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La motivazione del provvedimento in pendenza di giudizio


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anno:2018
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La motivazione di un provvedimento amministrativo non può essere integrata in un secondo momento, anche in corso di causa, con la specificazione di elementi di fatto in origine non presi in considerazione, dovendo la motivazione precedere e non seguire il provvedimento, a tutela del buon andamento e dell'esigenza di delimitazione del controllo giudiziario.

Non sussiste difetto di motivazione quando le ragioni del provvedimento siano chiaramente intuibili sulla base della parte dispositiva del provvedimento impugnato o si verta in ipotesi di attività vincolata. In quest'ultimo caso non sussiste inammissibile integrazione postuma della motivazione da parte dell'Amministrazione che dimostri in giudizio l'impossibilità di un diverso contenuto dispositivo dell'atto oppure indichi una fonte normativa non prima menzionata nel provvedimento, quando questa, per la sua notorietà, ben avrebbe potuto e dovuto essere conosciuta da un operatore professionale.

L'integrazione postuma in sede giudiziale della motivazione, per principio consolidato, è inammissibile. Anche dopo l'introduzione dell'art. 21 octies, l. 7 agosto 1990 n. 241, una motivazione incompleta può essere integrata e ricostruita attraverso gli atti del proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inistrativo, mentre gli argomenti difensivi dedotti nel processo avverso il provvedimento, proprio in quanto non inseriti in un procedimento amministrativo, non sono idonei ad integrare in via postuma la motivazione.

La pendenza di un giudizio non richiede, in linea di principio, un'apposita motivazione all'organo amministrativo che ritenga di dover comunque completare l'iter procedimentale.



 
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