ACCORDI

Stai vedendo 2159-2004 di 2633 risultati

La funzione sociale della proprietà

È necessario ora analizzare la funzione sociale della proprietà. I contributi dottrinali più o meno recenti rimangono fondamentali per collocare sistematicamente il concetto di funzione sociale della proprietà e per cogliere la progressiva compressione del concetto di proprietà individuale rispetto ad esigenze redistributive correlate all’affermazione dello Stato repubblicano democratico, emerse già nel corso del dibattito interno all’Assemblea costituente in occasione del varo dell’art.42 Cost

La legittimità costituzionale dell’occupazione acquisitiva secondo la Corte costituzionale

L’istituto dell’occupazione acquisitiva ha trovato nella funzione sociale un suo spunto cardine. La Corte costituzionale italiana ha infatti più volte avuto modo di pronunziarsi sulla portata del diritto di proprietà, chiamata a sindacare la legittimità costituzionale di norme che incidevano pesantemente sul diritto dominicale fino al punto di eliderne totalmente il contenuto. Gli interventi del giudice delle leggi sono stati rivolti a confermare la compatibilità costituzionale dello stesso

La legittimazione dell'occupazione acquisitiva

Il processo di legittimazione dell’occupazione acquisitiva proseguiva, quindi, con delle misure legislative introdotte dalla legge finanziaria del 1995 per limitare l’onere risarcitorio spettante al proprietario attraverso l’integrale equiparazione, ai fini pecuniari, dell’indennizzo espropriativi con il risarcimento del danno. Fu infatti la stessa Corte Costituzionale a giustificare quell'intervento ragionevolmente riduttivo della misura della riparazione dovuta dalla pubblica amministrazione

Occupazione acquisitiva: ragionare per principi

Per lo Stato l’equazione “perdita acquisizione con ristoro integrale” sottesa al fenomeno dell’occupazione acquisitiva era da ritenere la più equa e la più corretta consentendo di non sprecare risorse pubbliche ed anche di salvaguardare il proprietario. A ben considerare, quello sotteso all’occupazione acquisitiva, era un ragionare per princìpi generali dell’ordinamento, scritti e non scritti, ma pur sempre, dicevano i giudici di legittimità, tali da condizionare la proprietà ed il proprietario

Giurisdizione ed esercizio dell'azione penale

Se il reato rientra nella giurisdizione di più Stati membri, ciascuno dei quali è legittimato ad esercitare l'azione penale in relazione ai medesimi fatti, collaborano per stabilire quale di essi perseguirà gli autori del reato al fine di accentrare, se possibile, l'azione penale in un unico Stato membro. A tale scopo possono avvalersi di qualsiasi organo o struttura istituiti in seno all'Unione europea per agevolare la cooperazione tra le rispettive autorità giudiziarie, e coordinare le azioni

La Decisione Quadro 2008/841/GAI e la lotta contro la criminalità organizzata

Scopo primario della Decisione Quadro è la lotta alla criminalità organizzata transnazionale. Per «organizzazione criminale» si intende un’associazione strutturata di più persone, stabilita da tempo, che agisce in modo concertato allo scopo di commettere reati punibili con una pena privativa della libertà o con una misura di sicurezza privativa della libertà non inferiore a 4 anni o con una pena più grave per ricavarne, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario o un altro vantaggio

Il reato associativo e le condotte di partecipazione

In base al dato normativo nazionale ed a quanto statuito dai giudici di legittimità, elemento essenziale dei reati associativi è l'accordo associativo, il quale crea un vincolo permanente a causa della consapevolezza di ciascun associato di far parte del sodalizio e di partecipare, con contributo causale, alla realizzazione di un duraturo programma criminale. Sono dunque secondari altri elementi organizzativi, la cui sussistenza è richiesta nella misura in cui dimostrano la serietà dell'accordo

La Decisione Quadro 2008/841/GAI e l'intesa criminosa

La criminalizzazione dell’intesa con una o più altre persone per porre in essere un’attività che, se attuata, comporterebbe la commissione di reati, anche se la persona in questione non partecipa all’esecuzione materiale dell’attività, lascia intendere che si è voluto perseguire anche la mera programmazione dell’attività criminale e sottolinearne la natura di reato di pericolo. La norma è coerente con la natura di reati di pericolo propria dei reati associativi contemplati nel nostro ordinamento

La Decisione Quadro 2008/841/GAI: incentivi alla collaborazione con la giustizia

La Decisione Quadro 2008/841/GAI prevede incentivi processuali in caso di rinuncia alle attività criminali, ovvero di collaborazione con la giustizia. All’articolo 4 si legge che ciascuno Stato membro può adottare le misure necessarie per far sì che eventuali pene possano essere ridotte, o che l’autore del reato possa essere persino esentato dalla pena se rinuncia alle sue attività criminali e fornisce alle autorità competenti informazioni utili, che non avrebbero potuto ottenere diversamente

La Decisione Quadro 2008/841/GAI: la responsabilità degli enti

La Decisione Quadro 2008/841/GAI prevede altresì la responsabilità per le persone giuridiche (intese quali «qualsiasi entità dotata di personalità giuridica in forza del diritto applicabile, ad eccezione degli Stati o delle istituzioni pubbliche nell’esercizio dei pubblici poteri e delle organizzazioni internazionali pubbliche») e le pene applicabili. La responsabilità (principalmente di natura penale) degli enti era già contemplata dall’art 3 dell’azione comune 98/733/GAI del 21 dicembre 1998

La giurisdizione degli Stati membri

I criteri che stabiliscono la giurisdizione di uno Stato membro sono: la perpetrazione del reato nel territorio di uno Stato membro, indipendentemente dal luogo in cui l’organizzazione criminale è stabilita o esercita le sue attività criminali; la perpetrazione del reato da parte di un cittadino dello Stato membro; o la perpetrazione del reato a beneficio di una persona giuridica stabilita nel territorio di tale Stato membro, la perpetrazione del reato ai danni del cittadino di uno stato membro

Eurojust: composizione, competenza, obiettivi e funzioni

Eurojust costituisce uno degli organismi dell’Unione europea fra i più originali ed incisivi nel settore della cooperazione giudiziaria penale, creato per perseguire l’obiettivo della costruzione di quello spazio unico di libertà, sicurezza e giustizia previsto nei Trattati e, conseguentemente, per fronteggiare più efficacemente le nuove forme di criminalità, soprattutto organizzata, che hanno sviluppato una dimensione transnazionale, grazie all’abolizione delle frontiere tra gli Stati dell'U.E.

Pagina 167 di 220 40 70 110 150 167 180