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Cessata efficacia dei piani urbanistici attuativi: applicabilità delle misure di salvaguardia e della zonizzazione

La sopravvenuta inefficacia di un piano attuativo, per inutile decorso del termine decennale, non è assimilabile in toto al diverso caso di carenza originaria dello strumento esecutivo (c.d. «zona bianca»): l’individuazione della disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, va infatti effettuata con riferimento al vigente P.R.G..

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> CESSATA EFFICACIA --> APPLICABILITÀ MISURE SALVAGUARDIA

La norma di cui all'art. 17 L. n. 1150/1942 significa che in caso di intervenuta decadenza del piano attuativo, nell'eventualità in cui si dia comunque corso ad interventi edilizi - s'intende: nella misura e nei limiti in cui essi siano assentibili (in base alla disciplina urbanistica vigente nella zona) - gli obblighi e le prescrizioni in questione devono comunque operare e restare ('ultrattivamente') vigenti. Trattasi, quindi, di limiti ulteriori rispetto a quelli fisiologicamente correlati alla disciplina urbanistica di zona e dunque, nel caso di zona bianca, per effetto della decadenza dei vincoli, di limiti aggiuntivi rispetto a quelli propri della disciplina delle "zone bianche" (zone nelle quali una seppur limitata attività edificatoria può essere autorizzata).

La giurisprudenza appare consolidata nel senso di ritenere, che in caso di sopravvenuta decadenza dei piani attuativi (e dei correlati vincoli d'inedificabilità preordinati all'espropriazione), l'edificabilità delle aree non più vincolate è ammessa esclusivamente entro i limiti previsti per i Comuni sprovvisti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i urbanistici generali, limiti attualmente fissati dall'art.9 del TU n.380/2001 (per le cc.dd. "zone bianche").

Mentre in mancanza totale o parziale di una programmazione urbanistica, devono trovare applicazione le restrittive limitazioni costruttive fissate per le c.d. zone bianche, nell'ipotesi in cui si verifichi la decadenza di un piano di zona, permane invece la disciplina d'uso del territorio disposta a livello di P.R.G., con sopravvivenza – o meno – della sola necessità di ulteriore pianificazione attuativa.

L'applicazione automatica, nelle aree già vincolate da piani attuativi, della normativa paralizzatrice di qualsiasi nuova edificazione non soltanto non appare rispondente, in linea di principio, alla ratio a cui si conforma la disciplina delle zone bianche - disciplina prevista per situazioni di assenza di programmazione urbanistica di rango primario - ma verrebbe a reintrodurre un vincolo d'inedificabilità senza motivazioni e a tempo indeterminato, in contrasto con i principi consolidati e con evidenti profili d'incostituzionalità.

A seguito d'intervenuta inefficacia del PEEP per decorrenza del termine di validità dello stesso, non può ritenersi l'area inclusa sfornita ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntazione urbanistica (zona bianca), con conseguente applicazione dell'art. 4 L. 10/1977 e l'art. 1 della L.R. 86/1990; ciò in quanto, ai sensi dell'art. 17, primo comma, della L. n. 1150/1942, il piano particolareggiato, decorso il termine stabilito per l'esecuzione, diventa inefficace relativamente alla parte in cui non ha avuto attuazione, rimanendo, però, fermo, a tempo indeterminato, l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

La cessata efficacia di un piano attuativo - in tutto o in parte non eseguito - non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche"; in suddetta ipotesi, per individuare la disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G.

La cessata efficacia di un piano attuativo non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche", ma per individuare la disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G..... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> Soltanto un piano regolatore generale privo dei contenuti essenziali di cui all'art. 7 della legge 1150 del 1942, nel testo sostituito dall'art. 1 della legge 1187 del 1968, potrebbe rendere l'area - nell'ipotesi di sopravvenuta inefficacia delle norme del piano attuativo - assimilabile ad una c.d. "zona bianca", disciplinata alla stregua delle aree prive di regolamentazione urbanistica.

