CIRCOLAZIONE STRADALE

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L'epropriazione parziale di terreni agricoli: il pregiudizio subito dall'azienda e l'indennità

L’espropriazione parziale di un’area agricola comporta particolari effetti nella determinazione dell’indennità. Qualora il giudice accerti, anche d’ufficio, che la parte residua del fondo sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, e che il distacco di parte di esso influisca in modo negativo sulla parte residua, deve riconoscere al proprietario il diritto ad una indennità calcolata in maniera diversa dal normale modo di quantificare l’indennizzo

I gasdotti di interesse locale in Veneto

È stata pubblicata la legge regionale del Veneto n.5/2009 per il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli enti locali in materia di autorizzazione dei gasdotti di interesse non nazionale disciplinando a livello regionale l’applicazione delle integrazioni introdotte al TU sugli espropri dal decreto legislativo n.330/2004 per la realizzazione di infrastrutture lineari energetiche. Il Veneto si allinea così alla totalità delle altre Regioni italiane nell'applicazione di tale normativa

Gli istituti dell'occupazione acquisitiva ed usurpativa

Una delle finalità assegnate al provvedimento acquisitivo regolato dall'art.43 è quello di eliminare le note figure di creazione giurisprudenziale dell’occupazione acquisitiva ed usurpativa. L’eventuale decreto di esproprio emanato dovrà ritenersi inutiliter datum, avendo già la P.A. acquisito la proprietà del suolo per effetto dell’esecuzione dell’opera pubblica, che ha modificato in maniera irreversibile il bene, con conseguente estinzione dello stesso diritto di proprietà in capo al titolare.

La comunicazione dei motivi ostativi nel giusto procedimento: l'ambito applicativo

L’esigenza di delimitare in modo rigoroso l’ambito applicativo dell’art.10 bis sembra sia stata avvertita in modo significativo dal legislatore del 2005. Da un lato la disposizione si apre chiarendo che l’obbligo comunicativo è limitato ai procedimenti ad istanza di parte, dall'altro l’ultimo periodo è interamente dedicato ad escludere le procedure concorsuali nonché procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte dal campo di applicazione dell'articolo

Giusto procedimento: la comunicazione dei motivi ostativi

La comunicazione dei motivi ostativi è il perno dell’art.10-bis. Dopo aver limitato la propria applicazione ai procedimenti a istanza di parte, il primo periodo dispone che in essi la PA, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunichi tempestivamente i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Il secondo periodo si occupa del diritto degli astanti di presentare osservazioni e documenti. Il terzo degli effetti della comunicazione sulla conclusione del procedimento

La comunicazione dei motivi ostativi nel giusto procedimento: il provvedimento

L’art. 10-bis offre due indicazioni relative al provvedimento conclusivo del procedimento in cui si inserisce il preavviso di rigetto. Nel primo periodo la norma pone come termine ad quem dell’obbligo comunicazionale l’adozione del provvedimento negativo. Inoltre, il quarto periodo dispone che dell’eventuale mancato accoglimento [delle] osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale. L'obbligo di motivazione sembrerebbe peraltro confinato al solo mancato accoglimento

La comunicazione dei motivi ostativi nel giusto procedimento: osservazioni degli astanti e conclusioni

Le osservazioni degli astanti sono regolamentate principalmente dal secondo periodo dell’art.10 bis, per il quale entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli astanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. Diversamente dalla comunicazione, la forma scritta delle osservazioni è prevista espressamente: il mancato rispetto di questo requisito può condurre a una mancata considerazione da parte dell'Autorità

La nuova disciplina del danno da occupazione appropriativa

L'occupazione appropriativa si verifica con riguardo alle opere qualificabili come pubbliche, in forza della loro realizzazione da parte di un soggetto pubblico. Nel settore dell'edilizia residenziale pubblica dunque essa non era ravvisabile nei casi di costruzioni realizzate da privati. L'esigenza di garantire l'applicazione della regola giurisprudenziale all'intero settore, in ragione dell'identità del risultato perseguito, è stata soddisfatta dalla sentenza 486/1991della Corte Costituzionale

La nuova disciplina del danno da occupazione appropriativa: l'intervento della Corte Costituzionale

La Corte esamina la censura con cui si prospetta che la norma denunciata violerebbe l'art.117 Cost., in quanto in contrasto con le norme internazionali convenzionali e, anzitutto, con l'art. 1 del Protocollo addizionale della CEDU, nell'interpretazione offertane dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Al riguardo, la Consulta premette che entrambe le ordinanze di rimessione non sollevano il problema della compatibilità dell'istituto dell'occupazione acquisitiva ma le sue ricadute patrimoniali

La responsabilità civile nel procedimento ablatorio: l'espropriante, il soggetto delegante e quello delegato

L'Autorità espropriante è l’autorità amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il relativo procedimento ovvero il concessionario di opera pubblica. La normativa ha ritenuto competente di tutto il procedimento espropriativo solo l’autorità cui spetta l’esecuzione dell’opera, mentre, in passato erano considerati esproprianti anche i soggetti competenti a emettere atti espropriativi. Può delegare i propri poteri espropriativi al concessionario che deve realizzare l'opera pubblica

La responsabilità civile nel procedimento ablatorio: criteri di assunzione

La responsabilità solidale del delegante e del delegato rileva se l’espropriazione si svolge non solo in nome e per conto del comune, ma d'intesa con questo. La responsabilità dell'ente espropriante concorre con quella degli enti delegati alla costruzione di edifici sul suolo occupato qualora, nel comportamento di chi perseveri nell'occupazione del terreno, pur essendo a conoscenza della prospettata illegittimità dell'atto, possano individuarsi tutti gli elementi della responsabilità aquiliana

L'indennità di espropriazione per le aree edificabili nella finanziaria 2008

La riforma, dove definisce la misura dell’indennità e la maggiorazione del 10% dovuta in caso di cessione bonaria, o se la cessione è stipulata per fatto non imputabile all’espropriato, si applica a tutti i procedimenti espropriativi in corso, salvo che la determinazione dell'indennità di espropriazione sia stata condivisa, o accettata, o sia comunque divenuta irrevocabile. Il riferimento ai procedimenti espropriativi è riconducibile alle vicende amministrative di determinazione dell'indennità

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