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I piani attuativi: il programma integrato di intervento urbanistico

Strumento flessibile e suscettibile di adattamento, il programma integrato di intervento (L.179/1992) si ispira all'«amendment statunitense», riunendo in sé finalità e interventi riconducibili a diverse tipologie di pianificazione e di impiego del territorio, e principalmente finalizzati al recupero del tessuto urbano degradato. Tale obiettivo viene raggiunto anche grazie al coinvolgimento di capitali privati.

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO

Il piano integrato di intervento, per sua natura ha la funzione di perseguire obiettivi di riqualificazione del tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale con particolare riferimento ai centri storici, alle aree periferiche, nonché alle aree degradate o dismesse e si caratterizza per la presenza di pluralità di funzioni, dalla integrazione di diverse tipologie di intervento, ivi comprese le opere di urbanizzazione.

Il responsabile del procedimento può concludere negativamente l'istruttoria su un programma integrato di intervento in caso di mancata presentazione della documentazione richiesta da parte del proponente il piano, oppure in caso di violazione delle prescrizioni normative in vigore.

L'intervento consistente nella riqualificazione di un'area con demolizione di un edificio dismesso e realizzazione di un nuovo immobile con pluralità di destinazioni, di un parcheggio ad uso pubblico e di nuova viabilità, con esecuzione di interventi di bonifica da amianto è compatibile con le finalità di recupero e valorizzazione degli ambienti urbani, proprie dei programmi integrati di interve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il programma integrato di intervento si inquadra nel concetto dell'amministrazione polifunzionale per accordi e della legislazione diretta a semplificare i procedimenti di pianificazione urbanistica, mediante l'integrazione del pubblico e del privato, nell'ottica dell'urbanistica c.d. «contrattata», meno dispendiosa per le finanze pubbliche.

Il programma integrato di intervento si connota per il fatto di ricomprendere finalità e interventi di regola riconducibili a diverse tipologie di pianificazione e di impiego del territorio che ne fa uno strumento, per sua natura, flessibile e suscettibile di adattamento, in ragione delle specifiche esigenze e caratteristiche del territorio del singolo Comune pianificatore, ma in particolare alla finalità principale della riqualificazione del tessuto urbano degradato.

Non è necessario procedere alla ripubblicazione del programma integrato di intervento a seguito delle modifiche apportate in sede di recepimento delle osservazioni presentate qualora tali varianti non ne abbiano stravolto l'impianto originario e, quindi, non si configurino come una vera e propria nuova adozione.

Le N.T.A. non sono elemento necessario tra gli elaborati del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...integrato, in quanto si può fare riferimento alle N.T.A. del P.R.G..

Il rispetto delle distanze tra fabbricati e confini non va compiuta in sede di adozione/approvazione del programma integrato di intervento, essendo demandata alla fase della progettazione esecutiva in sede di rilascio delle concessioni edilizie.

I programmi integrati di intervento sono stati istituiti dalla l. 17 febbraio 1992, n. 179, importando nell'ordinamento italiano un modello mutuato da quello dell'amendment statunitense, che va quindi nella direzione dell'urbanistica contrattata: essi sono stati definiti come strumenti urbanistici di secondo livello rispetto al p.r.g., con finalità di riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale del territorio, e sono caratterizzati tra l'altro, dall'integrazione di differenti tipologie di intervento, ivi comprese le opere di urbanizzazione. In particolare, essi mirano ad obiettivi di riqualificazione dei tessuti urbani, anche in relazione all'aspetto ambientale, mediante un insieme coordinato di interventi e risorse, pubblici e privati.

In tema di programmi integrati di intervento di cui all'art. 16 l. 179/92, all'iniziativa privata corrisponde una riserv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l comune della facoltà di valutare, nell'esercizio degli ordinari poteri di organizzazione della pianificazione urbanistica, la congruità delle scelte urbanistiche proposte e la loro compatibilità con gli obiettivi fondamentali che lo stesso Comune si è dato, o intenda fissarsi, per il miglior assetto del proprio territorio.

