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Discrezionalità amministrativa nel governo dei beni culturali

Insindacabile, se non palesemente erronea ed illogica, la valutazione della P.A. di sottoporre a tutela un bene. Tale scelta, che implica l’applicazione di regole certamente di carattere tecnico e specialistico, è connotata da un elevato grado di discrezionalità ed è dunque sottoponibile al giudizio del G.A., chiamato a verificare l’eventuale presenza di errori o travisamenti di fatto, gravi carenze motivazionali o eccesso di potere.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NEL GOVERNO DEI BENI CULTURALI

Il giudice amministrativo, per non sostituirsi arbitrariamente alle valutazioni dell'Autorità preposta alla tutela del patrimonio culturale, deve verificare il corretto esercizio dei poteri spettanti a quest'ultima sotto il profilo della completezza dell'istruttoria, della effettiva sussistenza dei presupposti per provvedere, nonché dell'effettiva osservanza di criteri di proporzionalità e ragionevolezza.

È vero che ragioni di migliore efficacia dell'azione amministrativa potrebbero sollecitare un intervento di imposizione del vincolo indiretto ravvicinato rispetto all'adozione del vincolo diretto, ma il fatto che il primo sia imposto a distanza di tempo dal secondo non è sufficiente, in paradossale direzione opposta, a ritenere il vincolo indiretto illegittimo.

Gli interessi urbanistici sono recessivi rispetto a quelli di tutela dei beni storico-artistici, solo imponendosi se del caso un componimento non irragionevolmente lesivo dei primi.

Anche a seguito della imposizione di vincolo specifico sull'immobile, appartiene alla sfera di discrezionalità tecnica dell'Amministrazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alla tutela del vincolo la modulazione dell'intensità dei controlli sul bene interessato dagli interventi manutentivi.

Un'operazione di restauro di un qualsiasi fabbricato sottoposto a vincolo di tutela si fonda sul recupero di un significativo apparato decorativo esistente e/o sulla eventuale integrazione di piccole parti che nel corso degli anni siano venuti a mancare, in modo da restituire l'integrità stilistica del manufatto preesistente: non è concepibile, dunque, ipotizzare un intervento che porti l'immobile a possedere delle caratteristiche che non ha mai posseduto.

Le scelte in ordine alle modalità di cura e di salvaguardia dell'interesse culturale e storico-artistico ed architettonico si esprimono in un'ampia gamma di possibilità, riservate alla scelta dell'autorità amministrativa, salvi i limiti, sindacabili dal G.A., della logicità, ragionevolezza, non contraddizione e dell'obbligo di motivazione.

In materia di vincolo indiretto, il sindacato del G.A. può non limitarsi alla mera verifica della legittimità formale dell'atto impositivo del vincolo.

Non è sindacabile - se non risulti palesemente erronea ed il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... valutazione dell'Amministrazione di sottoporre a tutela un bene.

La scelta di apporre un vincolo di natura culturale è connotata da un tasso particolarmente elevato di discrezionalità - di natura sia tecnica che amministrativa - ed a ciò consegue che i relativi giudizi espressi in subiecta materia dalla P.A. possono essere valutati dal G.A. su di un piano esclusivamente estrinseco, verificando l'eventuale presenza di errori o travisamenti di fatto, gravi carenze motivazionali (in fatto o in diritto), nonché di figure sintomatiche di eccesso di potere, come l'evidente illogicità e/o la contraddittorietà manifesta e la disparità di trattamento.

Il fatto che il bene oggetto del vincolo culturale non sia stato in passato tutelato da parte della P.A. e sia già stato oggetto di interventi di trasformazione non impedisce l'apposizione del vincolo, che, piuttosto, è proprio finalizzato ad evitare ulteriori compromissioni della res.

Il fatto che in passato la Soprintendenza abbia autorizzato interventi privati su una determinata area o su un determinato bene non impedisce che successivamente tale area/bene sia sottoposta a vincolo storico-artistic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le.

La P.A. che introduce il nuovo vincolo culturale è tenuta ad illustrare analiticamente, in sede di motivazione, le ragioni di interesse pubblico sottese al nuovo intervento restrittivo; inoltre, il nuovo vincolo deve essere proporzionato ed adeguato alle concrete esigenze di tutela.

Nell'ambito dei beni culturali, il principio di proporzionalità e di adeguatezza assume una valenza particolarmente attenuata e prudenziale, poiché la disciplina costituzionale del patrimonio storico e artistico della Nazione (art. 9 Cost.) erige la sua salvaguardia a valore primario del vigente ordinamento, tanto che l'imposizione del vincolo non richiede una ponderazione degli interessi privati con gli interessi pubblici connessi con l'introduzione del regime di tutela, neppure allo scopo di dimostrare che il sacrificio imposto al privato sia stato contenuto nel minimo possibile.

Nello specifico settore dei beni culturali, l'accertamento dell'interesse storico e culturale implica l'applicazione di regole certamente di carattere tecnico e specialistico, seppure caratterizzate da un margine di opinabilità fisiologico, e pertanto il G.A., per non sostituirsi arbitrariamente alle valutazioni dell'Autorit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alla tutela del patrimonio culturale, dovrà verificare il corretto esercizio dei poteri spettanti a quest'ultima sotto il profilo della completezza dell'istruttoria, della effettiva sussistenza dei presupposti per provvedere, nonché dell'effettiva osservanza di criteri di proporzionalità e ragionevolezza.

La valutazione del G.A. relativa all'estensione del vincolo indiretto non può sconfinare nel merito, ma deve avere ad oggetto la congruità dell'istruttoria e il rispetto del principio dir agionevolezza.

Il sindacato del rispetto del principio di proporzionalità in caso di apposizione del vincolo indiretto deve tener conto della primaria necessità di tutelare l'interesse pubblico alla conservazione e alla preservazione dell'esistente storico-culturale.

Nei confronti della Soprintendenza non può essere vantato alcun affidamento concernente il rilascio del titolo edilizio, che, in ogni caso, deve ritenersi cedevole di fronte all'interesse pubblico alla conservazione dei beni culturali e paesaggistici.

Lo spessore di esplicazione delle ragioni della imposizione di un vincolo indiretto e strumentale deve essere valuta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione alle specificità della situazione di fatto in essere ed alla peculiarità ed alla particolarità del contesto, soprattutto quando lo stesso si presenti in termini pressoché esemplari.



 
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