Abbandono o incuria di animali

Il vecchio articolo 727 c.p. è stato sostituito da una nuova disciplina che punisce chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività.
È inoltre punito chi detiene animali (non necessariamente domestici, il secondo comma ha quindi un’applicazione più generale) in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.
L’abbandono consiste nel fatto di interrompere la relazione di cura e custodia a cui l’animale era abituato, lasciandolo in un posto in cui non riceverà alcuna cura.
Di recente si è iniziato a parlare del cosiddetto “diritto all’affetto” per gli animali, con il quale si int... _OMISSIS_ ... a ricevere le cure del padrone e a non essere abbandonato, e l’ambito non va ristretto al solo caso in cui l’animale venga lasciato per strada, ma anche a quell’abbandono più subdolo che priva il medesimo delle dovute attenzioni e dell’affetto del proprio compagno umano.
Secondo la Suprema Corte infatti va punito non solo l’abbandono inteso come il venir meno delle condizioni fisiche (cibo e acqua), ma anche quello che determina la mancanza «di condizioni morali della vicinanza e consuetudine comune di vita, non meno importanti per la psicologia degli animali domestici», in quanto gli animali sono «dotati di sensibilità psico-fisica, capaci di sentire il dolore, soprattutto quello della mancanza d... _OMISSIS_ ... amore legato all’abbandono[9]».
La mancanza di un contatto frequente tra uomo e animale e stata censurata penalmente dalla Suprema Corte in riferimento ad un individuo che lasciava il proprio cane da solo in appartamento durante le ore diurne. Il Supremo Collegio ha motivato la sua decisione sostenendo che notoriamente il cane è un animale sociale e pertanto la solitudine e l’assenza del proprietario, a cui il cane è profondamente legato, procurava all’animale stress e stati depressivi tali da configurare il reato di maltrattamento.[10]
Esemplare una sentenza del 1996 nelle cui motivazioni si legge: «esaminata la situazione, il soggetto (il cane Kim, il cui proprietario era in carcere)... _OMISSIS_ ...ve una profonda crisi per l’allontanamento del capo famiglia perché detenuto. […] Va sottolineato che il soggetto esterno al carcere (si riferisce sempre al cane) operando nello stesso modo e tempo di un neonato riceve dal nostro ordinamento una particolare veste e tutela ai sensi delle leggi sugli animali domestici. Nella specie non v’è dubbio che Kim stia subendo una crudeltà psicologica, con gravi ripercussioni fisiche, proprio a seguito di una manifestazione di volontà statuale che viene a proibirgli ogni contatto visivo o uditivo con la persona a lui più cara»[11].
«Il maltrattamento di animali, previsto e sanzionato dall’art. 727 c.p., non richiede che il soggetto attivo sia mosso da una positiva volont... _OMISSIS_ ... per cui può configurarsi anche nel caso in cui l’animale venga ingiustificatamente abbandonato, comportando ciò il venir meno non solo delle condizioni fisiche di sopravvivenza (disponibilità di cibo e acqua) ma anche di quelle morali costituite dalla vicinanza e consuetudine comune di vita, non meno importanti delle prime per la psicologia degli animali domestici. L’affidamento di questi ultimi a terzi per un periodo limitato di tempo, in caso di necessità, può escludere la colpa, a condizione però che esso avvenga con modalità sicure, che non comportino un apprezzabile sacrificio per gli animali stessi[12]». Nel caso in esame la Suprema Corte ha confermato il giudizio di colpevolezza degli imputati, i quali, secondo quando accertato dal giudice di merito... _OMISSIS_ ...donato sul terrazzo della loro abitazione, durante un periodo di ferie, due gattini di circa tre mesi incaricando una vicina di casa di provvedere alle loro necessità senza tuttavia ottenere da detta persona un serio impegno in tal senso.[13]
Sempre in tema di abbandono e incuria è utile riportare gli estremi di un’altra interessantissima sentenza del Tribunale di Palermo che ha condannato una persona per violazione dell’art. 727 perché «teneva cani in promiscuità con animale affetto da grave malattia (leishmaniosi[14]). […] L’avere riscontrato due esemplari affetti da leishmaniosi, indipendentemente dalla contagiosità o meno della malattia, depone ancora una volta per lo stato di completo abbandono in cui i cani s... _OMISSIS_ ...n conseguenti notevoli sofferenze dovute all’insensibilità e all’incuria di coloro che li detenevano[15]».
Quanto sostenuto da questa sentenza si pone sulla scia del principio affermato dai giudici di legittimità secondo i quali «non è sufficiente sottoporre a visita medica l’animale per assolvere ad ogni dovere, che si assume nel momento in cui lo si accoglie. È invece necessaria una cura continua ed un’assistenza opportuna[16]».
È dunque fuori discussione che avere animali affetti da patologie in condizioni di estrema precarietà, in ambienti insalubri e assolutamente inidonei alla loro detenzione e, oltretutto, in promiscuità con esemplari sani, con il rischio affatto impr... _OMISSIS_ ...ondere la malattia, violi il principio dell’obbligo della continua ed opportuna assistenza[17].
Oltre agli animali considerati tipicamente domestici, rientrano in questa fattispecie anche quelli che abbiano acquisito le abitudini della cattività, con le quali si deve intendere quegli animali che, nonostante siano selvatici, a causa del lungo periodo trascorso a contatto con l’uomo ed il suo ambiente, siano di fatto stati addomesticati[18], ovvero non siano in grado di vivere autonomamente secondo le abitudini proprie della specie in stato di libertà[19].
Questa norma confligge con l’art. 5 legge 281/1991[20], cha al primo comma punisce con sanzione amministrativa «chiunque abbandona cani, gat... _OMISSIS_ ...altro animale custodito nella propria abitazione».
La soluzione più ragionevole sembra essere quella proposta già dopo l’emanazione della legge 473/1993 che, avendo recepito nell’art. 727 c.p. il divieto del citato art. 5, ampliandone la portata, ha fatto propendere per la tesi della parziale abrogazione dell’illecito amministrativo in esso previsto. L’area di applicazione della sanzione amministrativa viene ancor oggi limitata alla sola ipotesi di abbandono di animali detenuti nell’abitazione che non possono però essere ritenuti domestici, né addomesticati (si pensi a grossi felini o alligatori)[21].
Altri autori hanno sostenuto, sempre a seguito della novella del 1993, una diver... _OMISSIS_ ...rpretativa la quale riteneva sopravvissuta la disposizione amministrativa in base al principio che la legge generale posteriore non deroga quella speciale anteriore, il che comporterebbe uno svuotamento della nuova fattispecie penale in quanto sarebbe applicabile solo nei casi in cui gli animali domestici fossero custoditi fuori dell’abitazione[22].
La disposizione in commento è stata accolta con favore, nonostante il reato resti di natura contravvenz...


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