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La discrezionalità amministrativa nella pianificazione estrattiva

Il piano per le attività estrattive, espressione di potestà pianificatoria, è sindacabile soltanto in funzione della logica intrinseca alle scelte effettuate, a meno che la Regione non intenda discostarsi dalla proposta della Provincia e dallo strumento pianificatorio disposto dalla stessa Giunta Regionale, nel qual caso sussiste un obbligo di motivazione.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLA PIANIFICAZIONE ESTRATTIVA

In sede di approvazione del piano delle cave, le scelte riguardanti le singole aree non abbisognano di una specifica motivazione, per la sua natura di atto generale, coinvolgente un elevato numero di destinatari e per l'interdipendenza reciproca delle previsioni interessanti le singole aree. Peraltro, l'obbligo di motivazione sussisterebbe solo ove la Regione avesse inteso discostarsi dalla proposta della Provincia, diversamente dovendosi ritenere che il richiamo operato alla proposta dell'ente si estende, altresì, agli atti istruttori che ne costituiscono il fondamento - ivi compresa la relazione tecnica in cui sono esplicitate le ragioni delle scelte tecniche effettuate - e che danno luogo ad unico complesso iter procedimentale.

Il piano per le attività estrattive non richiede motivazione ed è sindacabile soltanto in funzione della logica intrinseca alle scelte effettuate.

In sede di approvazione del piano delle cave, sussiste un obbligo di motivazione soltanto ove la Regione intenda discostarsi dalla proposta della Provincia, diversamente dovendosi ritenere che il richiamo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a proposta dell'ente si estende, altresì, agli atti istruttori che ne costituiscono il fondamento - ivi compresa la relazione tecnica in cui sono esplicitate le ragioni delle scelte tecniche effettuate - e che danno luogo ad unico complesso iter procedimentale.

Il divieto di utilizzare un'area destinata a scavo come discarica deve essere imposto solo al termine di una congrua istruttoria, specie in presenza di indicazioni difformi da parte del Programma Regionale di gestione dei Rifiuti.

La predisposizione e l'approvazione del Piano cave costituiscono evidente espressione di potestà pianificatoria, ed il provvedimento finale è certamente qualificabile come atto di natura generale a fronte del quale il privato non può avere alcuna pretesa giuridicamente tutelata circa l'inserimento di aree di proprio interesse negli ambiti estrattivi.

Le amministrazioni competenti, in materia di programmazione del territorio connessa all'elaborazione del Piano cave, esercitano un'ampia discrezionalità nell'individuazione delle aree estrattive, che può essere censurata solo laddove emergano difetti palesi di logica e ragionevolezza.

La pur estesa sfera di apprezza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vata all'autorità pubblica in materia di pianificazione dell'attività estrattiva non deve però trasmodare in arbitrio, e nel corso dell'articolato iter procedimentale le scelte devono rivelarsi nel loro sviluppo lineari e coerenti.

Nella Regione Lombardia, nella scelta tra una pluralità di opzioni, l'ampliamento (e l'accorpamento) delle aree già adibite a cava è prioritario rispetto all'apertura di altri siti, e laddove la programmazione disattenda il criterio generale e preveda l'introduzione di nuovi ATE è necessaria una specifica motivazione.

Il fatto che il contenuto finale del Piano cave si discosti non solo dalla proposta Provinciale, ma anche dallo strumento pianificatorio disposto dalla stessa Giunta Regionale ha un chiaro riflesso sulla sussistenza di uno specifico obbligo di motivazione, che, sebbene non possa configurarsi, in linea di principio, in ordine ad atti dal contenuto generale e pianificatorio, appare invece affermarsi con una certa forza laddove il provvedimento finale contraddice le scelte anteriori, discostandosi, nella determinazione del contenuto dello stesso, dagli esiti e le evidenze cui hanno condotte le complesse indagini istruttorie, anch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssa Regione, snodatesi nel corso di più anni e poste nel nulla in modo repentino e privo di alcun supporto tecnico.

Interessi contrapposti e parimenti incidenti sul regime delle acque mineralizzate, come le cave e le terme, possono essere bilanciati solo è solo attraverso l'attività amministrativa, che il giudice amministrativo non può sindacare se non sotto il profilo dell'intrinseca coerenza e ragionevolezza.

Se è vero che un atto amministrativo generale quale il Piano Cave non deve avere una motivazione puntuale, di fronte ad un'osservazione che proponeva l'adozione di una soluzione che anche l'ordinamento predilige, quale quella di estendere a zone limitrofe un ambito estrattivo già esistente piuttosto che crearne di nuovi, è necessario motivare specificamente sul punto.

Nella scelta tra una pluralità di opzioni, l'ampliamento delle aree già coltivate a cava è prioritario rispetto all'apertura di altri siti, e laddove la programmazione disattenda il criterio generale e preveda l'introduzione di nuovi ATE è necessaria una specifica motivazione.

Il Consiglio Regionale, chiamato all'approvazione del piano cave... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e svolge una funzione di carattere amministrativo soggetta ai doveri di imparzialità ed obiettività propri dell'azione amministrativa, con conseguente obbligo di motivazione delle proprie scelte, soprattutto allorché l'organo consiliare decide di disattendere le conclusioni alle quali sono giunti altri enti od organi pubblici coinvolti nel complesso procedimento di approvazione del piano cave.

L'organo chiamato all'approvazione del piano cave provinciale svolge una funzione di carattere amministrativo soggetta ai doveri di imparzialità ed obiettività propri dell'azione amministrativa, con conseguente obbligo di motivazione delle proprie scelte, soprattutto allorché l'organo consiliare decide di disattendere le conclusioni alle quali sono giunti altri enti od organi pubblici coinvolti nel complesso procedimento di approvazione del piano cave.

La discrezionalità di valutazione nell'approvazione di un atto di pianificazione territoriale quale è il piano cave non può arrivare al punto di violare totalmente l'obbligo motivazionale e le garanzie di partecipazione al procedimento.

Il Consiglio Regionale, chiamato all'approvazione del pian... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inciale secondo quanto stabilito dalla L.R. Lombardia 14/1998, svolge una funzione di carattere amministrativo soggetta ai doveri di imparzialità ed obiettività propri dell'azione amministrativa, con conseguente obbligo di motivazione delle proprie scelte, soprattutto allorché sia deciso di disattendere le conclusioni alle quali sono giunti altri enti od organi pubblici coinvolti nel procedimento di approvazione del piano cave, quali l'Amministrazione provinciale interessata oppure la Giunta Regionale.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA

La discrezionalità che caratterizza i poteri pianificatori del Comune non viene meno per effetto del rilascio della concessione mineraria ex art. 36 l.r. n. 54/2016, né tanto meno quale conseguenza della valutazione della necessità delle opere da realizzare per lo sfruttamento dell'ipogeo da parte dell'autorità titolare di competenze in materia mineraria. Spetta, pertanto, esclusivamente al Comune valutare se e dove le opere finalizzate allo sfruttamento del sottosuolo possono essere realizzate e non esiste alcun obbligo del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i riprodurre nel proprio strumento urbanistico generale il perimetro della concessione mineraria.

È illegittima la previsione urbanistica comunale che introduca un divieto generalizzato di apertura di nuove cave e di ampliamento di quelle esistenti sul territorio, ove la legislazione regionale rimetta la disciplina dell'attività estrattiva ad un piano regionale, e ciò anche qualora detto strumento di pianificazione non sia stato adottato.

La disciplina delle attività estrattive risulta sottratta alla potestà attribuita al Comune nel settore urbanistico.


 
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