Non può ritenersi applicabile, a seguito della decadenza delle previsioni del Piano Particolareggiato, il regime speciale previsto dall'art. 4 L. 10/77, che postula l'inesistenza di previsioni urbanistiche generali; ciò in quanto la perdita di efficacia del Piano Particolareggiato comporta la reviviscenza delle previsioni dello strumento urbanistico generale.

L'inutile decorso del termine decennale comporta la perdita di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità delle opere previste nel piano attuativo, sicché la mancata attuazione dello strumento, impedisce unicamente all'amministrazione comunale di procedere alle relative espropriazioni, ma non ha certo reso l'area priva di disciplina urbanistica alla stregua delle cd. zone bianche.

La cessata efficacia di un piano attuativo – in tu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rte non eseguito – non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche", per le quali risultano dettate le rigide prescrizioni di cui all'art. 4, ultimo comma, della L. 28.01.1977 n. 10.

La sopravvenuta inefficacia di un piano attuativo – in tutto o in parte ineseguito – non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua di 'zona bianca'; occore viceversa fare riferimento, per individuare la disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, alle prescizioni di PRG.

In ipotesi di decadenza di un piano attuativo, a differenza della decadenza della disciplina vincolistica di pianificazione generale, non possono trovare applicazione i ristretti limiti di edificabilità previsti dall'art. 4, u.c., della L. n. 10 del 1977.

A seguito dell'intervenuta decadenza dei vincoli di destinazione a P.E.E.P., per decorrenza del quinquennio di cui all'art. 9 del d.p.r. 380/2001, il regime urbanistico dell'area inclusa nel piano è quello tipico delle "cd. zone bianche".

La cessata efficacia di un piano attuativo – in tutto o in parte non eseguito – non rende l'area in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche", per le quali risultano dettate le rigide prescrizioni di cui all'art. 4, ultimo comma, della L. n. 10/1977, poi confluito nell'art. 9 del D.P.R. n.380/2001; per individuare la disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G.

Per effetto della decadenza del vincolo a piano di zona la vocazione edificatoria dell'area torna ad essere quella "minima" stabilita dall'art. 9 DPR 380/2001.

In caso di scadenza del termine di efficacia di un piano particolareggiato, non possono trovare applicazione i ristretti limiti di edificabilità previsti dall'art. 4, u.c., della legge n. 10 del 1977, atteso che il decorso del termine per l'esecuzione del piano, diversamente da quanto accade in caso di scadenza dei vincoli espropriativi ex art. 2 della legge n. 1187/68, non rende l'area priva di regolamentazione urbanistica (c.d. zona bianca).

Solo un piano regolatore generale privo dei contenuti essenziali di cui all'art. 7 della L. n. 1150/1942, può rendere un'area, nell'ipotesi di sopravvenuta inefficacia delle norme del piano attuativo, assimilabile ad una c.d. zona bi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...linata alla stregua delle aree prive di regolamentazione urbanistica, nei limiti di cui all'art. 4, u.c., della L. n. 10/1977; laddove, invece, non esista lacuna nella vigente normativa urbanistica, il venir meno del vincolo comporta la riespansione del piano regolatore generale per la medesima zona.

La cessata efficacia di un piano attuativo, in tutto o in parte non eseguito, non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche", per le quali risultano dettate le rigide prescrizioni di cui all'art. 4, ultimo comma, della L. n. 10/1977 (poi confluito nell'art. 9 del D.P.R. n.380/2001 e, in Campania, dall'art.4 della L.R. n.17/1982). In suddetta fattispecie, per individuare la disciplina di uso del territorio, deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G.

Il venir meno dell' efficacia di piano attuativo (nel caso di specie PEEP), rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, assimilabile alla c.d. zona bianca, qualora il P.R.G. non contempli alcuna normativa autonoma, indipendente, cioè, da quella costituita dal Piano di Zona ex lege 167 (nel caso di specie varato prima del PRG).

