Carrello
Carrello vuoto



La discrezionalità amministrativa nel governo dell'edilizia

Fermo restando l'invalicabile limite della rispondenza ai criteri di imparzialità e ragionevolezza, la P.A. gode di ampia discrezionalità relativamente alla definizione delle tabelle paramteriche per la determinazione degli oneri concessori.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


Sintesi: È vero che la prescrizione che vieta nelle zone residenziali attività rumorose e moleste non vale in assoluto, poiché oltre alla tutela della funzione residenziale, devono ritenersi consentite attività confacenti o necessarie all'ordinato assetto di quartieri residenziali (come per esempio, uffici, negozi, autorimesse, parcheggi pubblici, studi professionali): tuttavia, non può ammettersi la presenza di un impianto produttivo del tutto avulso dal tessuto edilizio di zona di completamento.

Estratto: «L'appellante aveva dapprima ottenuto il rilascio di titoli edilizi al fine della costruzione di impianto artigianale per trasformazione e confezionamento di prodotti agroalimentari, in generale e senza ulteriori specificazioni, come tale compatibile con la zona residenziale B; successivamente, due mesi dopo circa, ha chiesto nella sostanza un cambio di destinazione d'uso, in vista dell'attività di esercizio del frantoio, non autorizzabile e non autorizzata in quanto rumorosa e molesta.E' del tutto infondato anche ogni rilievo di difetto di adeguata istruttoria e motivazione.Infatti, nel diniego del 14 agosto 2008, il Comune motiva, rappresentando che è incompatibile in zona residenziale B un frantoio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oiché la possibilità di insediare attività artigianali esclude tuttavia quelle rumorose e moleste.L'attività di frantoio, così continua il Comune, sarebbe del tutto incompatibile – perché rumorosa e molesta – nel centro edificato di un piccolo Comune, perché in contrasto con la tutela della funzione residenziale. Il Collegio osserva che è vero che la puntualizzazione della inammissibilità di attività rumorose e moleste non vale in assoluto, poiché oltre alla tutela della funzione residenziale, devono ritenersi consentite attività confacenti o necessarie all'ordinato assetto di quartieri residenziali (come per esempio, uffici, negozi, autorimesse, parcheggi pubblici, studi professionali), ma non può ammettersi quella di un impianto produttivo del tutto avulso dal tessuto edilizio di zona di completamento e in tal senso non possono valere le relazioni tecniche di parte.Né è degna di positiva considerazione l'osservazione secondo cui negli allegati sarebbe stata rappresentata anche la stanza della molitura delle olive, essendo evidente invece la genericità del primo assentimento, in quanto, contrariamente, non avrebbe avuto alcun senso l'esigenza, pur sentita ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... istante, di ottenere un ulteriore provvedimento, rappresentato, nella sostanza, come un concreto cambio di destinazione d'uso.La circostanza di aver chiesto ulteriore provvedimento nel senso preteso dimostra la insufficienza, ai fini di esercitare l'attività di molitura delle olive, dell'originario provvedimento positivo, da intendersi nel senso generico sopra riportato.»

Sintesi: Le definizioni del legislatore sono risolutive solo per le situazioni in cui gli strumenti urbanistici si limitano a utilizzare o a richiamare le categorie generali, poiché gli strumenti urbanistici possono in concreto modellare il regime edificatorio di un'area anche introducendo soluzioni ibride, ossia intermedie tra le varie categorie di legge.

Sintesi: La disciplina urbanistica di dettaglio, essendo centrata su una ricognizione precisa delle esigenze del territorio, può graduare l'attività edilizia aggiungendo o sottraendo facoltà edificatorie alle categorie di legge.

