AREE EDIFICABILI

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Il nuovo art.37 del DPR 327/2001: maggiorazioni e regime transitorio

La maggiorazione del 10% del valore venale in caso di accettazione si inserisce nell'orientamento giurisprudenziale dell'art.44 TU, che apre la strada al ristoro di “ogni perdita di utilità economica”, dunque al di là del mero valore di mercato del bene. Tale maggiorazione non è altro che un meccanismo premiante e un mero incentivo che non c’entra nulla con il valore del bene introdotto nella convinzione che una conclusione anticipata della procedura conduca a ingenti risparmi di denaro pubblico

L'art.37 bis della Legge Finanziaria: nuovi criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione

Il Governo ha ritenuto di dovere diversificare i criteri di determinazione dell’indennità di esproprio per le aree edificabili, a seconda che ci si trovi in presenza di quello che è stato definito un esproprio isolato ovvero un'espropriazione finalizzata ad attuare interventi di riforma economica-sociale. In secondo luogo il Governo ha ritenuto, con riferimento agli espropri isolati, di dovere identificare l’indennizzo espropriativo con il valore venale ovvero il valore dell'area edificabile

L'art.37 D.P.R.327/2001sulla determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree edificabili

Con l’art.37-bis del disegno di legge finanziaria 2008, vengono introdotte nuove disposizioni nel TU Espropri, a seguito delle sentenze n.348 e 349 della Corte Costituzionale. Il testo prevede che l'indennità di espropriazione corrisponda al valore venale del bene, quando finalizzata a riforme economico-sociali, e che nei casi in cui sia stato già concluso l’accordo di cessione e questo risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità sia aumentata del 10%

Brevi riflessioni sull'art.37 bis disegno di legge finanziaria 2008

Con una proposta di emendamento al disegno di legge finanziaria 2008, art. 37 bis, il Governo interviene in materia di indennità di espropriazione, riformulando i primi due commi dell’art. 37 TU; intervento dovuto dopo le sentenze della Corte Costituzionale. Per le aree edificabili è introdotto il criterio del valore venale, attuando, almeno nell’intenzione dell’emendamento proposto, i principi del ragionevole legame richiesto dalla CEDU e del serio ristoro richiesto dalla Corte Costituzionale

L’articolo 5 bis del DL 333/1992: il 24% del valore venale

Nella memoria degli italiani non vi è un solo momento in cui si sia sentito parlare di finanze pubbliche sane. Nel 1992 la situazione era più drammatica del solito, perché a una congiuntura di particolare crisi economica si sommò l'indilazionabile necessità di rispettare rigorosi parametri di bilancio assunti in sede di adesione al trattato sull'UE. In questo eccezionale contesto interno e internazionale si decise di abbattere l’indennità di esproprio per contribuire a ridurre la spesa pubblica.

L'articolo 5 bis del DL 333/1992: le censure successive

La ritenuta ammissibilità di criteri “mediati” comporta l'ampia discrezionalità del legislatore nell’individuazione dei parametri concorrenti con quelli del valore venale. Più volte si è infatti affermato che residuano al legislatore grande libertà, dato che il valore effettivo del bene viene in rilievo non quale misura, ma come criterio di riferimento per la determinazione dell’indennizzo. Nell’esercizio di questa discrezionalità il legislatore opera il bilanciamento con il pubblico interesse

L'articolo 5 bis del DL 333/1992: le limitazioni alla proprietà privata

Secondo la definizione dell’articolo 832 del codice civile, la proprietà è il diritto che consente al suo titolare di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento. L’articolo 42 comma 2 della Costituzione dispone che la proprietà privata sia riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti per assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti

La legittimità dall'art.5 bis DL 333/1992: la sentenza 348 del 24 ottobre 2007

Il protrarsi a tempo indeterminato di un criterio indennitario sorto da una situazione di emergenza economica è stato il leitmotif della sentenza 348 che ha dichiarato incostituzionale l’articolo 5 bis, nei primi due commi, nonché il corrispondente articolo 37, anch’esso nei primi due commi, del TUE. La Corte Costituzionale sostiene che l’adeguatezza dei criteri di calcolo dell’indennità di esproprio deve essere storicizzata al contesto istituzionale e giuridico esistente al momento del giudizio

Il rapporto di credito e la validità dell'art.5 bis DL 333/1992

La norma è incostituzionale solo dal momento in cui è nato il parametro a cui è stata commisurata in modo sfavorevole, che poi è quello che dà rilevanza costituzionale al contrasto con la CEDU, per omessa osservanza dello Stato degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali. Il risultato è che a seconda della data di nascita del rapporto di credito rispetto all’entrata in vigore della riforma del titolo V della Costituzione, la norma resterebbe applicabile ai rapporti non definiti

Art. 5 bis DL 333/1992: incidenza delle dichiarazioni di legittimità costituzionale

L’efficacia retroattiva della pronuncia d’incostituzionalità trova un limite in quei casi concreti in cui si siano determinate situazioni giuridiche consolidate ed intangibili, come nei casi di rapporti già definiti, anteriormente alla pronuncia d’illegittimità costituzionale, in base a giudicato e ad atti amministrativi non più impugnabili o ad altri atti o fatti di cui siano esauriti gli effetti e che siano rilevanti, sul piano sostanziale e processuale, nonostante l’inefficacia delle norme

Dichiarazione di incostituzionalità dell'art.5 bis DL 333/1992 ed indennità di occupazione

Della dichiarazione d’incostituzionalità deve tenersi conto anche ove sia pendente il giudizio in tema d’indennità di occupazione, che, se preordinata alla successiva espropriazione suoli a vocazione edificatoria, è determinabile in misura corrispondente ad una percentuale, della indennità che sarebbe dovuta per l’espropriazione dell’area occupata: sicché cadendo il sistema di calcolo dell’indennità espropriativa, cade necessariamente anche il sistema di calcolo dell’indennità di occupazione

Il sistema indennitario introdotto dalla legge n.244/2007

Il giudice dovrà assumere le vesti del legislatore e valutare la proporzionalità dell’intervento attraverso la ponderazione degli interessi in gioco, suggerita tanto dalla Corte di Strasburgo che dalla Corte costituzionale e l’eventuale sussistenza di ragioni sociali evidenti che renderebbero possibile, praticabile o dovuto un diverso giudizio di proporzionalità. L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è pari al valore venale del bene in favore del proprietario legittimamente ablato

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