Il valore venale del bene quale parametro fondamentale dell'indennizzo ex art. 42 bis T.U.Es.

Il parametro fondamentale dell'indennizzo

Tutte le voci dell’indennizzo ex art. 42bis prendono le mosse dal valore venale del bene.


Dispone il comma 1, anzitutto che l’«indennizzo per il pregiudizio [...] non patrimoniale» è «forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene».


Il comma 3 aggiunge che «l’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale [...] è determinato in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità» ed è in questo frangente che il legislatore precisa (con clausola dalla portata apparentemente generale) che «se l’occupazione riguarda un terreno edificabil... _OMISSIS_ ...nazione deve avvenire «sulla base delle disposizioni dell’articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7».

È lo stesso comma 3, peraltro, ad agganciare al valore venale anche il pregiudizio per l’occupazione illegittima: «Per il periodo di occupazione senza titolo è computato a titolo risarcitorio, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità del danno, l’interesse del cinque per cento annuo sul valore determinato ai sensi del presente comma».


E il medesimo valore venale costituisce la base di calcolo anche per le voci dell’indennizzo che rimangono implicite nell’art. 42bis, a cominciare dal deprezzamento della proprietà e residua e dall’indennità da legittima o... _OMISSIS_ ...F| Prima di addentrarci nelle singole voci indennitarie o risarcitorie, pertanto, conviene soffermarci in via generale sull’elemento centrale costituito dal valore venale del bene.


Il momento di stima del valore venale


In passato si è discusso a lungo su quale sia il momento in cui deve essere stimato il valore del bene. La nostra fattispecie infatti, non è puntiforme, coinvolgendo numerosi passaggi giuridici e fattuali, che peraltro si possono articolare diversamente a seconda delle singole figure di occupazione illegittima.


Nel corso del tempo, la questione ha avuto risposte diverse ed il contrasto non appare del tutto sopito neppure oggi.
Nel vigore dell’espropriazione sostanziale, a... _OMISSIS_ ...urisprudenza maggioritaria dava rilievo al momento di consumazione del fatto illecito commesso dalla p.a., che si perfezionava con l’irreversibile trasformazione del bene, o con la cessazione dell’occupazione legittima, se successiva : questo momento assumeva dunque importanza, oltre che come dies a quo della prescrizione del diritto al risarcimento, anche ai fini della stima del valore venale bene e ciò anche nell’ipotesi di occupazione usurpativa che desse luogo ad una condanna monetaria. Trattandosi di un debito di valore, peraltro, la somma determinata al momento dell’acquisizione doveva essere sottoposta a rivalutazione, secondo gli indici ISTAT, fino al momento della sentenza.
Ancora nel vigore dell’art. 43, una parte della giuris... _OMISSIS_ ...squo;insegnamento della Suprema Corte e dava rilievo al momento dell’irreversibile trasformazione del bene, ovvero a quello della cessazione dell’occupazione legittima, se successiva. Nel 2010, però, insisteva ancora in questo senso soltanto una parte della giurisprudenza siciliana.


Conformemente a quanto avvertito in dottrina, viceversa, l’orientamento nettamente maggioritario, sia nella giurisprudenza peninsulare che in quella siciliana, commisurava il danno risarcibile al valore del bene al momento di emanazione del provvedimento acquisitivo. E quest’ultima opzione escludeva ovviamente la necessità della rivalutazione monetaria.
L’art. 42bis si innesta dunque in un panorama giurisprudenziale in cui la neces... _OMISSIS_ ... il bene al momento dell’adozione del provvedimento risultava pressoché pacifica.


Contrariamente ad ogni aspettativa, tuttavia, la reintroduzione dell’acquisizione coattiva sanante ha dato vita ad una improvvisa reviviscenza della vecchia tesi che richiede la stima del bene al momento della scadenza dell’occupazione legittima, con rivalutazione monetaria fino al momento dell’acquisizione.


Ma l’art. 42bis sembra impedire quest’ultima lettura (sostenuta successivamente al 2015, a quanto pare, soltanto dal TAR di Reggio Calabria ) e ciò per almeno due ordini di ragioni.


In primo luogo si è già rilevato che l’indennizzo, diversamente dal risarcimento, non ha come pres... _OMISSIS_ ...o da atto illecito, bensì un pregiudizio sofferto in corrispondenza di un atto lecito. Da un punto di vista concettuale, allora, è evidente che il pregiudizio da indennizzare non può precedere l’adozione del provvedimento, per la semplice ragione che è il provvedimento stesso a cagionare il pregiudizio al privato, cioè la perdita della proprietà del bene con effetto ex nunc. Tanto già basterebbe per ritenere che il bene debba essere stimato al momento dell’adozione del provvedimento acquisitivo.


Del resto, una delle novità dell’art. 42bis rispetto all’art. 43 è costituita dall’espressa previsione che l’acquisizione opera «non retroattivamente» e questo dovrebbe fugare ogni dubbio in merito alla p... _OMISSIS_ ...ar retroagire la stima.
E infatti l’orientamento che precede risulta recessivo; viceversa, la prima tesi giurisprudenziale successiva all’entrata in vigore della nuova norma, subito condivisa dalla dottrina ed ora largamente maggioritaria, anche nella giurisprudenza civile, impone che il bene sia stimato al momento dell’acquisizione, il che preclude ovviamente la rivalutazione monetaria, della quale non v’è traccia nella norma e che la giurisprudenza preferibile impone dunque di non applicare.


Per vero, la mancanza della rivalutazione è stata valorizzata anche in senso opposto, ossia in termini di incostituzionalità della norma. Di formulare questa censura si sono fatte carico le Sezioni Unite della Corte di cassazione (... _OMISSIS_ ...ppa convinzione in parte qua) in occasione della rimessione dell’art. 42bis alla Consulta. Quest’ultima, tuttavia, ha replicato che il diritto vivente è nel senso di stimare il bene al momento dell’acquisizione, con ciò rendendo oggi pressoché necessitata questa opzione, la quale, come nota il Consiglio di Stato, gode appunto anche del sostegno della Corte costituzionale.
Il bene deve essere stimato, quindi, al momento dell’adozione del provvedimento acquisitivo. Sarebbe anzi ancor più appropriato far riferimento al momento dello svolgimento dell’attività istruttoria, perché è normale che i fatti siano accertati in questa fase del procedimento. Il riferimento al momento dell’offerta, invece, è un po’ più discutibile, perc... _OMISSIS_ ...i pagamento (in alternativa al deposito) è successiva alla liquidazione, che deve già indicare il valore venale. In ogni caso, non sembra esservi più margine perché il valore venale del bene, ai fini della liquidazione dell’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale, prenda le mossa da una stima del passato.


Questa conclusione ha due importanti risvolti, l’uno di ordine strettamente estimativo, l’altro di ordine giuridicoestimativo.
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