Estratto: «7. Sulle questioni sollevate nel ricorso si possono svolgere le seguenti considerazioni:(a) in primo luogo si osserva che anche nel concetto di ristrutturazione definito dall'art. 31 comma 1 lett. d) della legge 457/19... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...venti diretti] a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente") rientrano le opere di demolizione e ricostruzione. Tale estensione è implicita nella diversità della costruzione finale rispetto al fabbricato esistente. Le specificazioni fornite dalla normativa sopravvenuta (v. art. 3 e 10 del DPR 6 giugno 2001 n. 380; art. 27 della LR 11 marzo 2005 n. 12) non sono propriamente innovative sotto questo profilo ma risolvono dubbi interpretativi; (b) peraltro le definizioni del legislatore sono risolutive solo per le situazioni in cui gli strumenti urbanistici si limitano a utilizzare o a richiamare le categorie generali. Occorre infatti sottolineare che gli strumenti urbanistici possono in concreto modellare il regime edificatorio di un'area anche introducendo soluzioni ibride, ossia intermedie tra le varie categorie di legge. Più precisamente, la disciplina urbanistica di dettaglio, essendo centrata su una ricognizione precisa delle esigenze del territorio, può graduare l'attività edilizia aggiungendo o sottraendo facoltà edificatorie alle categorie di legge (ad esempio, la ristrutturazione sarà diversa a seconda che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...consentito demolire preventivamente i fabbricati esistenti, e in caso di demolizione sarà diversa a seconda che lo strumento urbanistico permetta di ricostruire soltanto con la stessa volumetria o in ampliamento, ovvero necessariamente nello stesso sedime o con traslazione del volume, ovvero ancora con maggiori o minori variazioni alla sagoma fuori terra); (c) nella fattispecie in esame ritroviamo un comportamento (sostituzione delle murature perimetrali, con modifiche alle finestre del lato nord-ovest) che costituisce violazione della concessione edilizia. Per stabilire se si tratti di un abuso formale sanabile con l'accertamento di conformità di cui all'art. 13 della legge 47/1985 (ora art. 36 del DPR 380/2001) occorre indagare il significato dell'art. 21 delle NTA; (d) preliminarmente si osserva che la classificazione dell'edificio del ricorrente in zona A2 non può essere messa in discussione, non essendo stato impugnato lo strumento urbanistico. Non può quindi essere considerato affetto da vizi il riferimento da parte del Comune a questa classificazione;(e) l'art. 21 delle NTA limita effettivamente la ristrutturazione con demolizione e ricostruzione ai soli edifici delle zone A3-A4, e anche in tali ipotesi richiede comunque la presentazione di pia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...areggiati (v. sopra al punto 1). Tuttavia proprio la necessità di piani particolareggiati rivela che la demolizione e ricostruzione non è qui intesa semplicemente come modalità costruttiva ma piuttosto come strumento per correggere l'impianto delle edificazioni esistenti. La norma utilizza una prospettiva che considera non il singolo edificio ma l'insieme di quanto è stato edificato in prossimità. Ne consegue che la demolizione e ricostruzione per mere esigenze di sicurezza statica e per adeguamento alla normativa antisismica di un singolo edificio, senza alcuna alterazione delle altre caratteristiche e senza conseguenze sul contesto edificato, è certamente consentita. Parimenti risulta consentita la variazione relativa alle finestre del lato nord-ovest, in quanto l'art. 21 delle NTA ammette sia le nuove aperture sia la modifica di quelle esistenti ;(f) si osserva poi che, nonostante la classificazione in zona A2, non sussiste un obbligo generalizzato di restauro per tutti gli elementi strutturali degli edifici: l'art. 21 delle NTA prevede infatti un simile vincolo soltanto per le parti "significative". Questo presuppone un apposito giudizio da parte dell'amministrazione, che nel caso di specie non è stato formulato. Allo stesso m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...21 delle NTA esclude l'inserimento di nuove aperture o la modifica di quelle esistenti solo per i fronti espressamente vincolati nella cartografia del PRG; (g) una volta scoperto l'abuso e negata la sanatoria, la conferma della sospensione dei lavori era necessaria per consentire il definitivo inquadramento giuridico della situazione prima che la stessa si consolidasse in via di fatto. Poiché tra la conferma della sospensione (19 agosto 1996) e la decisione sulla sanzione pecuniaria (16 ottobre 1996) è trascorso un termine nel complesso ragionevole, di poco superiore ai 45 giorni previsti dall'art. 4 comma 3 della legge 47/1985, lo strumento della sospensione non sembra essere fuoriuscito dai limiti di un uso appropriato; (h) non è invece condivisibile la conclusione a cui è giunto il Comune quando ha qualificato la fattispecie come ristrutturazione non sanabile e ha applicato, ritenendo impossibile la remissione in pristino, una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento di valore dell'immobile ai sensi dell'art. 9 comma 2 della legge 47/1985. In realtà, come si è appena visto, la demolizione e ricostruzione delle murature perimetrali non poteva essere considerata in contrasto con l'art. 21 delle NTA, in quanto si è risolta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sostituzione di alcuni elementi strutturali non espressamente vincolati, senza alcun riflesso sulla consistenza dell'edificio e sul contesto edificato. Anche la modifica delle finestre del lato nord-ovest ricade tra le facoltà consentite dall'art. 21 delle NTA. L'abuso appare quindi sanabile in base all'art. 13 della legge 47/1985 (ora art. 36 del DPR 380/2001) essendovi conformità urbanistica sia al momento della realizzazione dell'opera sia al momento della presentazione della domanda;(i) la conformità urbanistica permane anche attualmente: tanto la demolizione e ricostruzione quanto la modifica delle aperture sono tipologie di opere espressamente consentite nell'ambito della ristrutturazione dall'art. 3 del PGT approvato il 22 luglio 2010;(j) la natura formale e sanabile dell'abuso impone un nuovo calcolo della sanzione, che non può più corrispondere al doppio dell'aumento di valore dell'immobile bensì al doppio del contributo di concessione (comprensivo degli oneri di urbanizzazione e del contributo sul costo di costruzione). Poiché la difformità riguarda solo una parte dell'intervento, la sanzione sarà determinata con riguardo alla percentuale di valore delle opere difformi rispetto al totale.»

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esi: Alla P.A. vanno riconosciuti ampi margini di discrezionalità nella definizione delle tabelle parametriche per la determinazione degli oneri concessori, con il solo consueto limite della necessaria rispondenza a criteri di imparzialità e ragionevolezza.

Sintesi: Il sindacato giurisdizionale sui criteri di determinazione degli oneri di urbanizzazione va circoscritto ad aspetti che ne evidenzino in modo palese l'incongruità, l'illogicità o l'incoerenza.

