ART 53 DPR 327 01

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Il danno erariale nelle occupazioni illegittime

il danno erariale, di cui possono essere chiamati a rispondere gli operatori, sta nel differenziale tra indennità di esproprio e di occupazione da un lato, e indennizzo e risarcimento da espropriazione illegittima dall’altro.

La condotta antigiuridica

Con il termine condotta antigiuridica, oggettivamente inteso, si intende, ai fini che qui interessano, il comportamento antigiuridico tenuto dai dipendenti o dagli amministratori pubblici in violazione degli obblighi loro riferibili in relazione alle funzioni da essi svolte nell’ambito della pubblica amministrazione (obblighi di servizio) .

La partecipazione di più soggetti alla causazione del danno

Nell’ambito della responsabilità extracontrattuale l’art. 2055 c.c. fissa il principio della responsabilità solidale di tutti i soggetti compartecipi nel caso in cui il fatto dannoso sia imputabile a più persone .

Il nesso di causalità

La condotta dell’agente, ai fini dell’affermazione della responsabilità erariale del medesimo, deve essere legata al danno sofferto dall’Amministrazione da un nesso di causalità.

Il nesso causale e la filiera dei responsabili

Le procedure espropriative si svolgono in un arco di tempo pluriennale che vede a volte più soggetti, siano essi amministratori o dipendenti pubblici, avvicendarsi nel compimento dei vari atti amministrativi ad esse preordinate.

Le esimenti o cause di giustificazione

Le cause che legittimino l’esercizio del potere riduttivo del giudice contabile, esaminante nel capitolo relativo al danno erariale, agiscono alla stregua di “attenuanti”, consentendo di ridurre la parte di danno da porre a carico del convenuto riconosciuto responsabile.

L’elemento soggettivo nella responsabilità erariale

Ai fini del configurarsi della responsabilità erariale è necessaria la presenza, oltre agli altri elementi costitutivi della stessa, anche dell’elemento soggettivo, psichicamente inteso, rappresentato dal dolo o dalla colpa.

Gravità della colpa in materia espropriativa

Procedendo ad un’analisi della giurisprudenza della Corte dei conti esistente in materia espropriativa è possibile rinvenire l’esistenza di una sorta di automatismo che collega ogni omissione, superficialità e trascuratezza relativa al procedimento e il riconoscimento dell’elemento psicologico della colpa grave.

Dal rapporto di impiego al rapporto di servizio

L’ulteriore elemento soggettivo necessario ai fini della configurabilità della responsabilità erariale è rappresentato dal rapporto di servizio che deve necessariamente sussistere tra l’agente e la Pubblica Amministrazione.

La separazione tra politica e amministrazione in materia espropriativa

Sembrerebbe, in tal modo, scongiurata la paura “della firma” o “della delibera” la quale non dovrebbe più condurre ad un blocco dell’azione amministrativa .

La nullità degli atti compiuti in violazione del vincolo di indivisibilità

i terreni e le relative pertinenze, compresi i fabbricati, costituenti il compendio unico, sono considerati unità indivisibili per dieci anni dal momento della costituzione e durante tale periodo non possono essere frazionati per effetto di trasferimenti a causa di morte o per atti tra vivi

La natura del vincolo di indivisibilità

Il fondamento dell’efficacia reale deve rinvenirsi nella forza vincolante ed erga omnes del vincolo, ovvero nella sua opponibilità ai terzi. Ora, nel caso di specie, tale opponibilità pare prima facie ricavabile dalla stessa lettera dell’art. 5-bis, comma 4, del d.lgs. 228/2001 laddove stabilisce la nullità di tutti gli atti che realizzino il frazionamento del compendio unico, in violazione del vincolo di indivisibilità.

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