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IL CODICE DEL PAESAGGIO

TITOLO PAESAGGISTICO --> ANNULLAMENTO DELLA SOPRINTENDENZA

Il provvedimento statale di annullamento del nulla osta paesaggistico deve essere preceduto dall'avviso di avvio del procedimento ex artt. 7 comma 1, l. n. 241 del 1990 e dell'art. 10 bis, l. 7 agosto 1990 n. 241, introdotto dalla l. 11 febbraio 2005 n. 15, da parte dell'autorità statale competente a pronunciare detto annullamento.

Il potere ministeriale di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche o l’analogo potere esercitato in sede di procedimento di condono, ai sensi dell’art 32 della legge n. 47 del 1985 è espressione della cogestione dei valori paesistici da parte di Stato e Regioni e si manifesta mediante provvedimenti di amministrazione attiva, in funzione di gestione e di estrema salvaguardia dei valori paesistici coinvolti.

L’esercizio dei poteri statali di controllo “ad estrema difesa del vincolo”, nel caso di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, appartiene ad una fase ulteriore, necessaria e non autonoma, dello stesso procedimento per il rilascio del parere favorevole da parte dell’autorità preposta alla tutela del vincolo, cui l’art. 32 della legge n. 47/1985 si riferisce.

L’annullamento da parte della Soprintendenza del nulla-osta ambientale comunale adottato nel regime transitorio dettato dall'art. 159 D. Lgs. n. 42/2004 non è sottoposto all'obbligo della preventiva comunicazione del preavviso di rigetto previsto dall'art. 10 bis della legge n. 241/1990, considerandosi che esso attiene ad una fase ulteriore (di controllo statale) concernente il medesimo procedimento di rilascio del titolo autorizzatorio attivato innanzi all'Autorità comunale.

Dal 1° gennaio 2010 è venuto meno il potere delle soprintendenza di annullamento ex post delle autorizzazioni paesaggistiche, pertanto eventuali provvedimenti di annullamento adottati dopo tali date sono da ritenere illegittimi.

Nel sistema delineato dall'articolo 159 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 sono ben distinti il potere di amministrazione attiva concernente il rilascio dell'autorizzazione, che nella Regione Campania è di competenza dei Comuni, ed il potere di controllo eventualmente culminante nell'annullamento dell'autorizzazione, che è invece di competenza dell'organo statale.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ANNULLAMENTO DELLA SOPRINTENDENZA --> COMPETENZA

E' illegittimo il riesame ed annullamento dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune disposto dalla Regione nell'esercizio di un potere asseritamente derivante da un atto amministrativo generale (nella specie il Piano territoriale-paesistico della regione Puglia), in mancanza di una norma primaria, necessariamente statale, che consenta un tale dislocamento del potere di r... _OMISSIS_ ...ga alla previsione generale della competenza statale all'esercizio del potere di riesame ed annullamento in materia di autorizzazioni paesaggistiche, quale, appunto, derivante dalla legislazione di spettanza statale, cui le Regioni sono tenute ad adeguarsi; l'attribuzione esclusiva di competenza all'organo statale è, d'altra parte, conforme alla legislazione nazionale costantemente succedutasi nella materia, e corrisponde alla stessa ripartizione di competenze ricavabile dalla Costituzione vigente.

L'amministrazione competente ad adottare i provvedimenti di annullamento delle autorizzazioni paesistiche rilasciate dalla Regione (o dal Comune delegato, come in Campania), non è il Ministro (o comunque gli organi centrali dell’Amministrazione), bensì la Soprintendenza.

Il provvedimento di annullamento del nullaosta paesaggistico è un atto di gestione amministrativa, come tale spettante, ai sensi del generale riparto di competenze tra organi politici e organi dirigenziali. operato dal D. Lgs. 29/1993, all’apparato burocratico e non anche al Ministro.

Nel panorama normativo costituito dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, il riferimento contenuto all’art. 82, comma 9, del d.p.r. n. 616 del 1977 al potere di annullamento del «Ministro per i beni culturali e ambientali» deve intendersi riferito al Dirigente.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ANNULLAMENTO DELLA SOPRINTENDENZA --> EFFETTI

L’annullamento statale del nulla-osta ambientale su un intervento edilizio programmato determina l’obbligo per l'autorità comunale, successivamente alla caducazione dell'atto autorizzatorio e a ripristino dell’interesse pubblico paesaggistico violato (costituzionalmente protetto dall’art. 9 quale valore prioritario e assoluto), di rinnovare l’atto stesso integrandone la motivazione (ove ritenga la perdurante sussistenza dei presupposti di legge per rilasciarlo) o negandolo in via definitiva (ove ravvisi il carattere insuperabile delle ragioni ostative illustrate nel corpo del provvedimento statale di annullamento).