Estratto: «Con il primo motivo la ricorrente sostiene che la citata delibera del Consiglio Comunale, con la quale sono stati fissati i contributi in discorso, non è stata preceduta dalla fissazione dei parametri da parte di apposita delibera del Consiglio Regionale, come previsto dall'art. 32 citato in rubrica.Inoltre il contenuto così come è stato fissato è incongruo rispetto agli elementi individuati dal medesimo art. 32 L.R. (ampiezza e andamento demografico dei Comuni, loro caratteristiche geografiche etc…).La censura è infondata in quanto il Comune, in assenza della fissazione di parametri regionali, ha ritenuto di fare applicazione dell'art. 16 del D.P.R. n. 380/2001, laddove prescrive che "nel caso di manc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione delle tabelle parametriche da parte della Regione e fino alla definizione delle stesse, i Comuni provvedono, in via provvisoria, con deliberazione del consiglio comunale".Tale scelta appare legittima in quanto l'articolo 16 del D.P.R. n. 380/2001, pur essendo espressamente riferita alla distinta fattispecie del contributo degli oneri di urbanizzazione, esprime un'esigenza comune all'ipotesi in cui gli interventi edilizi siano soggetti al contributo commisurato anche al cosiddetto "onere ecologico", essendo evidente che vi è una identità di ratio tra le due ipotesi, che è deducibile dal rinvio che l'una fa all'altra nell'indicare le modalità di determinazione dei parametri regionali; è quindi possibile interpretare estensivamente la disposizione in modo tale da farvi rientrare, per legittimare la temporanea competenza comunale, anche l'ipotesi dei ritardo della Regione nel fissare i criteri di quantificazione dell'"onere ecologico".Quanto alle censure riguardanti i singoli parametri assunti dalla delibera comunale, si rammenta che la legge riconosce all'Autorità amministrativa ampi margini di discrezionalità nella definizione delle tabelle parametriche – che costituiscono espressione di un potere di natura regolamentare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n il solo consueto limite della necessaria rispondenza a criteri di imparzialità e ragionevolezza, tanto da circoscrivere il sindacato giurisdizionale ad aspetti che ne evidenzino in modo palese l'incongruità, l'illogicità o l'incoerenza.Quanto all'obsolescenza dei dati presi a riferimento (anno 2001), in quanto l'articolo 28 comma 3 della L.R. 32/2001 prevede che la definizione a livello regionale (dei parametri di incidenza) deve intervenire con cadenza al meno quinquennale, la censura è infondata in quanto non appare così macroscopicamente in ritardo il dato del 2001 rispetto al 2005 trattandosi del primo anno del quinquennio.Per quanto concerne la valutazione dell'incidenza della tipologia di rifiuto (il Comune avrebbe preso come riferimento solo la crescita prevedibile della popolazione, ma non la tipologia di rifiuto) e i dati presi a riferimento del Comune di Milano, la doglianza è infondata in quanto risulta che il comune ha fatto riferimento ai dati raccolti dal Sistema Informativo economico dei Rifiuti, con riferimento ai costi di smaltimento e trattamento dei rifiuti del bacino di Parma, assumendo i dati del Comune di Milano al fine della verifica dei parametri macroeconomici utilizzati nello studio di cui all'allegato n. 1 de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a consiliare n. 257/2005.»

Sintesi: In sede di redazione dello strumento urbanistico, se è illegittima la previsione che esclude su immobili condonati di interventi di manutenzione, in quanto espressione dello ius utendi, non lo è invece quella che prevede l'impossibilità di interventi di ampliamento e di tutti gli interventi che comportino modifiche della sagoma o aumenti di volumetria o di superficie o simili.

