Animali domestici: mutilazioni, collare elettrico, maltrattamenti

La pratica della mutilazione ha origine per i cani che erano costretti a lottare contro altri animali, in quanto coda e orecchie costituivano dei punti fragili dell’animale perché facilmente aggredibili e che, se feriti, provocavano, forti dolori agli stessi da non riuscire più a combattere efficacemente. Oggi, considerando anche che i combattimenti sono vietati dalla legge, questa pratica non ha più senso, e risulta anzi del tutto anacronistica[1]. In più il cane ha una comunicazione prevalentemente corporea, e coda e orecchie sono utilizzate moltissimo nel rapporto con gli altri animali (lo scodinzolare tranquillamente è generalmente segno di contentezza, la coda tra le gambe di paura così come le orecchie basse etc.), la loro mutilazione priva il cane di un s... _OMISSIS_ ...tivo necessario, e in tal modo non viene soddisfatto un bisogno sociale dello stesso.

Le mutilazioni potrebbero quindi configurare l’illecito di detenzione (a vita) incompatibile con la natura dell’animale, se non addirittura il più grave reato ex art. 544-ter risultando una vera e propria lesione.

Per quanto riguarda l’addestramento del cane, un’ordinanza[2], positiva questa volta, anche se forse incompleta, vieta l’uso dei collari elettrici o di altro analogo strumento che provochi effetti di dolore sui cani, nella fase di addestramento e di ogni altra fase del rapporto con il cane; la fattispecie rientra nella disciplina sanzionatoria prevista dal secondo comma dell’art. 727 c.p. (condizioni incompatibili c... _OMISSIS_ ...quo;animale)[3].

Nonostante questo divieto, sono ancora molti gli addestratori che lo usano, magari non in pubblico, ma nel giardino di casa, al riparo da occhi indiscreti per ottenere velocemente dei risultati. Il condizionamento che più di frequente viene usato dall’addestratore è spruzzarsi un determinato profumo ogni volta che fa uso del collare elettrico. Il cane, l’apprendimento del quale funziona per associazione, collega il profumo alla scossa, e pur non avendo il collare addosso (nelle gare cinofile è ovviamente vietato) si comporta come se lo avesse.

L’obbedienza non deriva quindi da un buon rapporto cane-proprietario ma dalla paura della punizione[4].

Un buon educatore riesce a riconoscere un cane... _OMISSIS_ ...la postura e gli atteggiamenti sono rivelatori, ma non è dimostrabile.

In tema di maltrattamento dovuto all’uso di collari antiabbaio elettrici, pare rilevante ricordare una pronuncia della Corte di Cassazione del 2007[5]: «il collare antiabbaio elettrico provoca inutili sofferenze ai cani, e dunque costituisce reato ed a tal fine è legittimo il sequestro in via preventiva di tali strumenti per evitare il protrarsi di tale inutile e dunque illegittima sofferenza» inoltre la sofferenza animale non può essere tollerata quando si tratti soltanto della convenienza ed opportunità di reprimere comportamenti eventualmente molesti dell’animale che possano trovare adeguata correzione in trattamenti educativi etologicamente informati e quindi pri... _OMISSIS_ ...a di violenza o accanimento[6].

L’uso del collare elettrico rientra comunque a priori già nella fattispecie di maltrattamento di animali ex art. 544-ter, in quanto lo stato di sofferenza dell’animale è stato riscontrato dal medico veterinario chiamato per la richiesta di sequestro preventivo.

Il Tribunale penale di Bologna, confermando l’opinione della Suprema Corte, l’8 ottobre 2007 ha condannato un addestratore a 4.000 euro di multa per maltrattamento di cani a causa dell’uso di collari elettrici[7].

A livello sociale, il collare va ad agire su un punto, il collo, che i cani usano per inibirsi, quindi in generale qualsiasi collare, e non solo quello elettrico o quello che spruzza acqua, è inibitore;... _OMISSIS_ ...i ad un cane il tradizionale collare, ci si troverà immediatamente in una situazione di precarietà: il cane percepisce, infatti, ogni tiro e strattone come gesto di estrema minaccia.

I cani usano la presa al collo per procurarsi il serio rispetto dei loro simili, noi umani spesso lo usiamo in modo inconsapevole o come strumento educativo, ma il cane non riesce a capire questo gesto che lo porterà a lungo andare ad ignorare gli strattoni, tirando sempre di più al guinzaglio, oppure diventando estremamente pauroso, quasi restio ad andare avanti[8].

I collari, sia che vengano posizionati a strozzo che non, sono stati usati sui cani per molti anni, e ancora oggi se ne fa un uso massiccio, sono infatti ancora molto comuni perché la maggior parte dell... _OMISSIS_ ...a che sono la causa di molti problemi fisici come le lesioni ai vasi sanguigni degli occhi, danni alla trachea e all’esofago, gravi traumatismi della colonna vertebrale, causano svenimenti, paralisi temporanea delle zampe anteriori o del nervo laringeo, e ancora, atassia[9] degli arti posteriori.

L’analisi dei danni causati dal collare ha mostrato che alcuni cani presentavano una dislocazione vertebrale mentre altri avevano subito danni permanenti ai nervi. Si è verificata, in alcuni casi, anche la sindrome di Horner, causata da traumatismi al collo, che provoca disturbi agli occhi e paresi facciale.

Altra importante conseguenza è legata all’apprendimento per associazione. Se il cane si sente strozzare o prova dolore mentre è c... _OMISSIS_ ...n oggetto, collega ad esso la sensazione fisica negativa. Se sta fissando un altro cane o una persona e viene strozzato, impara ad averne paura. È questa la causa più frequente di comportamenti di paura e di aggressione nei confronti di altri cani e persone[10].

I difensori del collare, soprattutto di quello a strozzo, spesso ne consigliano l’uso sui cani fin da giovane età per risolvere il problema del tirare a guinzaglio, in realtà è proprio sui cani giovani che vi è un maggior rischio di lesioni gravi e permanenti, oltre ad essere nella maggior parte dei casi inutile ai fini educativi[11].

Altri strumenti inadatti all’educazione del cane sono il collare con le punte[12], che provocano ferite nel collo del cane, perché le punte qua... _OMISSIS_ ...onficcano nella carne; cavezze o halti e oggetti simili messi sulla testa del cane, che hanno un vero e proprio effetto deprimente perché non lasciano libero il cane di guardare e ispezionare ciò che vuole; pettorine di costrizione progettate perché limitino il movimento e procurino fastidio e dolore al cane, anche in questo caso l’utilizzo di tali strumenti può portare ad associazioni negative indesiderate.

Pur non potendolo considerare come un vero e proprio maltrattamento è da tenere in considerazione anche l’uso di un guinzaglio molto corto, il quale inibisce i movimenti del cane così da impedirgli di camminare e muoversi liberamente e con naturalezza, di guardarsi intorno, di abbassare la testa per annusare. Se collegato ad un collare d... _OMISSIS_ ...abilmente una continua pressione su gola e collo[13].

Nel 2002, col patrocinio del Ministero della salute, della Federazione Nazionale Ordine dei Medici Veterinari, della Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia, della Scuola di Interazione Uomo Animale, dell’Università di Bologna, Facoltà di medicina veterinaria e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (Teramo), è stata stilata la cosiddetta Carta Modena,...


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