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La dotazione di standard superiore al minimo di legge

Scopo della pianificazione urbanistica, nella sua componente ricognitiva, è la rilevazione dell'attuale assetto funzionale degli immobili presenti nel territorio comunale; l'attività pianificatoria, su cui i Comuni godon ampia discrezionalità, non può pertanto non tenere conto degli edifici di cui è venuta meno l'originaria funzione pubblicistica (di standard).

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titolo:STANDARDS URBANISTICI
anno:2018
pagine: 123 in formato A4, equivalenti a 209 pagine in formato libro
formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> RICOGNIZIONE

Scopo della pianificazione urbanistica, nella sua componente ricognitiva, è la rilevazione dell'attuale assetto funzionale degli immobili presenti nel territorio comunale; l'attività pianificatoria non può pertanto non tenere conto, a pena di fondarsi su dati non rispondenti all'attuale situazione urbanistica e falsare la rappresentazione da parte dell'Amministrazione delle esigenze di regolazione espresse dal territorio, del progressivo svuotamento della funzione servente allo svolgimento del servizio pubblico di un immobile di cui è venuta meno la originaria funzione pubblicistica (di standard); ciò determina la sottrazione del bene al novero degli standard esistenti.

In presenza di un'area irreversibilmente trasformata in senso edificatorio, la qualificazione urbanistica della relativa area di sedime, in ossequio al principio di realtà che deve ispirare il procedimento di pianificazione anche nelle sue componenti meramente ricognitive, non può che avvenire in considerazione della natura giuridica e della destinazione funzionale caratterizzanti il sovrastante edificato: ragionare diversamente significherebbe pretermetter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à urbanistica che vede ormai prevalere, sulla originaria destinazione funzionale di ordine collettivo, una attuale (prevalente) utilizzazione di carattere direzionale, con il risultato di fondare l'attività pianificatoria su un quadro rappresentativo fuorviante, basato su una destinazione a standard ormai superata nella realtà giuridica e fattuale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> SOVRADIMENSIONAMENTO

E' pur vero che, secondo la giurisprudenza dominante, il superamento degli standards minimi di cui al d.m. n. 1444 del 1968 richiede uno specifico onere motivazionale (pur con l'avvertenza che tale ulteriore motivazione va riferita esclusivamente alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento), ma è anche vero che, per parte sua, ed in base agli ordinari principi processuali, il ricorrente deve previamente provare l'allegato superamento sulla base degli specifici parametri per mq/abitante indicati dalla normativa.

Le scelte che l'amministrazione compie in materia urbanistica sono connotate da ampia discrezionalità e non necessitano di particolare motivazione, a meno che non vi siano posizioni di particolare affidamento da tutelare ovv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istrazione stessa decida di quantificare il fabbisogno delle aree da destinare a servizi pubblici in misura superiore a quella minima prevista dalle norme.

La decisione dell'Amministrazione di quantificare il fabbisogno delle aree da destinare a servizi pubblici in misura superiore a quella minima prevista dalle norme richiede una motivazione rafforzata che si giustifica in quanto la scelta urbanistica incide fortemente sulle facoltà di godimento connesse al diritto di proprietà ricadente sulle aree destinate a servizi pubblici; è pertanto necessario, se si decide di sovradimensionare gli standard, che siano esternate le ragioni che spingono ad un sacrificio degli interessi privati superiore rispetto a quello minimo imposto, in via generale, dall'ordinamento.

Se si decide di sovradimensionare gli standard, è necessario che siano esternate le ragioni che spingono ad un sacrificio degli interessi privati superiore rispetto a quello minimo imposto, in via generale, dall'ordinamento. E' bene, peraltro, precisare che la motivazione deve avere a riferimento le previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento, indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nazione in parte a zona "F – spazi pubblici o riservati ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi" ed in parte ad "aree per la viabilità" impressa a terreni privati, incidendo sul sistema delle attrezzature e dei servizi pubblici e sul rapporto tra tali spazi pubblici e quelli destinati a insediamenti residenziali, qualora concorra a determinare il superamento degli standard, immotivatamente superiori a quelli previsti dalla legge, deve essere adeguatamente motivato.

Il DM 2 aprile 1968 fissa le quantità minime, e non massime, di spazi da riservare alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi.

L'onere di una specifica motivazione viene richiesto nelle ipotesi di superamento degli standards minimi stabiliti nel D.M. 2 aprile 1968, n. 1444: in tali casi, il predetto onere vige anche al cospetto di strumenti urbanistici di carattere generale e dunque deve ritenersi, a fortiori, ancor più penetrante nelle ipotesi di varianti urbanistiche puntuali che, innestandosi su un "sovradimensionamento" già sussistente, conducono all'effetto di incrementarne la sproporzione.

