Responsabilità discendente dalla procedura espropriativa: distinzione tra politici e tecnici

In ragione del quadro normativo applicabile ratione temporis (art. 142 e 151 T.U.L.C.P. 4 febbraio 1915, n. 148; art. 36 legge 8 giugno 1990, n. 142) i sindaci e l’assessore convenuti erano competenti ad adottare gli atti della procedura espropriativa. Non può essere quindi accolta l’eccezione sollevata dai convenuti relativa all’operatività del principio di separazione tra politica ed amministrazione.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, sussiste la responsabilità del Sindaco e del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale; il primo, per non avere adottato il decreto finale di esproprio né corrisposto le indennità, il secondo, perché nella sua qualità di responsabile dell’Ufficio tecnico com... _OMISSIS_ ...dovuto espletare correttamente e diligentemente tutta l’attività propedeutica e strumentale al completamento delle procedure delle espropriazioni e delle occupazioni dei terreni di proprietà privata interessati dall’opera.

In ragione della legislazione (vigente ratione temporis), in materia di espropri, la legge n° 2359/1865, la legge n° 865/1971, la legge n° 1/1878, ed in maniera specifica per la regione Calabria, la legge regionale n° 18 in data 30 maggio 1983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984 inviata a tutti i sindaci della Regione, che ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli ... _OMISSIS_ ...ubblica utilità, quando i sindaci non portano a compimento le procedure espropriative in atto, ed i tecnici non predispongono gli atti necessari e propedeutici all’emissione del decreto d’esproprio, si rendono inadempienti rispetto a doveri normativamente previsti.

Del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento rispondono gli organi tecnici e quelli politici che dalla data di immissione in possesso fino alla data di scadenza del termine per l’ultimazione dell’espropriazione, avrebbero dovuto e potuto, rispettivamente, predisporre ed emanare i necessari atti di perfezionamento dell’iter espropriativo, impedendo il maturare del danno poi lamentato e risarcito ai privati.

In fattispecie di danno e... _OMISSIS_ ...uente al verificarsi di una ipotesi di c.d. accessione invertita, è da escludersi la carenza dell’elemento soggettivo della colpa grave del Presidente della Provincia e del dirigente dell’area tecnica della stessa provincia, in considerazione della estrema trascuratezza dei doveri loro incombenti, di coordinamento, di direttiva, d’impulso e di controllo: tali comportamenti omissivi danno corpo, inoltre, alla sussistenza del nesso causale.

Il danno erariale consistente negli oneri accessori liquidati in sede giudiziale, per ipotesi di omessa conclusione del procedimento, si ricollegano in termini di nesso quantomeno concausale -secondo i principi generali contenuti nell'art. 41 c.p.- alla condotta antigiuridica omissiva ascritta al Sindaco e... _OMISSIS_ ...o responsabile UTC, in quanto la definizione amministrativa del procedimento espropriativo, con l'emanazione del relativo provvedimento entro il periodo di durata della legittima occupazione, è ovviamente idonea ad evitare l'esito vittorioso dell'azione giudiziale esperita dai proprietari, con la conseguente condanna dell'Ente al pagamento delle somme da queste derivanti, ivi compresi i relativi oneri accessori.

Quando i sindaci non portano a compimento le procedure espropriative in atto e i tecnici non predispongono gli atti necessari e propedeutici all’emissione del decreto d’ esproprio, si rendono inadempienti rispetto a doveri normativamente previsti. Proprio in adesione a detta disciplina, la giurisprudenza contabile è uniforme nel dichiarare ... _OMISSIS_ ...tà amministrativa dei sindaci e dei tecnici che, in violazione all’art.13 della l. 2359/1865, dell’art. 20 della l. 865 del 1971 (e, per quanto riguarda la regione Calabria, in violazione della l. 18/1983), facciano decorrere inutilmente i termini della procedura espropriativa.

La mancata adozione degli atti della procedura ablatoria determina la piena imputabilità dell’illecito al tecnico comunale ed ai Sindaci che, pro tempore, si sono avvicendati dalla data di immissione in possesso fino alla data di scadenza del termine per l’ultimazione dell’espropriazione fissato nella dichiarazione di pubblica utilità; durante detto arco temporale gli stessi avrebbero dovuto e potuto, rispettivamente, predisporre ed emanare i necessari att... _OMISSIS_ ...mento dell’iter espropriativo, impedendo il maturare del danno poi lamentato e risarcito ai privati.

I Sindaci che si sono succeduti e il responsabile dell'U.T.C. rispondono del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, in quanto il non aver portato a termine l’iter espropriativo ha eziologicamente determinato – ex artt. 40 e 41 c.p. - il fatto dannoso, costituito dall’illecita appropriazione del fondo privato, esponendo l’Ente locale alla relativa richiesta risarcitoria, maggiorata dei relativi interessi. Sussiste altresì l'elemento psicologico poiché il dispregio delle norme regolatrici della materia degli espropri pubblici - una vera e propria imperizia - ha esposto l’Ente locale a un esbors... _OMISSIS_ ...blico, evitabile attraverso una puntuale esecuzione degli adempimenti previsti.

Nella materia espropriativa, sia prima che dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autonomie locali, la potestà provvedimentale, era ed è strettamente riservata al sindaco. Ma anche l’Ufficio tecnico aveva ed ha un indubbio compito nei procedimenti ablativi quale la redazione dello stato di consistenza e dei decreti, le occupazioni definitive e le retrocessioni, i frazionamenti e gli accatastamenti. Alla luce di dette considerazioni, qualora i sindaci non portino a compimento le procedure espropriative in atto, ed i tecnici non predispongano gli atti necessari e propedeutici all’emissione del decreto d’esproprio, si rendono inadempienti rispetto a d... _OMISSIS_ ...mente previsti.

Nell'ambito di un procedimento complesso quale l'espropriazione per la realizzazione di opere pubbliche vi è la necessità di una interazione, ai fini del raggiungimento del fine voluto dalla legge, tra la componente politica e quella burocratica, da identificarsi nel tecnico comunale o in sua assenza del segretario comunale, tenuta alla predisposizione di tutti gli atti del procedimento preordinati all'emanazione del provvedimento finale.

E' irragionevole ipotizzare che prima della legge n. 142/1990 gli apparati tecnici fossero del tutto privi di competenze e che ogni singolo adempimento in materia di esproprio, fosse in carico al sindaco e/o anche al segretario comunale in virtù di una norma, l’art. 81 del R.D. n.297/1... _OMISSIS_ ...buiva al segretario comunale il compito di vigilare sull’andamento degli uffici, ma non per questo privava i dipendenti dei medesimi uffici di ogni sia pur minima responsabilità e competenza in relazione ai procedimenti tecnici ed amministrativi ad essi assegnati, soprattutto con riferimento ai dipendenti dotati di adeguata qualificazione giuridico-funzionale per poterli gestire.

Il fatto che amministratori e funzionari lascino passivamente scadere il termine senza assumere la benché minima iniziativa diretta alla istruttoria e definizione del procedimento, c.d. a strutt...


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