La proprietà nel diritto dell'Unione europea e la funzione sociale

L'indagine compiuta fin qui impone di aprire una finestra sul diritto dell'Unione europea, anche solo per verificare in che modo si atteggia rispetto al diritto di proprietà la funzione sociale della quale più volte ha parlato la Corte di Giustizia.

Per far ciò occorre muovere dall’unico dato giuridico esistente - art.345 TFUE (ex art.295 Tr.CE)- laddove afferma l’intangibilità del <<regime di proprietà esistente negli Stati membri>>.

Tale disposizione, ad una prima lettura, sembrerebbe lasciare totalmente fuori dall’ambito eurounitario la tutela del diritto dominicale.

Ma così non è stato, ad eccezione di qualche opinione dissenziente, se si guarda al diritto vivente della Corte di giustizia ... _OMISSIS_ ...uotidiana opera di individuazione dei non scritti principi generali del diritto comunitario vi ha incluso anche il diritto di proprietà.

Essa ha inizialmente chiarito che nell’ordinamento giuridico comunitario il diritto di proprietà <<è tutelato alla stregua dei principi comuni alle Costituzioni degli stati membri recepiti nel protocollo addizionale alla convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo>> [1].

E’ stato inoltre precisato, nel medesimo contesto, che tale diritto, come i restanti diritti fondamentali, costituisce parte integrante dei principi generali del diritto di cui la Corte garantisce l'osservanza e che, a tal fine, quest'ultima s'ispira alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati m... _OMISSIS_ ...dicazioni fornite dai trattati internazionali in materia di tutela dei diritti dell'uomo cui gli Stati membri hanno cooperato o aderito.

Inoltre, proprio nella sentenza Hauer il giudice comunitario, interpretando l’art.1 Prot.n.1 alla CEDU, ha riconosciuto in esso l’esistenza di un diritto ad un giusto indennizzo nel caso di espropriazione o privazione della proprietà pur ritenendo che i principi di diritto internazione generalmente riconosciuti vanno applicati soltanto agli stranieri - in linea con quanto affermato dagli organi giurisdizionali della CEDU -.

Si è quindi ulteriormente specificato che il Trattato CE riconosce l’intangibilità del regime di proprietà esistente negli stati membri-art.295 come modificato dal Tratt... _OMISSIS_ ...m- [2] e che il diritto di proprietà rientra fra i principi generali del diritto comunitario.

Il che val quanto dire che ogni autorità nazionale- e quindi anche i giudici degli ordinamenti interni- è tenuta ad applicare il diritto interno in conformità ai principi supremi del diritto comunitario.

La peculiarità che sembra comunque emergere nel riconoscimento del diritto di proprietà a livello comunitario è, per un verso, la matrice non esclusivamente convenzionale di tale diritto.

In questo senso il rinvio alla CEDU ed al suo protocollo non appare esaustivo, se appunto si considera l’attenzione che il giudice comunitario ha riservato anche ai principi comuni alle Costituzioni, pur mai direttamente esaminate.

... _OMISSIS_ ...onsente quindi alla Corte di sottrarsi ai dicta di Strasburgo [3] e che, d’altra parte, consente di accentuare il ruolo creativo del giudice di Lussemburgo [4].

D’altra parte, va sottolineato il costante richiamo – operato dalla Corte di giustizia - alle limitazioni che l’ordinamento comunitario deve prevedere in vista del perseguimento di altri interessi concorrenti è esso stesso dimostrazione di quanto la Corte di giustizia abbia prestato attenzione alle tradizioni costituzionali dei paesi membri [5].

In questa prospettiva, non (completamente) presente, come si è visto, nella disciplina contenuta nell’art.1 Prot.n.1 alla CEDU, si chiarisce che i diritti fondamentali non risultano essere prerogative assolute, ma va... _OMISSIS_ ... in relazione alla funzione da essi svolta nella società.

Ciò rende possibile “operare restrizioni all'esercizio di detti diritti, in particolare nell'ambito di un'organizzazione comune dei mercati, purché dette restrizioni rispondano effettivamente a finalità d'interesse generale perseguite dalla Comunità e non si risolvano, considerato lo scopo perseguito, in un intervento sproporzionato ed inammissibile che pregiudichi la sostanza stessa di tali diritti [6].

Tale affermazione si ritrova, peraltro, già nella sentenza Nold/Commissione allorché si precisa che “i diritti così garantiti, lungi dal costituire prerogative assolute, vanno considerati alla luce della funzione sociale dei beni e delle attività oggetto della tutel... _OMISSIS_ ...
Ed in modo analogo si è espresso il Tribunale di 1^ grado nella causa Hauer c. Consiglio e Commissione, precisando che il diritto di proprietà deve essere <<considerato alla luce della sua funzione sociale>> sicchè la Comunità può apportare al diritto stesso restrizioni nell’ambito di una sua organizzazione comune di mercato con il limite che esse rispondano a tali scopi ed obiettivi senza costituire un intervento sproporzionato o inaccettabile [7].

Ed anche la ricordata sentenza Hauer aveva ammesso che il diritto di proprietà non costituisce una prerogativa assoluta e può invece, data la sua funzione sociale, essere sensibilmente limitato, fermo restando che tali limitazioni non devono costituire, tenuto conto dello scopo persegui... _OMISSIS_ ...à che le prescrive, «un intervento inaccettabile e sproporzionato rispetto ai fini perseguiti nelle prerogative del proprietario, tale da ledere addirittura la sostanza del diritto di proprietà» (punto 23).

Ciò ha consentito alla Corte [8] di riconoscere che l’assenza di indennizzo in caso di distruzione o abbattimento dei pesci connesso si inserisce nell’ambito di misure volta al contrasto di malattia contagiose una volta che esse siano individuate all’intero di un’azienda.

In tale prospettiva, la possibilità che il focolaio possa estendersi rapidamente ha indotto il legislatore comunitario (direttiva 93/53) a prevedere la distruzione e l'abbattimento immediati di tutti i pesci senza indennizzo. Tali misure... _OMISSIS_ ...rte, sono giustificate da un obiettivo di interesse generale della Comunità e sono proporzionate rispetto all'obiettivo perseguito senza così pregiudicare la sostanza stessa del diritto di proprietà.

Osservava infatti l’Avvocato Generale Michio, nelle sue conclusioni depositate il 20 settembre 2001 relative allo stesso procedimento, che “la limitazione del diritto di proprietà subita da queste due imprese consisteva quindi nell'obbligo, da una parte, di interrompere, mediante un abbattimento sistematico, l'ingrassamento dei pesci presenti nei loro impianti e, dall'altra, di distruggere quelli che non potevano essere commercializzati a causa del loro stato sanitario o delle dimensioni insufficienti. Si è evidentemente ben lontani da un ... _OMISSIS_ ...accettabile e sproporzionato» ai sensi della citata sentenza Hauer”-p.78.

Veniva inoltre chiarito, proprio per differenziare l’ipotesi posta al vaglio della Corte da altre nelle quali alla privazione della proprietà deve riconnettersi sempre il diritto ad un indennizzo , che “In un'ipotesi del genere siamo agli antipodi dell'espropriaz...


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