Delle indicazioni formulate dall’autorità statale deve tenere conto l’autorità preposta al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sede di riesercizio del potere.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ANNULLAMENTO DELLA SOPRINTENDENZA --> MOTIVAZIONE

Ogni nuova opera ha una qualche incidenza sul paesaggio (che è costituito, secondo una delle definizioni più appropriate, dalla interazione tra le opere dell’uomo e la natura), di tal che il giudizio di compatibilità paesaggistica non può limitarsi a rilevare l’oggettività del novum sul paesaggio preesistente, posto che in tal modo ogni nuova opera, in quanto corpo estraneo rispetto al prees... _OMISSIS_ ...sarebbe di per sé non autorizzabile.

L’annullamento della sanatoria edilizia da parte della Soprintendenza non richiede una valutazione dell’interesse paesaggistico ove difettino i presupposti di legge per il rilascio del condono, e, in particolare, l’opera non sia stata ultimata nei termini previsti dalla normativa.

In relazione a provvedimenti negativi in materia di nulla osta paesaggistico, pur ritenendosi sufficiente una motivazione circoscritta alla situazione di incompatibilità, sussiste comunque l’onere dell’Amministrazione di motivare in modo esaustivo circa la concreta incompatibilità del progetto sottoposto all'esame con i valori paesaggistici tutelati, indicando le specifiche ragioni per le quali le opere edilizie considerate non si ritengono adeguate alle caratteristiche ambientali protette.

In tema di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza, il richiamo ai parametri cui fare riferimento (ossia, essenzialmente, ai contenuti del provvedimento di vincolo) non comporta un’indebita sovrapposizione delle valutazioni dell’autorità di controllo ma è funzionale a che l’annullamento sia, a propria volta, esente da vizi di carenza di motivazione.

E' illegittimo l'annullamento di un atto reso dall'Autorità subdelegata alla gestione del vincolo che ha autorizzato l'esecuzione delle opere oggetto di domanda di sanatoria disposto formulando un giudizio sulla incompatibilità dell'intervento con le esigenze di salvaguardia dell'area vincolata, senza tuttavia verificare in concreto quale disvalore o quale concreta lesione dell’interesse sostanziale tutelato derivi dall’intervento richiesto.

Di fronte alla specificazione espressa dal comune in ordine alla edificazione dell’area, alla compatibilità del progetto per entità e caratteristiche, all’assenza di fattori di disomogeneità, è illegittimo l'annullamento disposto dalla Soprintendenza sorvolando su tale punto senza specificare se la costruzione in parola di per se, e in un contesto edificato, sotto quale aspetto contrasti con i valori tutelati.

L'autorità ministeriale, ove annulli il provvedimento di autorizzazione paesaggistica, deve specificare diffusamente le ragioni della riscontrata illegittimità, con riferimento a quanto affermato dall’ente locale; tuttavia, quando l'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica non abbia motivato adeguatamente il provvedimento, è sufficiente che il provvedimento ministeriale rilevi la violazione dell'art. 3 legge 241/1990.

Nel provvedimento di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica, la Soprintendenza non ha l'obbligo di indicare le possibili soluzioni per rendere l’intervento c... _OMISSIS_ ...rsquo;ambiente.

Se la Soprintendenza ravvisa un vizio di carenza di motivazione o di istruttoria nell’atto oggetto del suo riesame, nel proprio provvedimento, perché sia a sua volta immune da vizi di legittimità, può motivare sulla non compatibilità degli interventi programmati rispetto ai valori paesaggistici compendiati nel vincolo.

Il provvedimento con il quale la Soprintendenza annulla l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione o dall'autorità subdelegata deve specificare diffusamente le ragioni della riscontrata illegittimità soltanto qualora l'autorità che ha rilasciato il nullaosta abbia essa stessa motivato il provvedimento; diversamente, quando una motivazione non vi sia stata, è sufficiente che la Soprintendenza rilevi il vizio di difetto di motivazione.

Lo stato di compromissione dell’area oggetto di tutela non può co... _OMISSIS_ ...