Le maggiorazioni ed indennità aggiuntive previste dal d.P.R. 327/2001 nell’ambito dell’espropriazione legittima

Sussistono numerose maggiorazioni ed indennità aggiuntive previste dal d.P.R. 327/2001 nell’ambito dell’espropriazione legittima, segnatamente per il proprietario coltivatore di aree edificabili o inedificabili, per il coltivatore non proprietario di aree edificabili o inedificabili, per esborsi fiscali ingiustificati in aree edificabili o non edificabili, per la cessione volontaria di aree edificabili o non edificabili (previsione, quest’ultima, che si ritiene però tacitamente abrogata) nonché, per le sole aree edificabili, nel caso in cui la cessione volontaria sia stata impedita dalla parte pubblica, offrendo un’indennità provvisoria insufficiente, o in altro modo. Il tutto, però, con l’eccezione in cui l’esproprio sia stato finalizzato... _OMISSIS_ ...ione di opere private: in questa ipotesi, infatti, l’applicazione fin dall’origine del criterio del valore venale sostituisce, fra l’altro, tutte le maggiorazioni ed indennità aggiuntive previste per le espropriazioni di aree edificate, edificabili o inedificabili, che quindi non trovano applicazione.


Ebbene, in sede di acquisizione coattiva sanante l’interessato dovrebbe avere diritto, a rigore, anche tutte queste indennità e maggiorazioni aggiuntive. Questo, ovviamente, in omaggio al principio di simmetria, il quale trova un limite solamente nelle opere private, proprio perché in tale ipotesi le maggiorazioni ed indennità aggiuntive non spettano neppure in caso di espropriazione legittima.
Ma il cond... _OMISSIS_ ...quo;obbligo. Nonostante la dottrina tenda a condividere questa conclusione, infatti, la prassi giurisprudenziale, anche con la complicità di uno dei passaggi più discutibili della sentenza costituzionale n. 71/2015, appare incline ad orientarsi in senso diametralmente opposto.

Le maggiorazioni ed indennità aggiuntive in caso di aree edificabili: profili generali
Le maggiorazioni ed indennità aggiuntive che possono trovare applicazione nell’ambito dell’espropriazione legittima di aree edificabili sono essenzialmente quattro.

on un certo grado di approssimazione, esse si possono ritenere sostanzialmente speculari rispetto ad analoghe previsioni riferite alle ... _OMISSIS_ ...ili.
Ve n’è una, tuttavia, che acquista connotati particolari ed è la maggiorazione per la cessione volontaria: solo se si tratta di aree edificabili, infatti, essa non solo non si ritiene abrogata, ma anzi può operare, in determinati casi, anche in mancanza della cessione volontaria. E conviene iniziare da questa fattispecie, sia considerando la sua ricorrenza pratica, sia perché essa è stata oggetto di particolare attenzione da parte della Corte costituzionale.
La maggiorazione per accettazione o inaccettabilità dell’indennità provvisoria
La maggiorazione prevista dal comma 2 dell’art. 37 trova applicazione in tre distinte ipotesi: «Nei... _OMISSIS_ ...stato concluso l’accordo di cessione, o quando esso non è stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta un’indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva». In tutti questi casi, l’indennità di espropriazione legittima di aree edificabili deve essere maggiorata del 10%.
Si tratta di una triplice previsione che, nel suo complesso, «mira ad incentivare la definizione del procedimento espropriativo in via consensuale e non giudiziale, a sanzionare l’ingiustificata attesa della sua conclusione, ed a stimolare comportamenti virtuosi della P.A.».
Giova rammentare, in effetti, c... _OMISSIS_ ...i cessione permette all’espropriato di conseguire, semplicemente accettando l’indennità provvisoria, la specifica maggiorazione del 10% prevista anche da altra norma del testo unico. Questo potrebbe indurre l’amministrazione ad offrire somme irrisorie (disincentivandone l’accettazione immediata) o addirittura a porre in essere comportamenti più o meno scorretti per ostacolare la cessione bonaria. Nel rammentare la maggiorazione anche nel capo dedicato alla «entità dell’indennità di espropriazione» pertanto, il legislatore ha paragonato alla cessione bonaria (che è il fine perseguito in via diretta) le due ipotesi in cui la parte pubblica l’ha di fatto impedita, con il chiaro intento di sanzionarla per tale comportamento.
... _OMISSIS_ ...V|Sennonché, il passaggio dallo schema dell’espropriazione legittima a quello dell’acquisizione coattiva comporta la perdita sia della norma principale (la maggiorazione in caso di accordo di cessione), sia delle due norme accessorie (le sanzioni per gli ostacoli provenienti dalla parte pubblica). In pratica, l’articolato percorso disegnato dal legislatore per indurre l’amministrazione a comportamenti virtuosi, con tanto di sanzioni in caso di inadempimento, funziona soltanto laddove l’autorità espropriante abbia agito legittimamente, mentre nell’ipotesi dell’occupazione illegittima e successiva acquisizione sanante il legislatore sembra aver perso interesse per la ricerca del consenso del privato, rinunciando per l’effetto a s... _OMISSIS_ ...uo;amministrazione che l’abbia ostacolato.


È evidente, tuttavia, che il mancato richiamo di questa maggiorazione introduce una vistosa asimmetria fra indennità di esproprio ed indennizzo ex art. 42-bis.
Ed invero, mentre in sede di espropriazione legittima di aree edificabili l’amministrazione deve mettere in conto anche quel 10% in più (perché la sua erogazione dipende e deve dipendere esclusivamente dalla volontà dell’espropriato, addirittura con sanzioni per le autorità esproprianti che cercano di intromettersi), in sede di acquisizione coattiva sanante la stessa amministrazione sa che non la dovrà corrispondere mai: né se c’è stata accettazione, né se essa è stata impedita offre... _OMISSIS_ ...dennità provvisoria irrisoria o in altro modo. È un evidente risparmio, insomma, per la pubblica amministrazione che agisce illegittimamente e questo non è conforme al principio di simmetria.
Eppure si tratta di una decisione consapevole del nostro legislatore. Infatti l’art. 37 d.P.R. 327/2001 è oggetto di rinvio diretto da parte dell’art. 42-bis, ma il legislatore ha cura di selezionare i singoli commi richiamati. E il comma 2, che richiama la maggiorazione in parola (propriamente disciplinata all’art. 45 d.P.R. 327/2001) e la corrobora con due sanzioni accessorie, è uno dei capoversi chiaramente esclusi.
Ora, se il legislatore del 2011 (come già auspicato in altra sede) avesse omesso qualunque riferimento all... _OMISSIS_ ... l’interprete avrebbe potuto riconoscere al privato, con semplice applicazione del principio di simmetria, anche questa posta indennitaria, in misura pari al 10% del valore venale del bene. E questo senza neanche troppa fatica: si tratta infatti di una somma che l’amministrazione deve necessariamente mettere in conto nell’espropriazione legittima e che deve corrispondere a semplice...


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