Il termine decennale di efficacia previsto per i piani part... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti dall'art. 16 della L. 17 agosto 1942, n. 1150, si applica solo alle disposizioni di contenuto espropriativo e non anche alle prescrizioni urbanistiche di piano che rimangono pienamente operanti e vincolanti senza limiti di tempo fino all'approvazione di un nuovo piano attuativo, senza che possa invocarsi la applicazione del regime di cui all'art. 9 del D.P.R. n. 380/2001 (aree bianche o non pianificate).

La cessata efficacia di un piano attuativo –in tutto o in parte non eseguito- non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d. "zone bianche", per le quali risultano dettate le rigide prescrizioni fissate con l'art. 4, ultimo comma della legge 28 gennaio 1977, n.10, giacché soltanto un piano regolatore generale privo dei contenuti essenziali di cui all'art. 7 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, potrebbe rendere l'area –nell'ipotesi di sopravvenuta inefficacia delle norme del piano attuativo- assimilabile alle aree prive di regolamentazione urbanistica.

La mancata attuazione di un piano particolareggiato entro il termine di validità comporta la sua inefficacia per la parte non ancora realizzata, e la conseguente riespansione delle facoltà dominicali, applic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isciplina urbanistica generale e non il regime di salvaguardia di cui all'art. 4 L. 10/77.

In caso di cessata efficacia di un piano attuativo non si applicano le regole di salvaguardia.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> CESSATA EFFICACIA --> APPLICABILITÀ ZONIZZAZIONE

La decadenza del piano particolareggiato di esecuzione non produce l'effetto di rendere sic et simpliciter inapplicabili gli indici generali di edificabilità previsti dallo strumento urbanistico generale per le singole zone, né rende possibile all'Amministrazione comunale di valutare caso per caso le singole domande di intervento edilizio a seguito di una ricognizione di fatto dello stato di urbanizzazione delle aree interessate; piuttosto, in carenza di una compiuta programmazione urbanistica, essa consente solo di effettuare i limitati interventi previsti dall'art. 9 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Decorso il termine decennale di efficacia, previsto per i piani particolareggiati dall'art. 16 l. 17 agosto 1942 n. 1150, ma applicabile anche ai piani di lottizzazione, deve essere dichiarata l'inefficacia della parte non attuata, salvi gli allineamenti e le prescrizioni di zona nel rispetto sia dell'int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lico per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione che dell'edificazione dei lotti.

Con la scadenza del piano attuativo (nel caso di specie, il PIP), se da un lato si determina la sua inefficacia in relazione ai vincoli espropriativi, dall'altro lato permane in ogni caso l'obbligo di osservare, nelle trasformazioni del suolo, le prescrizioni di zona stabilite dal piano nelle sue linee fondamentali ed essenziali (c.d. vincoli confomativi); i privati non possono dunque procedere ad utilizzazioni contrarie alle destinazioni di zona prescritte dal piano.

Il decorso del termine decennale per l'attuazione del piano particolareggiato riguarda esclusivamente la decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio in esso contenuti e non le prescrizioni zonali individuate in PRG, come espressamente stabilito dall'art. 17 L. 1150 /1942.

In caso di decadenza di un piano attuativo per l'inutile decorso del termine di efficacia, l'individuazione della disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, va effettuata con riferimento al vigente PRG ed alla vocazione attribuita dal medesimo al suolo interessato dall'intervento.

L'individuazione della disciplina urbanistica applicabile all'area ricad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...piano attuativo approvato ma decaduto per l'inutile decorso del termine decennale non è assimilabile in toto al diverso caso di carenza originaria dello strumento esecutivo.

Per individuare la disciplina di uso del territorio quando sia venuta meno la pianificazione attuativa deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G.

Nelle zone in cui il piano particolareggiato è decaduto deve ritenersi consentita la costruzione di nuovi fabbricati nel rispetto della normativa urbanistico-edilizia di zona che resta automaticamente ultrattiva a tempo indeterminato per la parte che disciplina l'edificazione nelle sue linee fondamentali ed essenziali; ciò a differenza delle aree sprovviste della disciplina dello strumento urbanistico generale o con vincoli di inedificabilità decaduti (c.d. zone bianche o depianificate) per le quali sono applicabili i limitati indici d'edificabilità previsti dall'art. 4 u. c. dell'art. 4 della legge n. 10/1977.

