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Il Giudizio di Stima dell’indennità di esproprio di aree non edificabili

Il richiamo al Giudizio di Stima è quanto mai opportuno perché, qualora fosse conosciuto e condiviso dagli operatori del settore, indurrebbe immediatamente quegli effetti perequativi indispensabili in tutte la applicazioni estimative ancillari del diritto.

Procedimenti di stima delle aree non edificabili

È il caso di distinguere preventivamente, all’interno delle aree non edificabili, tra quelle propriamente tali perché agricole (ossia normalmente ricomprese in Zona E) e quelle genericamente non edificabili (cioè tali per natura urbanistica ma non ricomprese in zona E). Tra le aree

Profili di criticità nella Sentenza 181/11 della Corte Costituzionale sotto il profilo estimativo

La Consulta ha deciso per l’incostituzionalità dei VAM sostenendo che i valori espressi rappresentassero prezzi di massima poco correlati con le specifiche caratteristiche dei beni oggetto di esproprio e, quindi, con gli effettivi valori di mercato. Tale decisione è stata assunta sulla base di argomentazioni estimative invero non strutturate.

Il differenziale tra VAM e valore di mercato

l’Unità di ricerca con sede nella Facoltà di Ingegneria di Salerno sta conducendo la verifica quantitativa del differenziale esistente tra VAM e valore di mercato dei terreni agricoli. Ad oggi lo studio si riferisce ad un campione costituito da 29 atti di compravendita per terreni ricadenti in zona E, stipulati tra il 2006 e il 2009.

La determinazione dei valori agricoli medi

Il valore agricolo è il più probabile prezzo di mercato dell’area in una libera contrattazione di compravendita, al netto delle plusvalenze non riconducibili all’utilizzazione agricola. Il valore agricolo medio è la media ponderata, nell’ambito della regione agraria considerata, dei valori agricoli relativi ai terreni aventi una determinata destinazione colturale

Indennità di esproprio e indennizzo da occupazione illegittima: il pregiudizio patrimoniale

In sede di quantificazione dell’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale ex art. 42-bis, anzitutto, non è agevole comprendere se e come si debbano indennizzare quei pregiudizi - totalmente trascurati dalla formulazione letterale art. 42-bis - che derivano al privato dal fatto di non esser stato destinatario di una procedura di espropriazione legittima.

Indennità di esproprio e indennizzo da occupazione illegittima: il pregiudizio non patrimoniale

Un’altra importante differenza tra l’indennità da esproprio e l’indennizzo qui in esame deriva dal fatto che quest’ultimo comprende un elemento ulteriore rispetto al valore venale del bene, dichiaratamente finalizzato a tenere indenne il proprietario dal «pregiudizio [...] non patrimoniale» e di norma «forfettariamente liquidato nella misura del misura del dieci per cento del valore venale del bene» .

Diversità tra indennità di occupazione e risarcimento del danno da illegittima occupazione

Per quanto riguarda la misura del 5% del valore venale, essa è stata ritenuta, in dottrina, un’altra scelta piuttosto generosa . Riferendosi agli interessi moratori, in effetti, l’art. 43 disponeva l’applicazione dell’interesse legale, che nel XXI secolo non ha mai raggiunto la quota del 5% e che all’entrata in vigore dell’art. 42-bis era quantificato appena nella misura dell’1,5% .

Origine del problema delle occupazioni illegittime

Il codice civile offre un ampio ventaglio di tutele al proprietario-possessore del suolo, che ha l’unico onere di doversi attivare tempestivamente, per non incorrere nelle decadenze fissate dal codice civile. Alla base di questa scelta si può senz’altro intravedere la tradizionale elevata considerazione del possesso e della proprietà fondiaria, ma soprattutto la precisa consapevolezza che l’occupazione abusiva costituisce un atto illecito e che come tale va sanzionato.

Le occupazioni illegittime nel regime anteriore al testo unico

Le conseguenze giuridiche di tali occupazioni, quindi, erano il frutto di un’intensa opera di creazione giurisprudenziale, alla quale il legislatore e la Corte costituzionale avevano dato un contributo tutto sommato marginale. Vera protagonista nell’elaborazione dell’istituto era stata infatti la Corte di cassazione, alla quale l’occupazione acquisitiva deve le proprie origini e la propria affermazione.

Occupazioni illegittime: il riparto di giurisdizione

In seguito alla giurisprudenza costituzionale, i problemi di riparto di giurisdizione tra giudice ordinario ed amministrativo, lungi dal risolversi, si acuivano rapidamente , soprattutto per quanto riguarda la distinzione tra comportamenti “amministrativi” e comportamenti “meri” : infatti soltanto i primi, in quanto riconducibili almeno mediatamente all’esercizio del potere, avevano potuto essere devoluti al giudice amministrativo

Occupazioni illegittime e testo unico espropri

Al di là delle intenzioni del legislatore - encomiabili almeno in un’ottica di certezza - l’art. 43 mostrava ben presto notevoli profili tecnici ampiamente discutibili e per tutto il periodo in cui rimaneva in vigore sollevava perplessità, metteva in difficoltà la giurisprudenza ed attirava critiche dottrinali .

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