, soggette a rigide norme di disciplina finanziaria e ad un processo di stabilizzazione monetaria e dei prezzi finalizzato al varo della moneta unica.

In questo ec... _OMISSIS_ ...sto interno e internazionale si decise di abbattere l’indennità di esproprio per contribuire a ridurre la spesa pubblica.

E il legislatore non usò la mano leggera.

L’articolo 5 bis del decreto legge 11 luglio 1992, n. 333 convertito in legge 8 agosto 1992, n. 359 recita (nella versione integrata dall’articolo 1 comma 65 L. 549/1995 e art. 3 comma 65 della legge 662/1996) :


« 1. Fino all’emanazione di un’organica disciplina per tutte le espropriazioni preordinate alla realizzazione di opere o interventi da parte o per conto dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli altri enti pubblici o di diritto pubblico, anche non territoriali, o comunque preordinate alla realizzaz... _OMISSIS_ ... interventi dichiarati di pubblica utilità, l’indennità di espropriazione per le aree edificabili è determinata a norma dell’articolo 13, terzo comma, della legge 15 gennaio 1885, n. 2892, sostituendo in ogni caso ai fitti coacervati dell’ultimo decennio il reddito dominicale rivalutato di cui agli articoli 24 e seguenti del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
L’importo così determinato è ridotto del 40 per cento.

2. In ogni fase del procedimento espropriativo il soggetto espropriato può convenire la cessione volontaria del bene. In tal caso non si applica la riduzione di cui al comma 1.

3. Per la valutazione delle edificabilità delle aree, si devono conside... _OMISSIS_ ...lità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.

4. Per le aree agricole e per quelle che, ai sensi del comma 3, non sono classificabili come edificabili, si applicano le norme di cui al titolo II della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni ed integrazioni.

5. Con regolamento da emanare con decreto del Ministro dei lavori pubblici ai sensi dell’art. 17, L. 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti i criteri e i requisiti per la individuazione della edificabilità di fatto di cui al comma 3.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in tutti i casi in cui non sono stati ancora determinati in via definitiva il prez... _OMISSIS_ ...ità dell’indennizzo e/o del risarcimento del danno, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

7. Nella determinazione dell’indennità di espropriazione per i procedimenti in corso si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.

7-bis. In caso di occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilità, intervenute anteriormente al 30 settembre 1996, si applicano, per la liquidazione del danno, i criteri di determinazione dell’indennità di cui al comma 1, con esclusione della riduzione del 40 per cento. In tal caso l’importo del risarcimento è altresì aumentato del 10 per cento. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti in corso n... _OMISSIS_ ... sentenza passata in giudicato. »


Il meccanismo individuato dal primo comma è un capolavoro di cinismo.

Viene infatti riesumato il criterio della legge di Napoli (che aveva l’effetto, come si è visto, di alzare il valore venale), ma sostituendo ai fitti coacervati dell’ultimo decennio il reddito dominicale rivalutato.

Ebbene, com’è noto, il reddito dominicale, ancorché rivalutato, e ancorché moltiplicato per dieci (come chiarirà la giurisprudenza nel corso degli anni a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 283/1993), è un valore infinitesimale, e il risultato sostanziale è quello di dimezzare il valore venale.

Agli effetti pratici, e al di là della suggestione autorefer... _OMISSIS_ ...canismo di calcolo, l’applicazione della media del valore venale con il reddito dominicale si traduce in un artificio assolutamente privo di senso economico: insomma, un imbroglio.

Per meglio illustrare il concetto, l’ultimo calcolo concreto nel quale mi sono imbattuto è il seguente:

Valore venale: 100 euro al metro quadro, reddito dominicale rivalutato e moltiplicato per dieci: 0,025 euro al metro quadro. Risultato della media: 50,0125 euro al metro quadro.

E’ palese che non vi è alcuna differenza tra 50,000 euro al metro quadro, e 50,0125 euro al metro quadro, specie se si ha riguardo alla discrezionalità che caratterizza l’individuazione del valore venale posto a monte del calcolo, e cioè quei 100 euro ... _OMISSIS_ ...assumendo un’alea anche solo del 5%, avrebbero potuto essere 95, o 105.

Nel caso specifico da cui ho tratto l’esempio, l’esproprio è di mq 107,4 (e nella gran parte dei casi gli espropri di aree edificabili sono di media o piccola dimensione), per cui la differenza tra il valore venale mediato di cui all’articolo 5 bis, e il dimezzamento secco del valore venale è stata pari a (€ 5.371,34 – 5.370,00) = € 1,34, dicasi un euro e trentaquattro centesimi, su oltre cinquemila euro di valore venale, molto meno del costo del tempo necessario per reperire il dato catastale e verificare o calcolare l’aggiornamento del reddito dominicale.

La verità è che l’elegante reminiscenza del criterio della legge di... _OMISSIS_ ...ta da belletto per mascherare il sostanziale dimezzamento del valore venale, con il risultato pratico di costringere per quindici anni migliaia di operatori a perdere tempo per una enorme quantità di calcoli perfettamente inutili.

Ma l’articolo 5 bis non si è fermato qui, e ha aggiunto un ulteriore abbattimento del 40%, per il caso di mancata accettazione dell’indennità provvisoria (purché questa sia stata offerta in misura congrua, come ha chiarito la giurisprudenza successiva), arrivando ad un importo pari al 30 per cento del valore venale, cui si applica la ritenuta fiscale del 20% prevista dall’articolo 11 della legge 413/1991, sostituita dall’articolo 35 del dPR 327/2001.

Risultato finale: 24% del valore venale al ne... _OMISSIS_ ...uta fiscale, non operativa in caso di esproprio di aree agricole (di solito localizzate in ZTO “E”, esenti dall’imposizione).

La Corte Costituzionale lasciò passare il criterio dell’articolo 5 bis; nella sostanza il vero grimaldello del legislatore fu la espressa temporaneità della norma, e la sua connessione ad una situazione eccezionale.

La prima e più importante sentenza con cui fu accertata la legittimit&agra...


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Autore

Loro, Paolo

Laureato in giurisprudenza, direttore e coordinatore scientifico della rivista Esproprionline, direttore del network di riviste tecnico-giuridiche Territorio.it, consulente e operatore in materia di espropriazione per pubblica utilità, direttore dei notiziari bimestrali di giurisprudenza Esproprionline, Urbium, Patrimoniopubblico, curatore di repertori e massimari giurisprudenziali, autore e curatore di varie pubblicazioni, docente in numerosi corsi di formazione, già capo ufficio espropriazioni del Comune di Padova.