Limitazioni all'edificabilità e CEDU

Vincoli di lunga durata, vincolo archeologico, le limitazioni all’edificabilità e la CEDU La sentenza resa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 21 febbraio 2008 nella vicenda Affaire Anonymos Touristiki Etairia Xenodocheia Kritis c. Grecia consente di affrontare, sia pur sinteticamente, lo stato dell’arte della giurisprudenza di Strasburgo in ordine all’incidenza del valore artistico di un bene espropriato ed all’indennizzabilità di limitazioni all’edificabilità disposte dalla p.a. per la concorrente esistenza di ragioni di natura archeologica, ponendola a raffronto con la giurisprudenza interna e con il tema, in qualche modo connesso dei vincoli espropriativi di lunga durata..

Per vero, il tema, in qualche modo ... _OMISSIS_ ...come si vedrà in prosieguo – a quello della pianificazione urbanistica, è stato più volte affrontato dalla corte europea con pronunzie che hanno direttamente riguardato l’Italia.

Si inizierà col dire che nel recente caso Perinelli c.Italia – sent.26 giugno 2007 – un proprietario di un terreno orginariamente classificato come edificabile era stato destinatario di un provvedimento di sottoposizione a vincolo archeologico adottato ai sensi della legge n.1089 del 1939 in relazione all’interesse archeologico del sito, osservandosi che per salvaguardare la visibilità di un importante mausoleo di epoca romana era necessario interdire senza indennizzo la possibilità di costruire nella zona medesima.

L’interessato a... _OMISSIS_ ...uo;atto impositivo del vincolo ed il t.a.r. aveva accolto il ricorso segnalando che il terreno era posto ad una distanza di 300 metri dal mausoleo.Rilevava il giudice di primo grado in particolare che l’interdizione assoluta della possibilità di costruire non poteva giustificarsi anche in considerazione della distanza fra il terreno e l’opera archeologica.

Il Consiglio di Stato, tuttavia, riformava la decisione di prime cure, osservando che il mausoleo era in realtà posto al centro di un complesso funerario di grandi dimensioni che comprendeva anche il fondo in contestazione .

In tal guisa, l’impedimento a costruire si giustificava pienamente proprio per garantire la visibilità di quel monumento di particolare pregio anche... _OMISSIS_ ...distanza. Ciò che consentiva di ritenere la limitazione al diritto dominicale pienamente conforme a legge.

La Corte, nell’esaminare il ricorso proposto dal proprietario sul presupposto che la misura applicata dall’autorità avesse rotto il giusto equilibrio fra interesse pubblico e diritto dominicale non prevedendo alcuna forma di indennizzo, ha premesso che il fondo in esame era stato ritenuto edificabile dal piano regolatore generale, avendo poi il Ministero competente dichiarato l’interdizione assoluta a costruire in ragione dell’interesse archeologico della zona.

Chiarito pertanto che la determinazione amministrativa ministeriale integrava un’ingerenza nel diritto dominicale legalmente prevista, il giudice europe... _OMISSIS_ ...enuto a precisare che la classificazione urbanistica di un’area come rilevante dal punto di vista archeologico – ed il conseguente divieto di edificazione che venga eventualmente disposto senza indennizzo alcuno - trova giustificazione nella necessità di proteggere il patrimonio archeologico- esso riguardando una collettività ben più vasta di quella che si trova nel territorio ove lo stesso materialmente ricade- nemmeno peraltro risultando che il proprietario, prima del decreto ministeriale avesse mai espresso l’intenzione di costruire sul fondo richiedendo una apposita licenza. Il parametro di riferimento all’interno della Convenzione europea è stato così individuato nella seconda parte dell’art.1 Prot.n.1, allorché vengono regolamentate... _OMISSIS_ ... nell’uso dei beni per ragioni di interesse generale.

La Corte ha tuttavia osservato che la misura interdittiva applicata aveva inciso su un bene originariamente considerato come edificabile.E tuttavia, la compressione delle facoltà proprietarie non sono state ritenute sproporzionate in ragione del fatto che il proprietario, antecedentemente all’imposizione del vincolo non aveva mai manifestato la volontà di sfruttare dal punto di vista edilizio il bene, sicchè non era nemmeno ipotizzabile una perdita patrimoniale connessa al mancato sfruttamento edificatorio.

Sulla base di tali circostanza la misura dell’interdizione assoluta è stata ritenuta immune da profili di illegittimità per contrasto con l’art.1 Prot.n.1 alla CEDU... _OMISSIS_ ... ricorso proposto dal proprietari dichiarato irricevibile.

Analoghe considerazioni il giudice europeo ha espresso nel caso Longobardi c.Italia-26 giugno 2007- speculare al precedente-.

La posizione espressa dalla Corte dei diritti umani appena ricordata, pur nella difficoltà di astrarre una regola generale dai precedenti appena ricordati essi risentendo delle peculiarità delle vicende concrete che li hanno originati, sembra sostanzialmente conforme a quella sostenuta dal giudice di legittimità (Cass.n.10542/2002) che ha avuto modo di precisare come il vincolo di inedificabilità contenuto in un piano territoriale paesistico, che rivela una qualità insita nel bene, sì che la proprietà su di esso è da intendere limitata fin ... _OMISSIS_ ...è da considerare vincolo conformativo, non soggetto a decadenza, che incide sul valore del bene in sede di determinazione dell’indennizzo per un’eventuale espropriazione, tanto da rendere irrilevante la definizione, sempre ai fini della valutazione del bene, del regime imposto su di esso dalla disciplina urbanistica, che comunque è tenuta a uniformarsi alla pianificazione paesistica (Corte Cost. 13.7.1990, n. 327; Corte Cost. 9.5.1968, nn. 55 e 56).

Nella stessa occasione Cass.10542/2002 aveva ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 5 e 16 della legge 29.6.1939 n. 1497, e dell’art. 149 del decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, nella parte in cui prevedono l’apposizi... _OMISSIS_ ...mezzo di piani territoriali paesistici, di vincoli di inedificabilità senza determinazione di durata o previsione di indennizzo, poichè il sistema di tutela del paesaggio, dell’ambiente, del patrimonio storico e artistico, giustifica l’affermazione di limitazioni all’uso della proprietà dei beni vincolati - senza limitarne, peraltro, la commerciabilità, o una redditività diversa da quella dello sfruttamento edilizio -alla luce dell’equilibrio costituzionale tra gli interessi in gioco, che vede alcune delle facoltà del diritto dominicale recessive di fronte alle esigenze di salvaguardia dei valori culturali ed ambientali, in attuazione della funzione sociale della proprietà (Corte Cost. 29.5.1968, n. 56; 4.7.1974, n. 202).... _OMISSIS_ ... Né tale sistema è stato ritenuto in contrasto con l’art. 1 del prot. n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che, pur ispirato alla necessaria proporzionalità tra l’interesse pubblico perseguito e la tutela della proprietà privata, non esclude un sacrificio dello ius aedificandi per la salvaguardia di interessi paesaggistici e ambientali.

Nel caso concreto, infatti, i proprietari si erano doluti ...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 32335 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 7,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo

Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione 

Nuovo

L’articolo sopra riportato è composto da contenuti tratti da questo prodotto (in formato PDF) acquistabile e scaricabile con pochi click. Attenzione: ove l'articolo contenga NOTE, esse NON sono riportate nell'articolo stesso ma solamente nel prodotto da cui esso è tratto.

pdf 239 pagine in formato A4

25,00 €