Sviluppo della competenza penale dell’Unione europea: cenni

Gli inizi Per lungo tempo il quadro normativo di riferimento delle Comunità europee non ha previsto alcuna competenza diretta in tema di diritto penale. Nulla, infatti, disponevano al riguardo i Trattati istitutivi delle tre Comunità (CEE, CECA, Euratom). La Corte di Giustizia, peraltro, era intervenuta più volte a precisare la misura della “indifferenza” del diritto comunitario rispetto al diritto ed alla procedura penale, che “resta [va]no di competenza degli Stati membri” [1].

Nel corso degli anni ’70 furono avanzate varie proposte per dotare le Comunità europee di una competenza nel dominio del diritto penale: tali proposte rimasero però senza esito, data la divergenza insanabile tra le posizioni degli Stati membri, particol... _OMISSIS_ ...della loro potestà normativa in campo penale [2].

La conclusione dell’accordo di Schengen nel 1985 ha costituito un importante passo in avanti su questo cammino.

Con la firma di tale trattato, cinque dei sei Stati membri fondatori delle Comunità europee (l’Italia si sarebbe unita poco più tardi all’accordo) si impegnavano ad abolire tra loro i controlli alle frontiere interne, prevedendo al contempo delle misure pratiche per contrastare più efficacemente la criminalità transfrontaliera: erano stati così gettati i semi della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale, che sarebbe stata introdotta nel 1992 con il Trattato istitutivo dell’Unione europea, o Trattato di Maastricht.


... _OMISSIS_ ...uo;Unione europea (Trattato di Maastricht) Il Trattato di Maastricht segna la nascita dell’Unione europea come evoluzione delle Comunità europee.

Il diritto comunitario non viene superato, né le Comunità sciolte, ma la loro azione viene “integrata” quale uno di tre “pilastri” dell’azione dell’Unione europea: gli altri due erano la politica estera e di sicurezza comune (“secondo pilastro”) e la cooperazione in materia di giustizia ed affari interni (“terzo pilastro”), successivamente ridottosi (per il transitare di molti dei suoi componenti dal terzo al primo pilastro) sino a comprendere la sola cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale.

In tale Trattato, ... _OMISSIS_ ... affidava all’Unione europea il compito di “fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sviluppando tra gli Stati membri un’azione in comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale”. Il comma 2 proseguiva affermando che l’obiettivo sarebbe stato perseguito “prevenendo e reprimendo la criminalità, organizzata o di altro tipo”, elencando poi delle aree prioritarie di intervento ed indicando tra gli strumenti a disposizione dell’Unione tanto “una più stretta cooperazione tra le autorità giudiziarie”, quanto “il riavvicinamento, ove necessario, delle normative degli Stati membri in materia penale”, con riferimento dun... _OMISSIS_ ...sostanziale.

Un mandato ampio, dunque, per quanto atteneva al progressivo avvicinamento delle normative nazionali in materia sostanziale, al quale tuttavia non si accompagnava alcuna analoga previsione in materia di diritto processuale. I sistemi processuali nazionali restavano non toccati da questa evoluzione, dandosi per scontato che tutti potessero concorrere alla rinnovata cooperazione tra autorità giudiziarie sulla base di un identico livello di “fiducia reciproca”: ovvero, sulla base del postulato secondo il quale tutti gli ordinamenti processuali degli Stati membri, ciascuno con le proprie peculiarità, offrivano un livello equivalente di garanzie.

Vari fattori hanno ben presto concorso al superamento di questo postulato, a co... _OMISSIS_ ...squo;allargamento dell’Unione (dai 12 Stati membri del 1992 ai 27 attuali).

Il quadro normativo disegnato dal Trattato di Maastricht non è stato sfruttato a fondo, anche per la presenza di alcuni margini di dubbio in merito alla reale portata dei poteri conferiti all’Unione nel campo penale. Inoltre, sulla scia del successo crescente degli strumenti di cooperazione tra autorità giudiziarie penali disegnati dall’Unione (che hanno sostanzialmente reso “porose” le frontiere rispetto all'efficacia delle decisioni giudiziarie tra gli Stati membri), ed in particolare del mandato di arresto europeo, si è imposto in maniera urgente ed indifferibile un ripensamento delle basi della fiducia reciproca tra gli ordinamenti degli Stati membri,... _OMISSIS_ ...roprio dai sistemi processuali penali e dal livello di garanzia dei diritti fondamentali dei soggetti processuali (ed in primis dell’accusato) offerto in ciascuno Stato membro.


Il Trattato di Lisbona Con il Trattato costituzionale prima (mai entrato in vigore a causa degli esiti negativi dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi) e con il Trattato di Lisbona poi, ci si è mossi per correggere questa situazione.

Il Trattato di Lisbona prevede, in via generale, l’eliminazione della struttura a “pilastri”: l’azione dell’Unione europea (che succede alla Comunità europea, ora disciolta) viene riunita in un unico contesto istituzionale e normativo.

La creazione di uno spazio di libertà, sicu... _OMISSIS_ ...ia è “cresciuta” di importanza: nell’art. 3 TUE è ora menzionata prima della creazione di un mercato interno tra le finalità dell’Unione. L’a...


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