Regime urbanistico delle aree destinate a standard

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> DOTAZIONE MINIMA

L’amministrazione è libera di implementare discrezionalmente la dotazione di aree per servizi di interesse generale nell'esercizio dei propri poteri di pianificazione del territorio e in funzione del soddisfacimento di interessi meritevoli di tutela.

Il DM 1444/68 prevede, da un lato, indici di dotazione minima inderogabile per le scuole materne elementari e medie inferiori (allora scuole dell’obbligo), e dall’altro indici di dotazione minima inderogabile per le scuole superiori. La circostanza che nel tempo sia divenuto obbligatorio anche il primo ciclo delle scuole superiori non comporta ovviamente che, ai fini del raggiungimento del primo indice, così ... _OMISSIS_ ...nel DM n. 1444/68, devono essere computate anche le strutture scolastiche destinate al primo ciclo delle superiori, ma semplicemente che l’indicazione che le scuole dell’obbligo terminano alla terza media non è più attuale, rimanendo fermo che la dotazione prevista all’art. 3 comma 2 lett. c del DM 1444/1968 si riferisce alle scuole materne, alle scuole elementari e alle scuole medie.

In ordine al conteggio del numero degli abitanti ai fini del calcolo degli standards, qualsiasi pianificazione urbanistica non può che essere proiettata nel futuro ed è tanto più attendibile quanto è ancorata ai più recenti dati a disposizione dell’amministrazione.

L’esistenza delle opere di urbanizzazione, rilevante ai fini della nece... _OMISSIS_ ...lla previa redazione di un piano di lottizzazione o di altro strumento urbanistico attuativo prima del rilascio della concessione edilizia, deve essere intesa nel significato di adeguatezza delle opere ai bisogni collettivi; pertanto, tale valutazione circa la congruità del grado di urbanizzazione di un'area - valutazione rimessa all'apprezzamento di merito dell'amministrazione - non può che essere effettuata alla stregua della normativa sugli standard urbanistici di cui al combinato disposto del d.m. 2 aprile 1968 n. 1444 e art. 17 l. 6 agosto 1967 n. 765, onde l'equivalenza tra pianificazione esecutiva e stato di adeguata urbanizzazione non è configurabile quando non si riscontri l'esistenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria almeno nelle quantità minime pres... _OMISSIS_ ...
La P.A., nel valutare l’adeguatezza della dotazione di standard parcheggi connessa al nuovo intervento, ha il preciso dovere giuridico di tenere conto di eventuali carenze pregresse.

Tanto l’art.41 quinquies della L.U. fondamentale quanto l’art.3 comma 1 del d.m. n.1444/1968, prevedono una dotazione minima inderogabile (18mq/ab) di spazi a standard; il che significa che, in primo luogo, il comune ha il dovere di reperire integralmente la quantità minima complessiva prescritta per ogni abitante e solo ove tanto non sia possibile, le sole aree di nuova destinazione a servizi (all’interno delle zone A e B) potranno essere computate, ai fini del raggiungimento del valore minimo, in misura doppia di quella effettiva.

V... _OMISSIS_ ...CABILITÀ --> STANDARDS --> DOTAZIONE MINIMA --> RIPARTIZIONE

La ripartizione degli spazi da destinare ai diversi tipi di attrezzature (istruzione, impianti di interesse comune, impianti sportivi) di cui all'art. 3 del D.M. 2.4.1968, n. 1444, è prevista dalla norma in linea di massima, come è reso palese dall’uso dell’espressione “di norma”; non sussiste pertanto alcuna illegittimità nel caso in cui non venga rispettata la detta indicazione del legislatore.

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> EDIFICABILITÀ

La destinazione d'uso degli immobili condiziona le esigenze infrastrutturali individuate dalla normativa sotto forma di standard urbanistici anche nel caso dei mutamenti di destinazio... _OMISSIS_ ... senza opere edilizie, essendo evidente - pur in assenza di una materiale trasformazione del territorio - la non irrilevanza dei mutamenti in questione sul piano urbanistico, tenuto conto in particolare delle differenti dotazioni di standard, riconducibili alle varie tipologie d'uso degli immobili stessi, anche inseriti nella medesima zona territoriale omogenea.

L'indennità non può ignorare il fatto che la P.A. facendo uso del proprio potere conformativo abbia dettato indici di destinazione delle aree a standard più elevati di quelli previsti inderogabilmente dalla legge, in quanto i parametri di cui al D.M. n. 1444 del 1968 costituiscono solo minimi inderogabili, onde legittimamente le n.t.a. possono prevedere la destinazione di aree a standard in misura magg... _OMISSIS_ ...RLF| Un cambio di destinazione d’uso strutturale non consentito dalla disciplina urbanistica comporta una variazione in aumento dei carichi urbanistici, che impone una adeguata dotazione di standard urbanistici.

Ai fini dell'edificabilità delle aree a standards, il fatto che non siano state cedute al Comune è del tutto irrilevante, atteso che la cessione al Comune delle aree destinate a standards costituisce un’obbligazione assunta dai lottizzanti ma non interferisce sul regime delle aree a cedersi.

Il vincolo di asservimento di diritto pubblico di un'area è determinato dal provvedimento amministrativo, tenuto conto dell'efficacia costitutiva del rilascio del permesso di costruire.

La destinazione di aree a standard (... _OMISSIS_ ... parcheggi), a corredo di un lotto edificabile, se mantenute nel rispetto delle prescrizioni di cui al DM 1444/68, non solo non incidono sul contenuto del diritto di proprietà limitando lo jus aedificandi, ma, al contrario, lo arricchiscono perché, concorrendo a determinare i concreti indici di fabbricabilità, costituiscono i requisiti della qualità del tessuto urbano e della prevista edificabilità dei suoli.

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> EDIFICABILITÀ --> LIMITAZIONI

Se la classificazione di un’area come standard urbanistico è effettuata per il futuro, ossia in vista dell’incremento della dotazione di servizi, la limitazione delle facoltà edificatorie dei privati non può derivare semplicemente dalla classificaz... _OMISSIS_ ... deve essere accompagnata dalla previsione degli strumenti che possono determinare l’acquisizione dell’area all’uso pubblico. Questi strumenti sono, alternativamente, l’espropriazione o la perequazione.

Non è possibile imporre alla proprietà privata limitazioni sostanzialmente espropriative senza dichiarare formalmente la volontà di espropriare o senza prefigurare, in alternativa, una ragionevole soluzione perequativa. L’amministrazione deve scegliere una delle due vie (espropriazione o perequazione) e non può limitarsi a enunciare un obiettivo di interesse pubblico (l’incremento delle aree a standard urbanistico), comprimendo le facoltà edificatorie garantite in precedenza al privato mediante la sottoposizione di ogni inter... _OMISSIS_ ...rio all’obbligo di convenzionamento allo scopo di garantire l’uso pubblico o sociale come standard urbanistico.

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> IN RAPPORTO CON QUALE AMBITO

La decisione di destinare aree private a dotazioni standard, non si può ritenere incompatibile con la vocazione residenziale del comparto.

L’individuazione al di fuori del comparto di lottizzazione delle superfici destinate a standard...


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