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Variazione dello strumento urbanistico assunta dalla Conferenza di servizi per la realizzazione di iniziative produttive


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titolo:CONFERENZA DI SERVIZI ACCORDO DI PROGRAMMA INTESA STATO REGIONI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 271 in formato A4, equivalenti a 461 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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La proposta di variazione dello strumento urbanistico assunta dalla Conferenza di servizi ex art. 5, D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447, ispirata nel disegno legislativo a facilitare ed accelerare la realizzazione di iniziative produttive, è da considerare alla stregua di un atto di impulso del procedimento volto alla variazione urbanistica e non è vincolante per il Consiglio comunale, che conserva le proprie attribuzioni e valuta autonomamente se aderirvi.

Il fatto che, a seguito di istanza dell'interessato, il procedimento per l'ottenimento di una variante tramite S.U.A.P. sia stato avviato, senza tuttavia che la conferenza di servizi si sia pronunciata, determina l'illegittimità degli atti negativi successivamente emessi dall'amministrazione precedente (nella specie, il diniego comunale alla richiesta di riattivazione del procedimento di Valutazione Ambientale Strategia del progetto).

In tema di variante semplificata, ex art. 5 del D.P.R. n. 447/1998, l'eventuale esito positivo della Conferenza di servizi non è comunque in alcun modo vincolante per il Consiglio Comunale, il quale, siccome organo titolare della potestà pianificatoria, resta pienamente padrone della propria autonomia e discrezionalità, potendo qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tarsi dalla proposta di variante e respingerla, senza alcun dovere di motivazione puntuale o "rafforzata", in quanto l'esito della Conferenza non comporta il sorgere di alcun affidamento, né di aspettative qualificate in capo al proponente.

Condizioni imprescindibili per l'avvio del procedimento attraverso la convocazione della conferenza di cui al d.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447, art. 5, sono da un lato la conformità del progetto alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e della sicurezza del lavoro; dall'altro l'impossibilità di reperire nello strumento esistente ulteriori e diverse aree idonee all'iniziativa produttiva.

In tema di impianti produttivi, la proposta formulata dalla conferenza di servizi assume il ruolo di un atto d'impulso strumentale alla prosecuzione del procedimento di approvazione del piano, nell'ambito del quale il Consiglio comunale può e deve autonomamente valutare se aderire o meno alla proposta in questione, sulla base di considerazioni di natura urbanistica.

E' viziato da difetto di istruttoria il verbale della conferenza di servizi reso in tema di insediamenti produttivi in area vincolatacon la ingiustificata assenza della Soprintendenza ai Beni culturali, perché ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...consente una adeguata indagine in ordine alla valutazione degli aspetti inerenti la tutela degli interessi paesaggistici dell'area prescelta per la localizzazione dell'insediamento de quo.

Nell'ambito del procedimento previsto dagli artt. 4 e 5 d.p.r. 20 ottobre 1998 n. 447, la determinazione della Conferenza di servizi rappresenta un peculiare atto di impulso (proposta) dell'autonomo procedimento, di natura esclusivamente urbanistica, volto alla variazione del vigente piano regolatore, rientrante nelle normali ed esclusive attribuzioni dell'ente locale.

Il dissenso della Regione in sede di conferenza di servizi convocata ex art. 5 D.P.R. 447/1998 osta all'approvazione della variante.

Nel procedimento disciplinato l'art. 5 D.P.R. n. 447/1998, la convocazione della conferenza di servizi non è un atto dovuto, ma è rimesso alla prudente discrezionalità del responsabile del procedimento, che, nel caso in cui decida di procedere in tal senso, deve congruamente motivare.

È legittimo il provvedimento con il quale il responsabile del procedimento S.U.A.P. decide di non convocare la conferenza di servizi, deducendo il contrasto del progetto con la destinazione urbanistica dell'area e con le norme sull... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e osservando che lo stesso avrebbe comportato un'ingiustificata eccessiva compromissione delle potenzialità edificatorie dei fondi limitrofi.

E' legittimo il ricorso alla procedura ex art. 5 del dPR n. 447/1998 al fine di autorizzare una variante in deroga ad una prescrizione delle norme tecniche comunali (nella specie relativa alla forma del tetto).

In tema di sportello unico per le attività produttive, l'amministrazione comunale ha il potere-dovere di valutare l'esistenza dei presupposti giustificativi del ricorso alla conferenza di servizi in luogo della decisione di procedere in via ordinaria, per cui l'attivazione della conferenza non è necessaria una volta intervenuto il parere negativo della Commissione edilizia integrata.

Laddove in sede di valutazione di un progetto la Regione indichi soltanto modifiche concernenti l'aspetto architettonico (ai fini dell'impatto visivo e sotto il profilo paesistico), senza alcun effetto diretto sotto il profilo urbanistico, tali modifiche, non comportando modifiche sostanziale o stravolgimento del progetto originario, non impongono la riconvocazione della conferenza di servizi ex art. 5 D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447, per una sua nuova valutazione e per l'emissione di un n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (positivo).

Nell'ambito del procedimento previsto dagli art. 4 e 5 del d.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447, la determinazione della Conferenza di servizi rappresenta un peculiare atto di impulso (proposta) dell'autonomo procedimento (di natura esclusivamente urbanistica) volto alla variazione del vigente piano regolatore, rientrante nelle normali ed esclusive attribuzioni dell'ente locale.

Qualora l'esito della Conferenza di servizi prevista nell'ambito del procedimento previsto dagli art. 4 e 5 del d.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447 sia in qualunque modo sfavorevole al privato richiedente e dunque si risolva nel diniego di approvazione del proposto progetto in variante allo strumento urbanistico, tale esito assume valore ostativo alla prosecuzione del procedimento amministrativo, mancando in tale ipotesi l'atto d'impulso, strumentale alle determinazioni di competenza del Consiglio comunale.

La deliberazione assunta dalla conferenza di servizi ex art. 5 DPR n. 447/1998 costituisce un atto di impulso (proposta) dell'autonomo procedimento di natura esclusivamente urbanistica.



 
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