Estratto: «33. La censura con cui viene lamentata la violazione dell'art. 18 delle n.t.a. del documento di piano del p.g.t., secondo cui "le opere abusive, condonate ai sensi di legge, possono essere oggetto di interventi di adeguamento a p.g.t. e di manutenzione e di risanamento conservativo che non determinino la configurazione di un nuovo organismo edilizio", è fondata.33.1 L'intervento in questione non può essere qualificato né quale manutenzione né quale risanamento conservativo ma quale ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione (se non nuova costruzione). Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un organismo edilizio che - come è chiaramente evincibile dal confronto tra la documentazione fotografica della originaria tensostruttura e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...entazione grafica del fabbricato, allegata all'esame di impatto paesistico - è indubbiamente differente rispetto al precedente: sono, difatti, diversi i materiali con cui è realizzato (le tensostrutture sono sostituite da una struttura in muratura, metallo e vetro), viene prevista una copertura sovrastante, prima inesistente, viene ampliato il piano interrato con la realizzazione di cantine e depositi e viene profondamente alterata la sagoma.33.2 D'altro canto non risulta condivisibile quanto sostenuto dalla difesa dell'amministrazione comunale e cioè che il citato art. 18 - essendo contenuto nel documento di piano, e, dunque, non essendo in grado di produrre "effetti diretti sul regime giuridico dei suoli", ai sensi dell'art. 8, c. 3, l. Regione Lombardia n. 12/2005 - è privo di natura prescrittiva. La circostanza che il documento di piano – a differenza del piano delle regole – non contenga previsioni "che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli" sta a significare unicamente, ad avviso del Collegio, che esso non contiene norme di zonizzazione né di localizzazione, ma non comporta affatto l'assenza di carattere vincolante delle disposizioni in esso previste.L'art. 18 è una norma tecnica di attuazione recante... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione a carattere normativo, volta a regolare la futura attività edilizia: il carattere cogente della norma è desumibile, al di là del tenore letterale, dalla sua collocazione tra le cd. "prescrizioni" (e non tra le "direttive" o gli "indirizzi"), cioè "le norme vincolanti a cui i piani attuativi si devono attenere e che riguardano quantità, localizzazioni specifiche cui il Documento di Piano annette importanza strategica; la modificazione di queste norme comporta variante al Documento di Piano" (art. 4 n.t.a. del documento di piano).33.3 Il divieto di realizzazione di interventi differenti dalla manutenzione e dal risanamento conservativo su immobili oggetto di condono prevale pertanto, in quanto norma speciale, sulla previsione dell'art. 8 del n.t.a. del piano delle regola che consente la realizzazione di interventi di ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione nelle zone BO in cui è ricompreso l'immobile in questione.33.4 In considerazione del contrasto dell'intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con la previsione dello strumento urbanistico adottato, che vieta specificamente la realizzazione sulle opere oggetto di condono di interventi diversi da quelli di manutenzione e risanamento conservativo, il Com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dovuto sospendere ogni determinazione in ordine alla domanda, in applicazione dell'art. 12, d.P.R. n. 380/2001.33.5 Il Collegio non condivide neppure quanto sostenuto dalle controinteressate in merito alla inapplicabilità nel caso di specie della nuova prescrizione, poiché l'intervento in questione è relativo a lavori su un manufatto preesistente: il principio invocato si riferisce, difatti, alle ipotesi in cui, in assenza di espresse prescrizioni, sopravvengano all'esecuzione di lavori di ristrutturazione disposizioni che dettano una nuova e contrastante disciplina. In questi casi -laddove la ristrutturazione mantenga inalterati i parametri urbanistici ed edilizi preesistenti - l'intervento non è subordinato al rispetto dei vincoli posti da strumenti urbanistici sopravvenuti, giacché la legittimazione urbanistica del manufatto da demolire si trasferisce su quello ricostruito: cfr. Cons. Stato, sez. V, 14 novembre 1996 , n. 1359; T.A.R. Sardegna, 7 novembre 2002 , n. 1517; Cons. Stato, sez. V, 28 marzo 1998 , n. 369). Questo non si verifica nella fattispecie oggetto del presente giudizio, in cui le nuove prescrizioni impediscono in radice la realizzazione di lavori di ristrutturazione.34. La disposizione di cui all'art. 18 delle n.t.a. non vio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 3 e 42 Cost., l'art. 7, l. n. 1150/1942, l'art. 27, l. n. 457/1978, l'art. 39, l. n. 724/19994, gli artt. 10 e 27, l. reg. Lombardia n. 12/2005, né è viziata per violazione del principio del limite delle preesistenze, eccesso di potere per difetto di motivazione ed illogicità, come invece asserito dalle controinteressate con il primo motivo del ricorso incidentale.34.1 La norma in questione non incide, invero, sul diritto di proprietà e sulla possibilità di mantenere e conservare il bene: consente, difatti, la realizzazione, oltre ai lavori di adeguamento a p.g.t., di lavori di manutenzione e di risanamento conservativo, purché tali lavori non determinino la configurazione di un nuovo organismo edilizio. Escludere, con riferimento agli immobili condonati, lavori di demolizione e ricostruzione che comportino la realizzazione di un nuovo organismo edilizio - quali sono quelli oggetto del permesso di costruire impugnato che prevede modifiche della sagoma – non viola affatto le norme invocate dalle controinteressate: il Collegio non ritiene, invero, manifestamente illogica, né lesiva del diritto di proprietà, una disciplina che escluda sugli immobili condonati la realizzazione di interventi di demolizione e ricostr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comportino modifiche della sagoma, interventi che, in forza della previsione di cui all'art. 3, d.P.R. n. 380/2001, non possono essere qualificati quali ristrutturazioni edilizie, bensì quali nuove costruzioni. Non si attagliano, infine, alla fattispecie oggetto del presente giudizio i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 23 giugno 2000, n. 238 – richiamati dalla Immobiliare Miglio s.r.l. e dalla "Alle Grazie s.r.l." - con cui è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 8, comma 7, l. reg. Umbria 2 settembre 1974 n. 53 (Prime norme di politica urbanistica), come modificato dalla l. reg. Umbria 21 ottobre 1997 n. 31 (Disciplina della pianificazione urbanistica comunale e norme di modificazione delle l. reg. 2 settembre 1974 n. 53, 18 aprile 1989 n. 26, 17 aprile 1991 n. 6 e 10 aprile 1995 n. 28), nella parte in cui esclude i fabbricati oggetto di condono edilizio dalla ammissibilità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria o di ristrutturazione che non comportino aumento di volumetria o di superficie o di modifiche di sagoma o delle destinazioni d'uso.La Corte Costituzionale ha, difatti, affermato l'illegittimità della esclusione, su immobili condonati, di interventi di manutenzione, aventi qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nalità la tutela della integrità della costruzione e la conservazione della sua funzionalità, "senza alterare l'aspetto esteriore dell'edificio", ciò in quanto rappresenta una lesione al contenuto minimo della proprietà, perché l'anzidetto divieto incide addirittura sulla essenza stessa e sulle possibilità di mantenere e conservare il bene oggetto del diritto, producendo un inevitabile deterioramento di esso, con conseguente riduzione in cattivo stato ed un progressivo abbandono e perimento (strutturale e funzionale) del medesimo.Una siffatta esclusione non è stata, invece, ritenuta manifestamente irragionevole ma conforme al regime della proprietà privata per quanto riguarda gli ampliamenti e "tutti gli interventi che comportino modifiche della sagoma o aumenti di volumetria o di superficie o simili".»

