Le poste indennitarie per l'occupazione illegittima: pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale

Ai sensi del comma 3 dell’art. 42bis, l’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale corrisponde semplicemente al «valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità».



La soluzione del valore venale si pone in linea di continuità con la consolidata tradizione giurisprudenziale, ma con un’importante eccezione. Nel vigore del regime dell’espropriazione sostanziale, infatti, due degli episodici interventi legislativi che avevano implicitamente avallato l’istituto pretorio erano stati finalizzati a quantificare alcuni risarcimenti del danno in misura notevolmente inferiore al valore venale, segnatamente con riguardo alle occupazioni che risultavano già perfezionate al momento di entrata in vigore... _OMISSIS_ ...ervento legislativo.

Nel dettaglio, con la l. 549/1995 il legislatore aveva tentato inizialmente di estendere anche alle occupazioni illegittime antecedenti al 14.08.1992 il regime dell’indennità da legittima espropriazione per pubblica utilità, il quale era stato novellato proprio nel 1992, segnatamente con applicazione del criterio della semisomma fra valore venale e reddito dominicale, e con ulteriore abbattimento del 40% in caso di mancata accettazione della cessione bonaria. Questa opzione legislativa, però, era stata rapidamente censurata dalla Corte costituzionale. Con la l. 662/1996, allora, la precedente equiparazione totale all’indennità di esproprio era stata sostituita da una parificazione incrementata del 10% e riferita alle sole occu... _OMISSIS_ ...ri al 30.09.1996 : diversamente dalla precedente, questa scelta veniva inizialmente ritenuta costituzionalmente legittima ed infatti confluiva nel testo unico, dal quale la Corte costituzionale la espungeva soltanto nel 2007, sulla scia di una rinnovata (e condivisibilissima) maggior sensibilità alla giurisprudenza di Strasburgo.

Emerge da questo sintetico riassunto che la regolarizzazione dell’occupazione illegittima ha sempre richiesto in prima battuta la corresponsione del valore venale del bene occupato, con la sola eccezione dei rapporti giuridici anteriori al 1996 ed esauriti entro il 2007 (perché se ancora sub iudice in quell’anno, essi beneficiano della sentenza costituzionale n. 349/2007, che ha efficacia retroattiva ed erga omnes, con i... _OMISSIS_ ...appunto, dei rapporti esauriti ). È dunque sulla scia di una tradizione decisamente consolidata che il comma 3 dell’art. 42bis dispone che l’acquisizione coattiva sanante comporti anzitutto l’erogazione del valore venale del fondo ; ed anzi, alla luce dell’art. 42 Cost., nonché dell’insegnamento della Corte costituzionale, è verosimile ritenere che tale corresponsione sia giuridicamente obbligata, ravvisandosi nel valore venale il minimo inderogabile di ragionevolezza, al di sotto del quale non ci si può avventurare senza rischi.


La quantificazione del valore venale e la clausola di sussidiarietà


Sul valore venale rilevante per l’indennizzo rimane da osservare che la nuova norma eredita quasi l... _OMISSIS_ ... comma 6, lett. a), del previgente art. 43, ivi inclusa la clausola di sussidiarietà rispetto ad altre disposizioni di legge.


Tale clausola è valorizzata da una parte della dottrina per far rientrare nell’indennizzo ex art. 42bis anche ciò che formalmente non vi figura, a cominciare dal deprezzamento della proprietà residua. Si tratta in effetti di un’iniziativa encomiabile, perché delle poste ulteriori ci devono necessariamente essere, ma forse tecnicamente non ineccepibile: per far rientrare con questa clausola singole poste indennitarie, infatti, occorrerebbe che la legge richiamata dettasse previsioni applicabili ad ogni indennizzo. Ma il d.P.R. 327/2001, come ben sappiamo, all’infuori dell’art. 42bis si occupa solo di altr... _OMISSIS_ ... anzi quando si vuol riferire alle occupazioni illegittime seguita ad utilizzare una terminologia risarcitoria, che è ormai del tutto obsoleta.


Si possono dunque recuperare le impressioni dei primi commenti all’art. 43, per i quali il legislatore aveva voluto riservarsi di adottare leggi ispirate da eccezionali esigenze di finanza pubblica. Sennonché, è chiaro che anche le leggi di questo tipo, a rigore, sono tenute a rispettare i principi dettati dalla Consulta. Se è così, allora, questa clausola appare oggi del tutto anacronistica, perché un qualsiasi abbattimento dell’indennizzo, anche se eccezionale, mostrerebbe ben più di un profilo di dubbia costituzionalità. E questo senza neppure considerare che, da un punto di vista tecnico,... _OMISSIS_ ...uale norma derogatoria espressa prevarrebbe in ogni caso sull’art. 42bis d.P.R. 327/2001, sia per il principio di specialità che per quello cronologico, con la conseguenza che l’inciso, oltre che equivoco, appare oggi del tutto superfluo.


Il caso particolare dell’asservimento coattivo


In alternativa all’acquisizione coattiva del diritto di proprietà, l’art. 42bis (riprendendo e fondendo due diverse norme dell’art. 43 ) consente l’acquisizione coattiva del diritto di servitù.


Come evidenziato dal Consiglio di Stato, le principali differenze fra asservimento coattivo sanante e normale acquisizione coattiva sanante attengono ai relativi presupposti ed esulano pertanto ... _OMISSIS_ ...alisi.


Non mancano, tuttavia, alcune differenze rilevanti in fase di liquidazione dell’indennizzo, a cominciare dalla posta principale qui in esame. Tali differenze dipendono ovviamente dal fatto che il bene non viene acquisito nella sua interezza, ma solamente gravato da una servitù : esso non viene perduto, quindi, ma solo deprezzato, cosicché il pregiudizio patrimoniale non corrisponde all’intero valore venale del fondo, bensì alla sua diminuzione, cioè al deprezzamento del bene.


Si noti peraltro che la giurisprudenza tendeva già in passato a subordinare il ristoro del privato ad un deprezzamento effettivo del suo fondo, escludendo qualunque risarcimento in caso di deprezzamento inconsistente. E ciò è stato... _OMISSIS_ ...he nel vigore dell’art. 42bis, anche a mente della disciplina dell’asservimento coattivo legittimo.



Il pregiudizio non patrimoniale


La somma di denaro da corrispondere al privato, in aggiunta al controvalore del fondo (corrisposto a titolo di indennizzo per il pregiudizio patrimoniale) comprende numerosi altri elementi, a cominciare da quello dichiaratamente finalizzato a tenere indenne l’interessato dal «pregiudizio [...] non patrimoniale», che di norma è «forfettariamente liquidato nella misura del misura del dieci per cento del valore venale del bene».


Questa previsione ha l’evidente significato pratico di elevare l’indennizzo ex art. 42bis a... _OMISSIS_ ...’indennità dovuta per l’espropriazione legittima. Si tratta di una scelta matura e responsabile, segnatamente perché tiene conto della lunga esperienza giuridica italiana in tema di occupazioni illegittime, che ha mostrato fasi alterne nel rapporto tra indennità e risarcimento del danno.


Nel regime dell’espropriazione sostanziale, invero, il risarcimento del danno era nettamente superiore all’indennità, che era uscita variamente abbattuta dai complessi inte...


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