Il superamento degli standards urbanistici, è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quanto all'onere motivazionale incombente all'amministrazione, alle fattispecie di riconosciute, legittime aspettative del privato nella stabilizzazione del pregresso assetto territoriale, o diversamente nell'utilizzo più proficuo di aree territoriali, derivanti – esemplificativamente - da convenzioni di lottizzazione o da accordi di diritto privato intercorsi con l'amministrazione, di talchè l'eventuale vantaggio di carattere pubblico deve essere attentamente equilibrato con il pregiudizio provocato alla posizione dei privati proprietari.

Il fatto che l'area sia densamente costruita, giustifica una dotazione di standard superiore al minimo di legge; adeguata pertanto la motivazione che dia conto della necessità di rapportare concretamente gli standard al reale bisogno della città.

Sussiste ampia discrezionalità dei Comuni nell'esercizio della potestà pianificatoria urbanistica, nei confronti della quale i privati possono godere di aspettative qualificate soltanto in un numero limitato di casi; non appare in particolare illogica la scelta del Comune di individuare una dotazione di standard superiore a quella minima prevista normativamente, in considerazione delle evidenziate esigenze di ampliamento di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di parcheggi pubblici.

I giudizi del privato sul preteso eccessivo dimensionamento degli standard per servizi nella regione di riferimento sono assolutamente irrilevanti.

L'attività di programmazione e di governo del territorio effettuata dall'ente territoriale a ciò specificamente abilitato in sede di approvazione del P.R.G., ben può prevedere un innalzamento degli standards, fissando questi ultimi la soglia minima di rispetto e non già quella massima.

L'innalzamento degli standars rappresenta la logica conseguenza di una motivata attività di riconsiderazione complessiva del territorio; valutazione che, impingendo in un apprezzamento di merito e discrezionale, non può essere censurato se non per vizi di manifesta illogicità e/o di macroscopica erroneità di fatto.

Non assume rilievo viziante la circostanza del superamento degli standard urbanistici, in quanto in tali casi residua, secondo l'insegnamento della giurisprudenza, soltanto un più intenso onere motivazionale.

In sede di formazione degli strumenti di pianificazione generale, il comune è tenuto a fornire una specifica motivazione in ordine alle ragioni del[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento degli standard di cui al d.m. 2 aprile 1968 n. 1444; tale motivazione, tuttavia, deve essere riferita esclusivamente alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento, non gravando sull'Ente il più stringente onere di fornire motivazioni dettagliate circa il dimensionamento di ciascuna singola porzione del territorio comunale.

Le dotazioni previste dal D.M. 1444/68 sono dotazioni minime e nulla esclude che l'amministrazione possa optare per un arricchimento delle dotazioni di standards, che si elevi anche significativamente rispetto al livello minimo previsto dal citato D.M..

L'Amministrazione gode di ampia discrezionalità nella individuazione delle aree destinate a standards, anche in eccedenza rispetto alle indicazioni della normativa statale e degli atti regionali, e il superamento degli standards urbanistici minimi prefissati non costituisce di per sé vizio di legittimità dell'operato dell'Amministrazione, purché, ovviamente, non appaia ictu oculi del tutto arbitrario o ingiusticato.

La giurisprudenza consente il superamento degli standards minimi con puntuale motivazione.

L'Amministrazione gode di ampia discrezionalit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'individuazione delle aree destinate a standards, anche in eccedenza rispetto alle indicazioni della normativa statale e degli atti regionali; il superamento degli standards urbanistici minimi prefissati non costituisce di per sé vizio di legittimità dell'operato dell'Amministrazione, purché, ovviamente, non appaia «ictu oculi» del tutto arbitrario o ingiustificato.

Tra le situazioni riconosciute meritevoli della particolare forma di tutela consistente nell'eccezione alla regola generale della non necessità di puntuale onere motivazionale delle nuove destinazioni urbanistiche conferite dallo strumento urbanistico, la giurisprudenza vi fa rientrare pure il superamento degli standard minimi di cui al d.m. 2 aprile 1968, con l'avvertenza che la motivazione ulteriore va riferita esclusivamente alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento, indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree.

La previsione di standard da parte della legislazione regionale costituisce un minimo e ciò non impedisce al Comune di superarlo nell'ambito delle proprie scelte pianificatorie discrezionali.

La quantificazione degli standard urbanistici al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla misura minima (nel caso di specie imposta dalla LR Lombardia 15 aprile 1975 n. 51), dipende anche da valutazioni qualitative circa le esigenze attuali e future della popolazione residente e (specie nel caso di città capoluogo) può tenere conto della domanda di servizi a livello sovracomunale.

La previsione di standard (a parcheggio) superiori alla misura legale deve essere adeguatamente motivata.