Sintesi: È legittima la previsione delle n.t.a. che subordina gli interventi di demolizione e di ricostruzione a piano attuativo o a intervento diretto convenzionato: una simile prescrizione infatti non detta una nozione di ristrutturazione diversa da quella dell'art. 3 D.P.R. 380/2001, ma si limita a dettare una disciplina specifica per questi tipi di interventi, facoltà che rien... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...prerogative spettanti all'amministrazione comunale.

Estratto: «35. È, parimenti, fondata la censura, dedotta sempre con il secondo motivo di ricorso, di violazione dell'art. 8, c.4, delle n.t.a piano delle regole: tale disposizione subordina, invero, per le zone BO, la realizzazione di interventi di demolizione e ricostruzione a piano attuativo o a intervento diretto convenzionato.35.1 Nel caso di specie, il rilascio del permesso di costruire – avente ad oggetto lavori di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione – è, difatti, avvenuto a prescindere dalla previa adozione di uno strumento urbanistico attuativo o da una verifica in ordine allo stato delle opere di urbanizzazione esistenti.35.2 Il Collegio non condivide quanto asserito dalle controinteressate e cioè che, poiché la demolizione e ricostruzione è ricompresa dall'art. 3, d.P.R. n. 380/2001 e dall'art. 27, l. reg. Lombardia n. 12/2005 nella più ampia categoria della ristrutturazione edilizia e la qualificazione degli interventi dettata da tali norme prevale su quella degli strumenti urbanistici, sono inapplicabili eventuali disposizioni regolamentari che pretendano di disciplinare diversamente la demolizione e ricostruzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strutturazione edilizia. La disposizione di cui all'art. 8, c.4, delle n.t.a. non ha affatto inciso sulla definizione di ristrutturazione dettata dall'art. 3, d.P.R. n. 380, né sulla disciplina dei titoli abilitativi prevista dall'art. 10, d.P.R. n. 380/2001, ma si è limitata a dettare una disciplina specifica per gli interventi di demolizione e ricostruzione (siano essi ristrutturazioni edilizie o nuove costruzioni), facoltà questa che rientra tra le prerogative spettanti all'amministrazione comunale, ai sensi dell'art. 2, c.4, d.P.R. n. 380/2001.La previsione di una disciplina differenziata per gli interventi di demolizione e ricostruzione (siano esse nuove costruzioni o ristrutturazioni edilizie) non è, inoltre, illogica, attesa le peculiarità di tale tipo di lavori che portano alla realizzazione di un organismo edilizio sostanzialmente nuovo.35.3 Né può ritenersi che la previsione sia viziata da illogicità attesa l'asserita esistenza di opere di urbanizzazione: ciò non è, difatti, sufficiente, ai fini di escludere la necessità del piano attuativo, in quanto il piano attuativo risponde anche alla necessità di garantire l'equilibrato sviluppo del territorio (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. I... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o 2009 , n. 4494).»

Sintesi: I pareri e nulla osta resi in materia ambientale espressi dagli organi deputati alla tutela in questione costituiscono una valutazione di natura tecnico–iscrezionale, resa cioè in virtù di nozioni ed esperienze di natura tecnico-scientifica applicate alla fattispecie e volta appunto a verificare la compatibilità o meno dell'opera alle esigenze di rispetto delle caratteristiche paesaggistico-ambientali che connotano lo stato dei luoghi oggetto del vincolo: di conseguenza, l'organo a ciò preposto deve dare contezza del suo operato a mezzo di una motivazione che metta in evidenza l'iter logico seguito per giustificare le proprie conclusioni e valga a rendere il giudizio reso del tutto congruo.