Qualora le previsioni del piano attuativo siano decadute per scadenza del prescritto termine decennale, devono ritenersi applicabili le disposizioni inerenti all'uso del territorio di cui al PRG.

Decorso il termine stabilito per l'esecuzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no particolareggiato, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

La scadenza di uno strumento attuativo, laddove non lasci alcuna lacuna nella vigente normativa urbanistica, comporta la riespansione del piano regolatore generale per la medesima zona.

Il piano particolareggiato decaduto per scadenza dei termini rimane efficace relativamente all'obbligo di osservare nelle nuove costruzioni gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso; tali prescrizioni hanno infatti carattere conformativo e valgono a tempo indeterminato, garantendo nelle aree ricadenti nel piano particolareggiato una regolamentazione urbanistica al livello sia di pianificazione generale sia di pianificazione attuativa.

Venuta meno, per cessata efficacia, la pianificazione attuativa, per individuare la disciplina di uso del territorio, a cominciare dalla destinazione urbanistica, deve in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G. Trova inoltre applicazione il regime di salvaguardia previsto dall'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L. n.1150 del 1942 – in base al quale rimangono ferme a tempo indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

La scadenza del termine solitamente non superiore a dieci anni, entro cui deve essere attuato il piano particolareggiato esecutivo di cui alla L. n. 1150 del 1942, art. 15, non travolge il vincolo conformativo di zona e gli altri vincoli contenuti nel piano particolareggiato, che continuano ad imporsi ai proprietari non meno che alla pubblica amministrazione.

L'effetto decadenziale dei piani urbanistici attuativi in seguito al decorso del termine decennale di cui all'art. 16 della l. n. 1150/1942 incide innegabilmente sui vincoli espropriativi contemplati nei piani medesimi, per il principio generale della temporaneità dei vincoli stessi, ma non è idoneo a travolgere la disciplina edilizia della zona omogenea ivi contenuta, continuando a valere gli allineamenti e le prescrizioni di zona previsti dai suddetti piani.

Non è ipotizzabile, all'indomani della scadenza del termine decennale del piano attuativo, un vuoto applicativo che riporti il territorio ad una ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pregiuridica di iniziativa edilizia privata esente da regole e limiti, così esponendolo ad abusi incontrollati e non sanzionabili, suscettibili di stravolgerne l'assetto; da ciò l'ultrattività delle prescrizioni di zona previsti dai piani medesimi.

Nel sistema delineato dall'art. 17 della L. 1150/942 (richiamato dall'art. 9 della L. n. 67/1962), scaduto il termine di efficacia del piano, decadono i vincoli nello stesso previsti e l'amministrazione perde i penetranti poteri dispositivi sulla proprietà privata che la legge le attribuisce allo scopo di consentire l'attuazione del piano nei termini previsti, fermo restando l'ultrattività delle prescrizioni di zona e di quelle relative agli allineamenti affichè non venga alterato lo sviluppo urbanistico-edilizio, così come armonicamente programmato dallo strumento scaduto.

La cessata efficacia di un piano attuativo, in tutto o in parte non eseguito, non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, alla stregua delle c.d."zone bianche", per le quali operano le rigide prescrizioni di cui all'art. 4, ultimo comma, della L. n. 10/1977, poi confluito nell'art. 9 del D.P.R. n.380/2001; per individuare la disciplina di uso del territ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in primo luogo farsi riferimento al vigente P.R.G., rimanendo fermo, in virtù dell'art. 17 della L. n. 1150/1942, a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

Nel caso di vincoli previsti dai piani attuativi (come il p.e.e.p.), la loro decadenza non lascia l'area priva di destinazione urbanistica (cd. zona bianca), ma riprende vigore la generale disciplina della zona del PRG, nella quale ricadeva originariamente.

