Regole processuali in materia di agricoltura

AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> GIUDIZIO

Ai fini del rispetto della condizione di proponibilità della domanda prevista dalla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 46, non è necessaria una perfetta e biunivoca corrispondenza, circa il "petitum" e la "causa petendi", tra la richiesta a fini conciliativi e la domanda giudiziale, attesa la ontologica disomogeneità funzionale e strutturale tra i due atti, essendo, invece, sufficiente, nella sede amministrativa "ante causam", la puntuale individuazione dei fatti costitutivi della pretesa suscettibile di essere in ambito giurisdizionale declinata con differenti conclusioni su quelle ragioni giustificate, semprechè ciò non determini l'alterazione dell'oggetto sostanziale dell'azione o... _OMISSIS_ ...zione di nuovi temi di indagine idonei a sconvolgere la difesa della controparte.

Il giudice investito di una controversia in materia di contratti agrari, al fine di verificare se la domanda sottoposta al suo esame è, o meno, proponibile, deve unicamente accertare, prescindendo da ogni altra indagine, che esista perfetta coincidenza soggettiva fra coloro che hanno partecipato al tentativo di conciliazione e quanti hanno assunto, nel successivo giudizio, la qualità di parte, nonché che le domande formulate dalla parte ricorrente in via principale e da quella resistente in via riconvenzionale, siano le stesse intorno alle quali il tentativo medesimo si è svolto.

La necessità del previo tentativo di conciliazione non sussiste per le domande in tema... _OMISSIS_ ...grari che, ancorché proposte unicamente in sede giurisdizionale si ricolleghino direttamente al contrasto tra le parti ed alle pretese "hinc et inde" fatte valere dalle parti in occasione del tentativo di conciliazione.

La sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti perché possa trovare accoglimento una domanda di riscatto agrario, che costituiscono condizioni dell'azione, può essere verificata d'ufficio dal giudice d'appello solo se la questione non sia stata espressamente esaminata dal giudice di primo grado, mentre nel caso in cui tale esame sia avvenuto è onere della parte soccombente proporre in merito specifici motivi d'appello.

I requisiti indicati dall'art. 8 della l. n. 590 del 1965 perché possa trovare accogli... _OMISSIS_ ...da di riscatto agrario costituiscono condizioni dell'azione e devono essere accertati dal giudice d'ufficio. Il giudice d'appello ha detto potere solo se la questione non sia stata espressamente esaminata dal giudice di primo grado, mentre nel caso in cui tale esame sia avvenuto è onere della parte soccombente proporre specifici motivi d'appello, onde evitare la formazione del giudicato.

Nelle controversie in tema di riscatto o prelazione agraria, la non contestazione del convenuto costituisce un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell'oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, che deve astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato acquisito al materiale processuale, ritenendolo sussist... _OMISSIS_ ... l'atteggiamento difensivo delle parti espunge il fatto stesso dall'ambito degli accertamenti richiesti.

Il "contegno delle parti" dal quale, ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.c., il giudice è abilitato a trarre elementi indiziari di giudizio, è solo quello tenuto nel corso del processo, rimanendo, pertanto, ininfluente, ai predetti effetti, il comportamento tenuto innanzi al competente ispettorato agrario in sede di tentativo di conciliazione ex art. 46 della l. n. 203 del 1982, previsto come onere a carico di chi intenda proporre in giudizio una domanda relativa a controversia agraria.

Alla controversia agraria che verte in tema di contratto di affitto di fondo rustico non si applica la sospensione dei termini processuali nel peri... _OMISSIS_ ...veduto dalla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1, per effetto dell'esclusione indicata nell'art. 3 della stessa legge, che fa riferimento alle cause previste, tra le altre disposizioni, dall'art. 409 c.p.c., il cui n. 2) include le controversie relative ai rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché ai rapporti derivanti da altri contratti agrari.

Nelle controversie agrarie non si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale preveduto dalla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1 per effetto dell'esclusione indicata nell'art. 3 della stessa legge, che fa riferimento alle cause previste, tra le altre disposizioni, dall'art. 409 c.p.c., il cui n. 2) include le controversie rela... _OMISSIS_ ...i di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché ai rapporti derivanti da altri contratti agrari.

Le cause agrarie "stricto sensu", come individuate dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 11, cioè quelle devolute alle sezioni specializzate agrarie di cui alla L. n. 320 del 1963, pur non annoverate tra quelle esentate dal contributo unificato disciplinate dal D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 9 e 10, continuano a fruire della non abrogata norma di cui alla L. n. 283 del 1957, art. 3, sicché sono esenti al detto contributo e, conseguentemente, al suo raddoppio come disposto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, per sanzionare la proposizione di una impugnazione inammissibile, improcedibib... _OMISSIS_ ...ente infondata.

Qualora il subaffittuario richieda inoltre di subentrare nella posizione giuridica dell'affittuario, tale istanza deve essere qualificata come domanda riconvenzionale, poiché in tal caso egli non si limita a perseguire il rigetto della domanda avversaria ma mira ad ottenere un positivo accertamento del suo diritto, con la conseguenza che trova applicazione l'art. 418 c.p.c. e si rende quindi necessaria l'istanza del convenuto diretta ad ottenere la fissazione di una nuova udienza.

La necessità del preventivo esperimento del tentativo di conciliazione previsto dalla L. n. 203 del 1982, art. 46, configura una condizione di proponibilità della domanda, la cui mancanza, rilevabile anche d'ufficio nel corso del giudizio di merito, com... _OMISSIS_ ...zione della causa con sentenza dichiarativa di improponibilità.

In materia agraria non può trovare applicazione quanto stabilito, per la materia lavoristica, dall'art. 412-bis c.p.c. (oggi abrogato, ma in vigore ratione temporis), con riferimento né alla preclusione ivi prevista per rilevare d'ufficio l'omesso esperimento del tentativo di conciliazione, né alla possibilità di integrare tale mancanza in corso di causa. Infatti, la L. n. 203 del 1982, art. 46, integra una condizione di proponibilità sui generis, avuto riguardo tanto al regime della sua rilevabilità e quanto all'iter successivo a siffatto rilievo. L'art. 412 - bis c.p.c., anche se introdotto nell'ordinamento in data successiva (D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 39), reca infatti una disciplina pe... _OMISSIS_ ...cesso del lavoro e non può trovare applicazione nel processo agrario, il quale mantiene inalterata la propria diversa ed autonoma regolamentazione.

In materia agraria, grava sulla parte che intenda proporre ricorso per decreto ingiuntivo a tutela di un diritto nascente da un rapporto agrario l'onere di esperire il preventivo tentativo di conciliazione nei modi stabiliti dal D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 11, a pena di improponibilità della domanda rilevabile di ufficio.

Il tentativo di conciliazione in materia agraria d...


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