Estratto: «Con le censure dedotte col secondo mezzo d'impugnazione parte appellante punta i suoi strali sul giudizio di non sanabilità posto a fondamento dell'adottato provvedimento demolitorio-ripristinatorio, ritenendo del tutto manchevole la valutazione di non ammissibilità a sanatoria delle opere, lì dove, in particolare, la motivazione di carattere negativo resa dalla Commissione provinciale per la tutela paesaggistica-ambientale si rivelerebbe lacunosa e c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onea.In dettaglio, l'appellante imputa alla Commissione provinciale, di aver effettuato una impropria oltreché illegittima commistione tra gli aspetti edilizi e paesaggistici della costruzione, emettendo una valutazione basata su un erronea rappresentazione della realtà e senza che ricorressero le condizioni di grave compromissione dell'ambiente pure evidenziate dall'amministrazione. I dedotti motivi di doglianza si rivelano privi di fondamento.In via prioritariamente logica, nell'affrontare la questione pure fatta balenare dall'appellante circa la portata dei poteri assegnati alla predetta Commissione, va qui rilevato come la costruzione insiste in area inclusa in zona di PRG classificata a bosco , sottoposta a vincolo di tutela ambientale e per ciò stesso ogni richiesta di rilascio di concessione sanatoria deve necessariamente conseguire il nulla-osta dell'organismo preposto alla tutela del vincolo che nella specie, per quanto attiene alla Provincia di Trento, è da identificare nella Commissione provinciale per la tutela paesaggistico-ambientale ( CTP ) rivelandosi , l'acquisizione del relativo parere, una fase procedimentale del tutto insostituibile ( cfr Cons Stato Sez. VI 3/5/2007 n.1944 ). Appare all'uopo necessario far rilevare che la predetta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... si è pronuncia in base alle prerogative e ai poteri previsti dal Testo Unico delle leggi provinciali inerenti "l'ordinamento urbanistico e tutela del territorio " , esprimendo la valutazione paesaggistica in relazione ad opere abusive realizzate in assenza delle previste autorizzazioni ; ed è appena il caso di soggiungere che detto organo è investito di funzioni di consulenza inerenti tutti i profili della gestione del territorio secondo una normativa, quella recata dal citato T.U., dettata in applicazione di una nozione unitaria di tutela del territorio che, come peraltro più volte sottolineato dal giudice delle leggi ( vedi sentenze Corte Costituzionale nn. 318 del 1994 e 83 del 1997) comprende gli aspetti urbanistico-edilizi e quelli ambientali-paesaggiostici quali valori e funzioni fra loro consustanziali e interagenti.Ciò precisato in ordine alla investitura e al ruolo della Commissione in parola e ribadita la obbligatorietà del parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo gravante sul bene anche in relazione a domande di sanatoria ( cfr. Cons Stato, Sezi. VI, 14 febbraio 2007, n.607), costituisce jus receptum il principio per cui i pareri e nulla osta resi in materia ambientale espressi dagli organi deputati alla t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...estione costituiscono una valutazione di natura tecnico –discrezionale, resa cioè in virtù di nozioni ed esperienze di natura tecnico-scientifica applicate alla fattispecie e volta appunto a verificare la compatibilità o meno dell'opera alle esigenze di rispetto delle caratteristiche paesaggistico-ambientali che connotano lo stato dei luoghi oggetto del vincolo ( Cfr. Cons.Stato, Sez IV, 9/4/1999, n.601; idem Sez. VI, 11/4/2006, n..2001) .Nell'esercizio di un siffatto potere l'organo a ciò preposto deve dare contezza del suo operato a mezzo di una motivazione che metta in evidenza l'iter logico seguito per giustificare le proprie conclusioni e valga a rendere il giudizio reso del tutto congruo e se questa costituisce la regola in generale da applicarsi nell'esercizio del potere assegnato dal legislatore nazionale e/o regionale ( come nella specie ), è indubitabile che nella specie un siffatto principio di legalità e legittimità risulta perfettamente essere stato osservato.E' sufficiente procedere alla semplice lettura dell'ampia motivazione riportata nella parte narrativa della stessa determinazione dirigenziale qui impugnata ( opportunamente virgolettata ) per rendersi agevolmente conto come la CTP ha fornito ampia se non e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntezza del proprio operato, con l'esposizione di ragioni in fatto e in diritto che mettono validamente e congruamente in evidenza il giudizio reso, lì dove la valutazione di non compatibilità ambientale ha preso in rassegna tutti gli aspetti dello stato dei luoghi sulla scorta di parametri obiettivi che univocamente inducono ad una delibazione di disvalore paesaggistico e sottraendosi da quale che sia manchevolezza e/o incongruenza logica.»

Sintesi: La valutazione esercitata dall'Amministrazione quanto alla sussistenza o meno di una compiuta urbanizzazione della zona interessata costituisce espressione di discrezionalità tecnica e si presta ad essere sindacata esclusivamente ove risulti manifestamente erronea o illogica.

Estratto: «Deve essere disatteso anche il terzo motivo aggiunto con il quale il ricorrente sostiene che il Comune avrebbe dovuto rilasciare il permesso in sanatoria in ragione della pretesa urbanizzazione dell'area.Nella fattispecie all'esame del Collegio deve rilevarsi che le prescrizioni urbanistiche cui il ricorrente fa riferimento e le ragioni del diniego di sanatoria non possono ritenersi superate dalla situazione di urbanizzazione della zona, dedotta dalla difesa di parte ricorrente. Inv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do ad aree edificate abusivamente di recente, sì che proprio per la natura confusa e slegata da ogni regola di uso del territorio degli insediamenti abusivi, producono agglomerati con notevoli deficit di urbanizzazione, non può negarsi la potestà del Comune di intervenire in misura repressiva riguardo ad ulteriori compromissioni del proprio territorio. E' evidente che in fattispecie come quella in esame, in cui l'integrità di parte del territorio non risulta irrimediabilmente compromessa, deve essere rigorosamente rispettata la disciplina prevista dai vigenti strumenti urbanistici, che garantisce una pianificazione razionale e ordinata del futuro sviluppo del territorio dal punto di vista urbanistico.Inoltre, la stessa valutazione esercitata dall'Amministrazione quanto alla sussistenza o meno di una compiuta urbanizzazione della zona interessata costituisce espressione di discrezionalità tecnica e si presta ad essere sindacata esclusivamente ove risulti manifestamente erronea o illogica (cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 5721/2001, cit.).Orbene, a giudizio del Collegio, nessun elemento versato in atti a sostegno delle deduzioni dell'interessato consente di invalidare nei termini suddetti gli apprezzamenti condotti dall'Amministrazione resist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...endiati nell'atto gravato.Inoltre, non risulta introdotta alcuna argomentazione per sostenere il dato della dedotta sufficienza delle opere di urbanizzazione.Senza contare, poi, che appare del tutto sottovalutato il problema specifico della prognosi futura della sufficienza qualitativa e quantitativa delle opere di urbanizzazione esistenti rispetto a quelle programmate da porre a servizio delle popolazione che, secondo le previsioni del piano regolatore generale, potrà insediarsi nella stessa zona»

