L’indennità nell’attuale sistema

Quello delineato nei precedenti paragrafi è il percorso all’esito del quale hanno visto la luce le attuali previsioni sull’indennità e sul suo criterio di determinazione, trasfuso nella versione originaria dall’art. 37 del Testo Unico, che prevedeva per le aree edificabili il criterio della semisomma del valore venale e del decuplo del reddito dominicale, con decurtazione del 40% se l’espropriato non acconsentiva alla cessione volontaria [53].

In virtù del regime del doppio binario, quindi, il criterio valido per le aree edificabili non è applicabile anche a quelle edificabili, in relazione alle quali si deve fare riferimento al criterio del valore agricolo medio. Questo criterio, tuttavia, nel 2011 è stato dichiarato costituzionalment... _OMISSIS_ ...secondo le considerazioni e con le conseguenze che verranno affrontati in chiusura di paragrafo.

Con la formalizzazione del sistema del doppio binario è stata completamente preclusa l’affermazione di quella parte della giurisprudenza che riteneva possibile enucleare un tertium genus di aree, equiparabili a quelle agricole perché non edificabili, ma comunque non destinate alla coltivazione [54].

Si trattava, ad esempio, di cave, di stazioni di rifornimento di carburante, di terreni destinati allo sport. In conseguenza di questo irrigidimento del sistema, la giurisprudenza è intervenuta in chiave evolutiva ed estensiva sulla nozione di edificabilità, concetto che non poteva più essere limitato alla sola edilizia residenziale abitativa, ma n... _OMISSIS_ ...mpliarsi per poter ricomprendere anche tutte le ipotesi di trasformazione dei suoli tali da poter essere ricondotte alla nozione tecnica e economica di edificazione, e come tale assoggettata al regime autorizzativo [55].

Rimanendo indubbio che per le aree edificabili l’indennità vada parametrata la valore venale del bene, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 348 del 24 ottobre 2007 [56], ha dichiarato incostituzionali i primi due commi dell’art. 37 T.U., che sono stati poi sostituiti dall’art. 2, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che prevede che l’indennità per le aree edificabili sia quantificata in misura pari al valore venale del bene, con riduzione del 25% nelle ipotesi in cui l’espropriazione sia finalizzata... _OMISSIS_ ...ione di interventi di riforma economico-sociale [57].

L’indennità, invece, deve essere aumentata del 10% quando si addivenga all’accordo di cessione volontaria, ovvero quando la mancata conclusione della stessa sia dovuta a causa non imputabile al privato, ovvero ancora quando al privato venga offerta un’indennità provvisoria inferiore agli otto decimi dell’indennità determinata in via definitiva [58].

La Corte aveva deciso in tal senso poiché riteneva i commi impugnati in conflitto con l’art. 117, comma 1, Cost., per il contrasto con gli obblighi posti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal suo Protocollo addizionale n. 1 [59].

Successivamente, con sentenza 22 dicembre 2011 n. ... _OMISSIS_ ...stituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del settimo comma dell’art. 37, che prevedeva che l’indennità venisse ridotta di un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione o denuncia presentata dal cittadino ai fini del’imposta comunale sugli immobili prima della determinazione formale dell’indennità, nel caso in cui il valore dichiarato non risultasse conforme alla normativa e all’indennità determinata proprio ai sensi dell’art. 37.

Per l’espropriazione di un’area legittimamente edificata, l’Amministrazione dovrà parametrare l’indennità sul valore venale dell’immobile. Tuttavia, se emerge che la costruzione è stata totalmente o parzialmente realizzata in ... _OMISSIS_ ... assenza del permesso di costruire o dell’autorizzazione paesistica, l’indennità andrà commisurata tenendo conto dell’area di sedime solamente ovvero della sola parte di costruzioni realizzata legittimamente.

Se tra il proprietario della costruzione e il Comune è in corso una procedura per la sanatoria della costruzione illegittimamente realizzata, l’autorità espropriante dovrà – sentito il Comune – accertare la sanabilità della costruzione, ai soli fini della quantificazione dell’indennità.

Con riferimento al parametro del valore venale del bene, un’attenta dottrina ha precisato che il legislatore usa l’espressione come un improprio sinonimo del concetto di valore di mercato, probabilmente ... _OMISSIS_ ...dicta dei giudici di Strasburgo, che per primi hanno dimostrato di non considerare interessante una distinzione sui due concetti. Il valore di mercato, infatti, potrebbe risentire della condizione di commerciabilità del bene immobile, che invece il concetto di valore venale non comprende [60].

Se l’area edificabile è utilizzata a scopi agricoli dal proprietario, il comma nono dell’art. 37 prevede che ad esso spetti anche un’indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato. La medesima indennità spetta anche al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che, a causa del procedimento espropriativo, è costretto ad abbandonare il fondo o parte di questo; la condizione il riconoscimento dell&rsquo... _OMISSIS_ ...untiva a tali soggetti è che essi abbiano coltivato o coltivino direttamente il terreno, con il lavoro proprio o dei familiari, per almeno un anno prima dell’espropriazione.

L’art. 36 riguarda l’espropriazione per la realizzazione di opere private di pubblica utilità che non rientrino nell’edilizia residenziale pubblica: per esse continua a valere il criterio del valore venale pieno, come già anticamente sancito dalla legge fondamentale [61]. Analogamente dispone l’art. 38 per l’espropriazione delle aree legittimamente edificate, che stabilisce che l’indennità va determinata in misura pari al valore venale.

Con riferimento all’indennità nel caso di ablazione di un’area non edificabile, la Cor... _OMISSIS_ ...le, con sentenza 10 giugno 2011, n. 181, è intervenuta a censurare i commi 2 e 3 dell’art. 40 [62].

Il comma 2 prevedeva che, se l’area non era effettivamente coltivata, l’indennità doveva essere commisurata al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalentemente praticata nella zona e al valore dei manufatti edilizi realizzati legittimamente [63].

Il comma 3 prevedeva invece che per l’offerta da formulare ai sensi del comma 1 dell’art. 20 (offerta di indennità formulata dal promotore dell’espropriazione e contenuta nella lista dei beni da espropriare che egli è tenuto a redigere) e per la determinazione dell’indennità provvisoria si dovesse applicare il criterio del valore agricolo ... _OMISSIS_ ...imento al tipo di coltura in atto nell’area esproprianda.

Il richiamo qui era all’art. 41, comma 4, che recita che «nell’ambito delle singole ragioni agrarie, delimitate secondo l’ultima pubblicazione ufficiale dell’Istituto centrale di statistica, entro il 31 gennaio di ogni anno la commissione determina il valore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni, considerati no...


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