L'Amministrazione gode di ampia discrezionalità nell'individuazione delle aree destinate a standards, anche in eccedenza rispetto alle indicazioni della normativa statale e degli atti regionali; il superamento degli standards urbanistici minimi prefissati non costituisce di per sé vizio di legittimità dell'operato dell'Amministrazione, purché non appaia ictu oculi del tutto arbitrario o ingiustificato.

Il discostamento dagli standard minimi di cui al d.m. n. 1444 del 1968 non necessita di motivazione laddove si tratti di aumento contenuto; al contrario tale motivazione si impone con riguardo alle specifiche e peculiari esigenze che sostengono la scelta pianificatoria, qualora questa si sostanzi in un consistente sovradimensionamento (nel caso di specie oltre il 50% rispetto agli s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imi).

Sebbene gli azzonamenti non richiedano apposita motivazione, oltre quella implicita nelle scelte tecnico-urbanistiche effettuate in sede di redazione del piano regolatore, una più incisiva motivazione si impone, viceversa, in talune ipotesi, tra le quali va annoverata quella del superamento degli standard minimi di cui al d.m. 2 aprile 1968 n. 1444.

In ipotesi di superamento degli standards minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968, sussiste a riguardo un onere motivazionale rafforzato esclusivamente in relazione alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento, indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree.

Il modesto sovradimensionamento degli standards non comporta di per sé l'illegittimità della previsione, perché una sovrabbondanza esigua a livello globale (relativamente, cioè, alla totalità del territorio comunale), non compenserebbe carenze riscontrabili in zone specifiche che di tale standard fossero sfornite, e non priverebbe pertanto di giustificazione una previsione tendente ad incrementarne la dotazione a livello zonale.

Il superamento degli standards minimi di cui al D.M. 2 aprile 19... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere motivato; la motivazione deve essere riferita alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree.

L'Amministrazione ben può introdurre un maggior rapporto di standard, rispetto alla previsione normativa, ma con l'obbligo di un'incisiva motivazione; quest'ultima infatti non può limitarsi a frasi stereotipate, valide per ogni realtà amministrativa, ma deve viceversa trovare un concreto raffronto con la realtà territoriale del comune cui si riferisce, evidenziandone le peculiarità tali da giustificare la scelta del sovradimensionamento.

La prospettazione delle future opere pubbliche può costituire una giustificazione per l'imposizione o la reiterazione di un vincolo espropriativo, ma non ha alcuno specifico rilievo rispetto alla scelta di aumento degli standards, che invece presupporrebbe un'analisi sulla necessità dei servizi, rapportata alla situazione demografica e socio economica della popolazione (come richiesto, nel caso di specie, dai criteri regionali di cui all'art 7 terzo comma L.R. Lombardia 1/2001).

E' riguardo alle previsioni urbanistiche complessive di so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...namento degli standard indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree, che la giurisprudenza prevede pacificamente un onere di specifica motivazione con eccezione delle ipotesi in cui lo scostamento dai minimi legali risulti contenuto.

Il criterio della quantità degli standard va contemperato con quello della distribuzione degli stessi sul territorio comunale. Le infrastrutture richiedono infatti una collocazione razionale e dunque le scelte dell'amministrazione potrebbero essere censurate per illogicità solo se si verificasse una ridondanza di standard dello stesso tipo nella stessa zona.

I limiti di standard urbanistici costituiscono i limiti "minimi" di dotazione, il cui superamento non costituisce violazione di legge ma al contrario innalza il livello qualitativo di fruizione degli spazi pubblici a corredo di quelli privati.

La motivazione in sede di reiterazione del vincolo espropriativo deve essere particolarmente analitica nel caso di superamento degli standards minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968, essendo in tal caso necessario un riferimento non alla destinazione di zona di determinate aree, ma alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il sovradimensionamento degli standards minimi, quando in particolare non "sufficientemente contenuto", deve essere assistito da puntuale motivazione.

La dotazione di standard che superi in misura sensibile il minimo richiede specifica motivazione; tuttavia qualora detto superamento sia l'effetto indiretto ed ineliminabile della decisione di realizzare un'opera pubblica di per sé indivisibile, la motivazione sussiste in re ipsa.

La scelta urbanistica comportante (re)imposizione di vincolo, richiede una motivazione puntuale nel caso di superamento degli standard minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968 (con riferimento alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento, indipendentemente dal riferimento alla destinazione di zona di determinate aree), in ipotesi di lesione dell'affidamento qualificato del privato e di modifica in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> USO PRIVATO

Un edificio in cui è svolta un'attività di interesse generale (nel caso di specie: sede dell'Associazione per il Disegno Industriale e sede permanente di un ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; certamente essere considerata come uno standard qualitativo, in quanto opera di interesse collettivo.


 
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