Sintesi: In sede di diniego di concessione edilizia in sanatoria di opera abusiva realizzata in zona soggetta a vincolo paesaggistico, il giudizio in ordine alla compatibilità degli interventi, in quanto espressione di un potere tecnico-discrezionale, si rivela censurabile in sede di legittimità solo per un'errata od incompleta considerazione degli elementi di fatto, o per palese illogicità del giudizio formulato dall'Autorità competente.

Estratto: «5.2 – Con il secondo motivo di appello, si censura la motivazione del provvedimento impugnato, fondata "su un asserito contrasto con le esigenze ambientali", che si sostiene essere apoditticamente affermato nel provvedimento stesso, laddove, invece, "... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il condono edilizio in una zona vincolata paesaggisticamente è imprescindibile per l'ente esternare le ragioni in base alle quali le caratteristiche costruttive ed i materiali utilizzati lederebbero l'ambiente" ( pag. 6 app. ).Anche tale mezzo di gravame si rivela privo di fondamento.L'opposto diniego dipende invero essenzialmente dalla ritenuta incompatibilità dell'opera sita in area vincolata ex art. 32 della legge n. 47 del 1985, sulla base di parere appositamente richiesto alla competente Commissione integrata, nel caso di specie "contrario con particolare riferimento alla tipologia ed ai materiali impiegati rilevando inoltre il contrasto al Regolamento vigente ed adottato" ( così il parere in data 15 aprile 1991, riportato nelle premesse dell'atto di rigetto impugnato ).Va in proposito osservato che, in sede di diniego di concessione edilizia in sanatoria di opera abusiva realizzata in zona soggetta a vincolo paesaggistico, il giudizio in ordine alla compatibilità degli interventi, in quanto espressione di un potere tecnico-discrezionale, si rivela censurabile in sede di legittimità solo per un'errata od incompleta considerazione degli elementi di fatto, o per palese illogicità del giudizio formulato dall'Autorità competente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nso, Cons. Stato, Sez. VI, 18 ottobre 1999, n. 1438 ); ed il generale obbligo, gravante sull'Autorità, di motivazione del provvedimento amministrativo, non risulta peculiarmente aggravato nel caso in cui la determinazione dell'Amministrazione dia conto della necessità di preservare beni soggetti a tutela paesistica consacrata mediante l'imposizione di un vincolo (Cons. St., IV, 19 luglio 2004, n. 5180).Occorre, allora, andare a verificare nella fattispecie se la motivazione resa a giustificazione del provvedimento negativo oggetto del presente giudizio risponda o meno a quei requisiti di sufficienza e logicità richiesti da un più che ormai consolidato orientamento giurisprudenziale.Orbene, ritiene il Collegio che non sussista il denunciato difetto di motivazione degli atti, con i quali è stata negata l'autorizzazione paesaggistica necessariamente propedeutica alla sanatoria, che recano osservazioni le quali, se pure stringate, non possono definirsi insufficienti e neppure incongrue.Invero sia la C.E.I. che la Giunta Municipale ( che ha ratificato il parere negativo della prima ) hanno in sostanza sottolineato la circostanza che i materiali usati per la realizzazione del manufatto in questione non sono consoni al decoro dell'ambiente: un siffatt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on è innanzitutto inconferente, per essere l'utilizzo dei materiali uno degli elementi costitutivi del giudizio di compatibilità paesaggistica; neppure, poi, può dirsi generico, giacché, per sua stessa natura, la valutazione così espressa, nell'esercizio di un potere che inerisce a specifiche competenze tecniche, si rivela esaustiva; non si rinvengono, infine, elementi di apoditticità in tale giudizio, che, al contrario, appare ancorato ad una compiuta conoscenza dello stato dei luoghi, i quali, dall'esame della documentazione fotografica prodotta in giudizio, appaiono effettivamente subire un forte impatto negativo per effetto del manufatto, di che tràttasi.Né l'appellante si fa peraltro càrico di contestare lo specifico riferimento, contenuto in detti atti, al rilevato contrasto del manufatto stesso con il Regolamento vigente ed adottato, da intendersi riferito, sulla base delle convincenti argomentazioni difensive dell'Amministrazione, al vigente Regolamento per l'installazione di capanni da pesca e da caccia (dall'Amministrazione stessa versato in atti), sulla base del quale risulta in fatto che l'opera di cui si tratta, piuttosto che presentare le caratteristiche di un capanno da pesca come ivi definite, si cara... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r spiccate caratteristiche abitative ( v., ancora, le fotografie pure in atti ).»