Per costante orientamento giurisprudenziale, la scadenza di un piano di zona determina la decadenza dei vincoli espropriativi ivi contemplati, restando il piano stesso vincolante per le prescrizioni di zona e gli allineamenti; ergo, la scadenza del termine di validità del piano in questione sostanzialmente preclude la realizzazione delle sole opere di pubblica utilità rimaste inattuate.

Qualora il P.P.E. sia decaduto per il decorso del termine di efficacia, si applica l'art. 17 della L. n. 1150/1942, in base al quale è prevista la sola decadenza dei vincoli e degli speciali poteri, che la legge urbanistica attribuisce all'Amministrazione per consentir... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zazione del programma urbanistico, mentre è consentita la "ultrattività" delle disposizioni del piano scaduto, disciplinanti l'edificazione ed, in particolare, delle prescrizioni di zona e di quelle relative agli allineamenti, affinché non sia alterato lo sviluppo urbanistico-edilizio così come armonicamente programmato dallo strumento scaduto.

Per effetto dell'art. 17 della L. 17 agosto 1942, n. 1150, in attesa dell'emanazione di un nuovo piano, restano ferme "a tempo indeterminato" le "prescrizioni dì zona" relative alla "costruzione di nuovi edifici" contenute in un piano di zona scaduto prima di essere stato completamente attuato.

In base all'art. 17 L. n. 1150/1942, decorso il termine di efficacia per l'esecuzione del piano particolareggiato, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione; resta tuttavia fermo l'obbligo di osservare gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso. Suddette prescrizioni non attuano un'illegittima ultraattiva perduranza di vincoli a carattere espropriativo, avendo unicamente lo scopo di impedire che nuovi interventi edilizi non si armonizzino con il disegno pianificatorio del P.P., nella part... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... segnato modalità e limiti all'edificazione.

Per effetto dell'art. 17 della L. n. 1150/1942, il piano particolareggiato (e tale è, a norma dell'art. 9 della L. n. 167/1962, il piano di zona per l'edilizia economica e popolare), una volta decaduto, diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione; alla cessata efficacia delle norme del piano attuativo consegue la decadenza dei vincoli espropriativi di zona, con riespansione dello jus aedificandi, secondo le previsioni dettate dal vigente strumento urbanistico, rimanendo fermi a tempo indeterminato soltanto gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

Posto, che l'art. 9 della legge n. 167/1962 attribuisce espressamente ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, il valore di piani particolareggiati di esecuzione, ai sensi della legge n. 1150/1942, la scadenza del termine previsto per la loro attuazione priva i suddetti piani di efficacia per la parte in cui non abbiano avuto esecuzione, permanendo invece a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti nei piani stessi.

Dalla lettura con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'art. 17 comma 1 della L. n. 1150/1942, emerge che, a seguito della cessata efficacia del piano particolareggiato, vengono a cadere i vincoli espropriativi di zona. A tale decadenza sopravvive, a tempo indeterminato, il solo obbligo di osservare, nelle nuove costruzioni, gli allineamenti e le prescrizioni di zona del piano stesso.

Decorso il termine di validità, il piano particolareggiato diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

Ai sensi dell' art. 17 della legge 1150/42, da ritenersi a tutt'oggi in vigore, per effetto del decorso del termine stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione; è comunque consentita la costruzione di nuovi fabbricati nel rispetto della normativa urbanistico edilizia di zona, che resta ultrattiva a tempo indeterminato per la parte che disciplina l'edificazione nelle sue linee fondamentali ed essenziali.

Alla scadenza dei termini di vigenza del piano particolareggiato (P... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsegue per il privato, l'assoluta impossibilità di edificazione bensì la decadenza dei vincoli espropriativi di zona, con riespansione dello jus aedificandi secondo le previsioni dettate dal vigente strumento urbanistico, rimanendo fermi a tempo indeterminato soltanto gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.


 
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