Nonostante l'alto tasso di discrezionalità che caratterizza l'approvazione di programmi che implichino la variazione dello strumento urbanistico, l'iniziativa del privato finalizzato all'approvazione di un programma integrato di intervento non può essere semplicemente lasciata cadere sulla base di inespresse valutazioni di inopportunità.

La circostanza che il programma di intervento si connoti per il fatto di ricomprendere finalità e interventi di regola riconducibili a diverse tipologie di pianificazione e di impiego del territorio ne fa uno strumento per sua natura flessibile e suscettibile di adattamento in ragione delle specifiche esigenze e caratteristiche del territorio del singolo Comune pianificatore.

Non è illegittimo che il programma di intervento abbia a oggetto l'intero sistema insediativo anziché le sole zone... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in quanto tale strumento può essere asservito anche a finalità ulteriori oltre a quella, che ne costituisce la ragion d'essere, della riqualificazione del tessuto urbano degradato.

L'iniziativa della presentazione del programma integrato di intervento può essere anche del privato.

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 16 legge 179/1992, in quanto il legislatore può, nell'esercizio della sua discrezionalità, prevedere e disciplinare uno strumento urbanistico che riassuma e integri in sé le finalità di altri e diversi strumenti.

Qualora il programma integrato di intervento si incentri sulla presenza di un centro commerciale di rilevanti dimensioni, la procedura di pianificazione commerciale e la v.i.a. devono essere posta in essere prima dell'approvazione del piano urbanistico.

Il PRINT rientra tra gli strumenti urbanistici diretti a scopi che vanno assai oltre la semplice esigenza del recupero.

Il Programma Integrato di Intervento riesce ad assolvere la sua funzione di strumento di riqualificazione del tessuto urbanistico, edilizio e ambientale, grazie al coinvolgimento di capitali privati, a f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sempre crescente difficoltà delle Amministrazioni locali di reperire le risorse per realizzare strutture pubbliche. La scelta degli indici territoriali e la disciplina degli standard risponde alla necessità di trovare finanziamenti per riqualificare i quartieri e per realizzare le opere pubbliche, senza aggravare il costruttore al punto tale di farlo desistere dall'operazione.

I programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale previsti dalla L.R. Veneto n. 23 del 1999 sono legittimi soltanto se finalizzati al riordino di insediamenti esistenti.

L'iniziativa dell'adozione dei programmi integrati di intervento (P.I.I.), ai sensi dell'art. 16 legge 179/1992, può provenire anche da un soggetto privato, ma ciò non obbliga il Sindaco ad attivare la procedura che la normativa regionale (art. 15 L.R. Puglia 20/2001) preveda al fine di superare le difformità del P.I.I. dallo strumento urbanistico generale.

Qualora sia previsto dalla normativa regionale che in caso di difformità tra un programma integrato di intervento e strumento urbanistico generale, il Sindaco debba promuovere un accordo di programma con la regione ai sensi dell'art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 267/2000 (art. 15 L.R. Puglia 20/2001), detta iniziativa deve fondarsi su una deliberazione del Consiglio Comunale che valuti la corrispondenza del P.I.I. agli obiettivi generali di tutela del territorio e la congruità delle scelte attuative.

È legittima la sospensione della procedura di approvazione di un programma integrato di interventi (P.I.I.) ove sia necessaria l'approvazione di una variante allo strumento urbanistico generale al fine di rendere compatibile il P.I.I. con quest'ultimo.

Qualora venga approvato dal Consiglio Comunale un un programma integrato di interventi per lo sviluppo della città, in variante al P.R.G., la Giunta Comunale non può ridefinire con propria delibera la destinazione dei suoli oggetto del programma di interventi, se non nei limiti previsti dall'art. 6, lett. a) L.R. Lazio 22/1997. Ciò non è possibile neppure se nelle norme disciplinanti l'ambito di intervento sia previsto che l'amministrazione possa mutare le destinazioni d'uso senza che tali modifiche costituiscano variante, in quanto previsioni del genere devono essere interpretate conformemente alla cit. L.R. Lazio 22/1997.


 
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