Sintesi: La verifica sulla compatibilità paesaggistica e tipologica dell'opera non è espressione di discrezionalità amministrativa, ma in una valutazione di carattere sostanzialmente tecnico, finalizzata ad affermare o negare l'eventuale compatibilità del prospetto interessato con le caratteristiche paesaggistiche tipologiche degli edifici nel contesto in cui l'opera da realizzare si inserisce: di conseguenza, il G.A. non è chiamato soltanto ad esercitare un mero sindacato esterno sulla sola base dei dedotti vizi di eccesso di potere, ma può statuire direttamente se siano o meno in concreto ravvisabili i relativi presupposti in fatto.

Estratto: «3. Con il secondo motivo è stata denunciata l'insussistenza di un potere discrezionale di verifica della compatibilità paesaggistica e tipologica dell'opera.Al visto rilievo va, peraltro, replicato che, per quanto riguarda la "compatibilità" dell'intervento, il giudizio espresso dagli organi comunali non è espressione di discrezionalità amministrativa, non traducendosi nella tipica ponderazione finalizzata alla scelta della soluzione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... satisfattiva dell'interesse pubblico affidato alle cure dell'Amministrazione, ma in una valutazione di carattere sostanzialmente tecnico, finalizzata ad affermare o negare l'eventuale compatibilità del prospetto interessato con le caratteristiche paesaggistiche tipologiche degli edifici nel centro storico.Corollario del suesposto ordine d'idee è che l'esistenza o meno della "compatibilità" dell'opera integra un concetto giuridico a contenuto indeterminato, la cui cognizione, una volta che si assuma la sua sussistenza in giudizio, spetta al Giudice amministrativo, chiamato al riguardo non già ad esercitare un mero sindacato esterno sulla sola base dei dedotti vizi di eccesso di potere, ma a statuire direttamente se siano o meno in concreto ravvisabili i relativi presupposti in fatto.Ben al di là della formale prospettazione che, con i dedotti vizi, hanno dato i ricorrenti del thema decidendum, il reale fondamento della prodotta domanda attiene, per conseguenza, all'affermata uniformità dei prospetti in questione alla tipologia architettonica e stilistica esistente nella zona centrale del nucleo abitativo di Carisolo, il che autorizza dunque il Collegio alla corrispondente verifica alla stregua della documentazione prodotta in atti.Sotto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sivo aspetto l'orientamento fatto proprio dall'Amministrazione comunale è, tuttavia, integralmente condivisibile, atteso che, risultando l'immobile in questione del tutto privo di balconi esistenti, quelli nuovi da realizzarsi secondo un'asserita tipologia "tradizionale" nel disegno e nei materiali, modificano significativamente la facciata dell'edificio, non apparendo conformi a quelle immediatamente adiacenti.Altrettanto infondata appare, poi, l'illustrata disparità di trattamento unitamente alla manifesta ingiustizia che nella vicenda si riscontrerebbe per il fatto che, nella zona del centro storico, compresa la via Garibaldi interessata dalle opere in questione, vari edifici sarebbero già dotati di balconi che sporgono sulla via pubblica, anche non conformi alle caratteristiche tipologiche tradizionali.Se si considera, infatti, che il vizio di eccesso di potere per disparità di trattamento presuppone identità di situazioni trattate irragionevolmente in modo diseguale alcun specifico elemento emerge dagli atti di causa capace di istituire un giusto ed equilibrato raffronto con i balconi progettati dai ricorrenti; il che comporta l'esclusione a priori della configurabilità del vizio denunciato, mentre è in ogni caso evidente che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della richiamata delibera consiliare ha istituito una soluzione di continuità rispetto alla precedente situazione, rendendo assai più rigoroso il riscontro delle nuove opere rispetto a quante siano state antecedentemente assentite.»

Sintesi: La decisione di ridurre l'altezza massima degli edifici, a fronte di un consistente aumento della cubatura realizzabile costituisce espressione della discrezionalità che deve riconoscersi al Consiglio comunale, in sede di approvazione delle concessioni edilizie per la realizzazione di opere di interesse pubblico, in deroga allo strumento urbanistico, rispetto alla quale non può invocarsi l'estensione del sindacato giurisdizionale oltre i limiti della manifesta irragionevolezza o contraddittorietà.

Estratto: «Va partitamente esaminato il settimo motivo, attinente alla distinta prescrizione riportata nella delibera n. 139 del 23.11.1999. Alla Sara s.r.l. è stato infatti imposto di contenere il proprio intervento entro un'altezza massima di mt. 9,30 anziché mt. 13,50 (parametro previsto per la zona de qua dal piano particolareggiato).La doglianza non ha pregio.La decisione di ridurre l'altezza massima degli edifici, a fronte di un consistete aumen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...batura realizzabile, è stata infatti congruamente motivata nel corso della discussione (cfr. l'intervento del Sindaco, riportato a pag. 21 del verbale della seduta del 10.11.1999) e costituisce espressione della discrezionalità che deve senza dubbio riconoscersi al Consiglio comunale, in sede di approvazione delle concessioni edilizie per la realizzazione di opere di interesse pubblico, in deroga allo strumento urbanistico, rispetto alla quale non può invocarsi l'estensione del sindacato giurisdizionale oltre i limiti della manifesta irragionevolezza o contraddittorietà, che nella specie non sussiste.»



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI