Le soluzioni interpretative offerte dalla pronuncia “Pupino”

Le indicazioni provenienti dalla sentenza “Pupino” consentono di individuare possibili soluzioni interpretative che rendano il nostro sistema maggiormente coerente con i principi delle fonti sovranazionali.

In particolare:

a) l’accesso al contraddittorio predibattimentale per alcuni offesi da reato è un approdo raggiunto solo di recente con l’estensione della possibilità di utilizzare l’istituto anche per l’audizione delle vittime maggiorenni di reati sessuali, atti persecutori o maltrattamenti in famiglia [1]. Malgrado la richiamata estensione, la attuale limitazione dell’accesso all’istituto solo alle vittime di alcuni reati impedisce il ricorso allo strumento in numerosi altri casi in cui il dic... _OMISSIS_ ...va in una situazione di analoga vulnerabilità.

Esemplare al riguardo è l’esclusione dal novero dei reati che consentono l’accesso “incondizionato” al contraddittorio incidentale del delitto di sfruttamento della prostituzione di cui all’art. 3 della legge n. 75 del 1958.

L’audizione “protetta” delle vittime con caratteristiche di vulnerabilità ha dato vita ad un vivo e produttivo “dialogo” tra la Corte costituzionale e le Corti sovranazionali in materia di diritti fondamentali con specifico riferimento a quelli della vittima del reato. Il “segno” caratterizzante di tale dialogo è quello della (riconosciuta) necessità di predisporre modalità di audizione della vittima adeguat... _OMISSIS_ ...izione, nel rispetto del diritto dell’accusato alla escussione del teste in contraddittorio.

Nello stesso caso (successivamente) proposto alla Corte europea di giustizia da cui è originata la pronuncia “Pupino” la Corte costituzionale italiana (Corte cost., 9 ottobre 2002 n. 529, C.E.D. Cass., n. 27484) aveva ritenuto non fondata la questione relativa all’estensione dell’ audizione protetta incidentale a minori offesi di reati diversi da quelli indicati nell’elenco dell’(allora vigente) art. 398 comma 5 bis c.p.p.. La Corte aveva all’epoca valorizzato la specialità della tutela riservata alla testimonianza da assumere in relazione alla (ritenuta) particolare tipologia di reati sessuali, lasciando sullo sfondo l... _OMISSIS_ ...utela della vittima, poste – di contro – al centro della pronuncia della Corte di Lussemburgo. In particolare la Consulta aveva rilevato che si richiedeva «l’estensione di una norma speciale, dettata per una specifica categoria di reati», laddove la norma generale era quella per cui la prova è assunta in dibattimento, salve le eccezioni espressamente contemplate; più in dettaglio si rilevava che la scelta legislativa che sta alla base della norma speciale invocata “non è priva di giustificazione, trattandosi di reati rispetto ai quali si pone con maggiore intensità ed evidenza l’esigenza di proteggere la personalità del minore, nell’ambito del suo coinvolgimento processuale, e la genuinità della prova (cfr. sentenza n. 114 del ... _OMISSIS_ ...noltre la Consulta aveva rilevato che il codice aveva previsto – in via generale – l’utilizzo di modalità speciali, idonee a proteggere la personalità del teste minorenne ed a prescindere dal tipo di reato per cui si procede, nel dibattimento (esame a porte chiuse: art. 472, comma 4, c.p.p.; esame condotto dal giudicante, anche con l’ausilio di un familiare o di un esperto: art. 498, comma 4, c.p.p.).

La decisione della Consulta ha perso di attualità avendo la Corte europea di giustizia spostato il baricentro della interpretazione dal reato alla vittima ed avendo la stessa Corte espressamente individuato nell’incidente probatorio, e nelle modalità particolari previste per la sua attuazione, una procedura adeguata a consentire... _OMISSIS_ ...degli obiettivi di tutela della vittima previsti dalla decisione quadro 2001\220 GAI. La sentenza della Corte di giustizia consente dunque di interpretare l’istituto non solo come un mezzo per raccogliere prove deperibili, ma anche come uno strumento adeguato ad assumere la testimonianza delle vittime vulnerabili, nel rispetto della loro condizione.

I giudici di Lussemburgo hanno rilevato inoltre che – con il limite del rispetto dei principi fondamentali dello stato membro e del rispetto dei principi del processo equo protetto dalla C.E.D.U., – la salvaguardia dei diritti delle vittime vulnerabili coinvolte in un procedimento penale possa avvenire (proprio) attraverso l’incidente probatorio, al quale viene riconosciuta la natura di stru... _OMISSIS_ ...tutelare gli interessi delle vittime vulnerabili, nella misura in cui favorisce la contrazione delle audizioni giudiziali e consente l’esame in condizioni “protette”, ovvero meno traumatizzanti di quelle che caratterizzano ordinariamente l’udienza pubblica.

Dalla presa di posizione della Corte di Lussemburgo, successiva a quella della nostra Consulta, sembra discendere la facoltà per il giudice nazionale di effettuare una interpretazione adeguatrice diretta, senza il ricorso all’incidente di costituzionalità, sia per consentire l’accesso al contraddittorio anticipato di vittime di reati non previsti dall’art. 392 comma 1 bis c.p.p., sia per utilizzare le modalità protette di audizione nei casi non previsti dall’... _OMISSIS_ ... o, quando la audizione si svolga in ambiente dibattimentale, quando la vittima sia vulnerabile, ma non minore od inferma

Ferma la possibilità di tentare il ricorso al percorso interpretativo “correttivo” indicato, si registra che, nella prassi, l’accesso della vittima all’audizione con contraddittorio anticipato viene – talvolta– ottenuto attraverso una interpretazione estensiva della condizione del “grave impedimento” previsto dalla lettera a) dell’art. 392 c.p.p. attraverso una valutazione ex ante della irreperibilità della persona da sentire.

Si tratta, in tal caso, di una estensione motivata dalla esigenza di preservazione dell’utilizzabilità della fonte di prova, più che da esigen... _OMISSIS_ ...lla vittima: che tiene conto della giurisprudenza della Corte di Strasburgo, la quale ha in più occasioni ribadito il carattere “non equo” del processo fondato in modo esclusivo o determinante sulle dichiarazioni di chi non è si è sottoposto alle domande dell’imputato [2], oltre che della giurisprudenza della Corte di Cassazione, particolarmente rigorosa circa la valutazione dell’utilizzabilità delle dichiarazioni predibattimentali acquisiste ai sensi dell’art. 512 c.p.p. (tra le altre, Cass. Sez. 2 n. 43331 del 2007, Poltronieri, nonché Cass. Sez. 1, n. 44158 del 23.9.2009, Marinkovic; Cass. sez. 3, n. 27582 del 15.6.2010, R.).

La Corte di legittimità appare sensibile alle indicazioni provenienti dalla normativa e dalla giurispr... _OMISSIS_ ...ionale. La stessa ha infatti ritenuto, in relazione ad un procedimento per il reato di omicidio che «anche nei procedimenti diversi da quelli a sfondo sessuale, sussistono ragioni di tutela delle vittime analoghe a quelle che hanno ispirato la disciplina contenuta nel comma 1 bis dell’art. 392 secondo il quale inevitabilmente la previsione sembra porsi quale regola in caso di minore testimone non apparendo il dato sessuale sufficiente per una differenziazione con altre ipotesi criminose che abbiano ad oggetto beni giuridici diversi» (Cass. sez. ...


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