Reati ambientali

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Il reato di cui all'art. 734 c.p., nell'ipotesi di alterazione delle bellezze naturali ha natura di reato istantaneo con effetti permanenti e si consuma e si esaurisce con la costruzione lesiva delle bellezze naturali protette, sicché agli effetti della prescrizione il decorso del termine ha inizio dal momento in cui il reato si è realizzato con il compimento dell'opera ovvero la attuazione dei mezzi che hanno determinato il deturpamento.

I divieti di esercizio venatorio e di ingresso con armi in un'area protetta sita all'interno di un parco regionale sono efficaci ed opponibili ai privati a condizione che l'area sia perimetrata da apposita tabellazione che ne ren... _OMISSIS_ ...onfini o che comunque, ove risulti mancante o incerta la tabellazione, venga dimostrato da parte dell'accusa che il trasgressore avesse la consapevolezza del divieto all'interno dell'area non potendosi la stessa essere presunta.

Ai fini della applicazione del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 137, anche un solo scarico di liquami è idoneo ad integrare il reato di scarico con superamento dei limiti tabellari poiché da esso può derivare il degrado che la norma vuole impedire; in conseguenza di tale principio la sanzione è applicabile anche a scarichi di carattere episodico che possono provocare i medesimi effetti negativi e l'occasionalità non esclude gli estremi del reato, ivi compreso l'elemento psicologico.

La fattispecie di scarico con superamento ... _OMISSIS_ ...llari (oggi contemplata dall'art. 137, comma 5, T.U.A.), quale reato autonomo avente carattere formale, è integrata per il solo fatto del superamento dei limiti di legge, in quanto il danno all'ambiente è presunto per legge, sicché non è logicamente possibile - senza scardinare il sistema, aprendolo a possibili gravi oscillazioni operative con diversità di trattamento tra operatori - dedurre la non offensività della trasgressione in concreto basata sulla natura limitata o temporanea della violazione.

In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, anche dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 152 del 2006, lo scarico senza autorizzazione di acque reflue derivanti dall'attività di molitura delle olive integra il reato di cui all'art. 137 del cit. D.Lgs., non es... _OMISSIS_ ...ui assimilabili alle acque reflue urbane in base al disposto del cit. D.Lgs., art. 101, comma 7, lett. c).

L'esercizio abusivo dell'attività estrattiva è riguardata dalla legge non solo, sotto il profilo del "quantum" escavato, al cui ammontare è commisurata la sanzione pecuniaria, ma anche sotto quello dell'alterazione ambientale, la cui permanenza è destinata a durare sino a che la stessa non venga eliminata nella sua materialità od antigiuridicità.

La coltivazione di cava in difformità dall'autorizzazione concessione non è una infrazione istantanea, bensì permanente, dovendosi distinguere il momento perfezionativo - che può coincidere con l'inizio dello scavo in difformità - dal momento consumativo, essendo la permanenza cara... _OMISSIS_ ...na situazione giuridica già realizzata ma che si protrae nel tempo per il perdurare della condotta del contravventore.

L'attivazione di uno scarico, proveniente da lavanderia, di acque reflue qualificabili come industriali in mancanza dei presupposti per l'assimilabilità a quelle domestiche, effettuato in assenza della preventiva autorizzazione, configura la contravvenzione di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 137, comma 1.

L'accumudo di rifiuti in uno stabilimento destinato alla mitilicultura (nella specie un camion, dei pneumatici, una sega circolare, una bilancia ed alcuni fusti) integra la contravvenzione di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, prevista e punita dall'art. 256, D.Lgs. n. 152 del 2006.

L'assenza di... _OMISSIS_ ...rizzativo impedisce di fatto l'apposizione di una recinzione che impedisca un uso improprio dell'area, rendendo impossibile muovere un rimprovero penale nei confronti del precedente concessionario per una discarica che non può considerarsi con certezza a sé attribuibile.