Prolegomeni alla Sentenza 04 giugno 2008, n. 14815. Un commento assai peculiare

Prima di procedere, in ossequio all'impostazione tenuta anche nel capitolo precedente, alla disamina e alla parafrasi della sentenza n. 14815, risulta opportuno dar conto di un contributo dottrinale pubblicato nel 2008 che sembrerebbe operare come "apripista" per quanto la Suprema Corte andrà poi a statuire nel giugno dello stesso anno.

L'Autore, che in realtà si propone di commentare la nota sentenza n. 1052 del 2007, infatti, dopo una sommaria ricostruzione del panorama dottrinario che si è espresso su tale pronuncia, offre - in tempi (a ben vedere nemmeno) apparentemente non sospetti - una lettura delle possibili conseguenze che l'orientamento inaugurato dal Collegio potrebbe avere con riferimento al «tema dell'imputazione al socio di soc... _OMISSIS_ ... del reddito della società», anche alla luce del fatto che «né la dottrina né la giurisprudenza della Corte hanno avuto modo di soffermarsi» sui risvolti applicativi derivanti da detta decisione.

Prima della pronuncia del 2007, la questione della disciplina processuale applicabile alle liti vertenti sull'accertamento dei redditi di società di persone, vedeva contrapposte due teorie: queste fanno capo ad un Parere del Consiglio di Stato reso in sede consultiva , e ad una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità dell'art. 5, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, in riferimento agli artt. 24 e 53 Cost..

In base all'orientamento della Corte Costituzionale bisogna ritenere «costituzionalmente dovuto che il socio non... _OMISSIS_ ...all'accertamento del reddito svoltosi a carico della società», e non confligge con il dettato costituzionale il sistema di imputazione in capo al socio del reddito prodotto dalla società.

Dal parere del Consiglio di Stato, invece, poteva desumersi che non fosse necessario notificare, a pena di nullità, l'accertamento unitario effettuato in capo alla società a tutti i soci ma, tuttavia, «tale notifica si connotava solo come onere "nell'interesse della medesima amministrazione, in quanto semplifica il contenzioso e le successive procedure di accertamento"».

Sulla base di tali argomentazioni, la dottrina si è divisa tra chi, dissentendo dal parere del Consiglio di Stato, sosteneva (anche prima dell'introduzione del d. ... _OMISSIS_ ...2, art. 14) che l'avviso di accertamento unitario di cui all'art. 5, d.P.R. n. 597/1973 dovesse notificarsi tanto alla società quanto ai soci; di conseguenza, l'eventuale processo scaturente da tale accertamento, doveva giocoforza svolgersi in forma necessariamente litisconsortile, e coloro i quali, invece, continuavano a negare "la configurabilità del litisconsorzio necessario".

Il contributo dell'Autore che si sta analizzando offre una dettagliata analisi della giurisprudenza di legittimità antecedente alla pronuncia del 2007, grazie al quale è possibile comprendere appieno l'iter evolutivo che si è concluso con la sentenza del 2008.

La Corte di Cassazione ha, più volte, mostrato di aderire all'orientamento espresso dal Consiglio di ... _OMISSIS_ ...ccogliendo il principio per cui l'accertamento eseguito solo verso la società non è vincolante per il socio».

A dispetto della tassonomia seguita dall'Autore, si ritiene preferibile percorrere la storia delle pronunce, da Questi citate, sulla base di un criterio ricostruttivo avente carattere cronologico.

Il primo provvedimento con cui ci si deve confrontare risale al 1992, allorquando la Corte, aderendo alle tesi sostenute nel citato parere del Consiglio di Stato, esprimeva la sua posizione sulla notificazione dell'accertamento unitario stabilendo che non fosse necessario notificare il provvedimento amministrativo sia alla società sia ai singoli soci.

A distanza di nove anni da questa pronuncia la Corte, affrontando il t... _OMISSIS_ ...ssione tra il giudizio di opposizione avverso l'avviso di accertamento instaurato dalla società di persone (relativo all'applicazione dell'i.lo.r.) e il processo separatamente instaurato dal socio al fine di vagliare la legittimità dell'accertamento notificatogli ai fini i.r.pe.f., escludeva la necessaria partecipazione del socio al gravame proposto dalla società.

Nel 2002 il Collegio, mantenendosi in linea con l'orientamento del Giudice Amministrativo, statuisce nuovamente sulla notificazione dell'accertamento dei redditi prodotti in forma associata, affermando che l'unitarietà dell'accertamento non implica che il provvedimento amministrativo venga notificato tanto alla società quanto ai soci.

Contestualmente a detta pronuncia, la Cassazione ... _OMISSIS_ ...la questione del rapporto tra i separati giudizi instaurati dal socio contro l'Amministrazione e dalla società contro l'Amministrazione, in riferimento alla possibilità di motivare per relationem la prima decisione.

La Corte precisa, quindi, che la sentenza cui mette capo il ricorso promosso dal socio, anche se legata da un nesso di consequenzialità a quella inerente il giudizio radicato dalla società, deve indicare sia gli elementi essenziali relativi allo svolgimento del processo sia i motivi in fatto e in diritto che sorreggono tale statuizione, non potendosi, il giudice, limitare a un mero rinvio alla motivazione della sentenza emessa nel giudizio in cui era parte la società.

A soli cinque mesi di distanza dalla citata pronuncia, i Giudici... _OMISSIS_ ... hanno modo di precisare quanto in precedenza statuito: infatti, ove il medesimo organo giudicante pronunci contestualmente più decisioni relative a questioni legate tra loro da un vincolo di consequenzialità necessaria, si può avere una decisione motivata mediante rinvio alle argomentazioni sviluppate nell'altra; in questo caso, non si è in presenza di una motivazione per relationem, bensì è la constatazione che la decisione in un senso di una delle controversie, implica necessariamente una identica conclusione anche per l'altra.

Tuttavia, non tardano ad arrivare decisioni in senso difforme. Nel settembre del 2003 la Suprema Corte, riproponendo ciò che aveva asserito nel 2002, giunge a rovesciare quanto da ultimo affermato, sostenendo, cioè, che il gi... _OMISSIS_ ... nel pronunciarsi sulla causa instaurata dal socio non possa limitarsi a compiere un mero rinvio alla motivazione della sentenza relativa alla società .

Nel 2005 il Giudice di legittimità torna ad occuparsi dell'art. 14, d. lgs. n. 546/1992, in riferimento alle liti sull'accertamento dei redditi di società di persone (ai fini i.lo.r.) e contestuale accertamento in capo ai soci (ai fini i.r.pe.f.): ribadendo quanto già aveva statuito nella sentenza n. 11673 del 2002, la Cassazione esplicita il principio per cui la mancata adozione di un unico atto di accertamento per società e soci rende possibile l'apertura di tanti processi quanti sono gli avvisi notificati, ma preclude l'operatività dell'istituto litisconsortile di cui al citato art. 14.

Non... _OMISSIS_ ... affronta anche il problema dell'eventuale conflitto di giudicati, affermando che se la sentenza relativa alla società non ha ancora la forza prevista dal 2909 c.c., il giudice tributario del gravame in cui è parte il socio non è obbligato a sospendere il processo ex art. 295 c.p.c., in quanto la risoluzione della controversia societaria non esplica effetti vincolanti in...


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