Presupposti per classificare un intervento edificatorio come ristrutturazione edilizia

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> PRESUPPOSTI

La ristrutturazione edilizia è una attività di edificazione che conserva la struttura fisica dell'immobile preesistente, sia pure con la sovrapposizione di un insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in parte diverso dal precedente. È necessario, quindi, affinché rilevi una ristrutturazione, che tra la vecchia e la nuova edificazione sussista un evidente rapporto di continuità, anche laddove vi sia una trasformazione dell'immobile preesistente.

Connaturata alla ristrutturazione edilizia è la ragion d’essere del recupero e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, strumentale alla se... _OMISSIS_ ...ita esigenza di contenere il consumo di suolo. E tale è la ratio sottesa anche all’art. 30 del d.l. n. 69/2013, come si ricava dai lavori preparatori e, segnatamente, dalla relazione illustrativa del decreto-legge, che dà conto della volontà del legislatore di estendere il campo applicativo della ristrutturazione, includendovi anche la ricostruzione degli edifici crollati o demoliti, proprio in vista dell’obiettivo di evitare per quanto possibile l’ulteriore consumo del territorio.

Alla luce dei criteri di cui alla L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 31, comma 1, lett. d), la semplice "ristrutturazione" si verifica ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano e... _OMISSIS_ ...terate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura.

Pur potendo gli interventi di ristrutturazione edilizia "portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente" (così, l'art. 3, comma 1, lett. d, T.U.E.), gli stessi presuppongono comunque - come regola - il mantenimento dell'originaria impronta tipologica del manufatto.

Il concetto di ristrutturazione edilizia, con riguardo alla disciplina normativa vigente tra il 2003 e il 2013, comprende la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma, nel senso che oltre al volume debbano essere rispettate le linee essenziali della sagoma. Per effetto della normativa introdotta dall'art. 1 del d. lgs. 27 ... _OMISSIS_ ...n. 301, il vincolo della fedele ricostruzione è venuto meno, così estendendosi ulteriormente il concetto della ristrutturazione edilizia, che, per quanto riguarda gli interventi di ricostruzione e demolizione ad essa riconducibili, resta distinta dall'intervento di nuova costruzione per la necessità che la ricostruzione corrisponda, quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito.

Se dall’art. 3 DPR n. 380/2001 è stato espunto il riferimento alla “fedele ricostruzione”, occorre però considerare con rigore i criteri della medesima volumetria e sagoma, in virtù della modifica dell'istituto. Se quindi con la modifica introdotta dal d.lgs. n. 301 del 2002 la nozione di ristrutturazione è stata ulteriormente estesa, al fine di... _OMISSIS_ ... logica normativa è necessaria una interpretazione rigorosa e restrittiva del mantenimento della sagoma precedente. Proprio perché non vi è più il limite della “fedele ricostruzione” per la ristrutturazione si richiede la conservazione delle caratteristiche fondamentali dell'edificio preesistente nel senso che debbono essere presenti le linee fondamentali per sagoma e volumi. Anche escludendo il superato criterio della fedele ricostruzione, esigenze di interpretazione logico sistematica della nuova normativa inducono a ritenere che la ristrutturazione edilizia, per essere tale e non finire per coincidere con la nuova costruzione, debba conservare le caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente e la successiva ricostruzione dell'edificio debba rip... _OMISSIS_ ...edenti linee fondamentali quanto a sagoma, superfici e volumi.

La nozione di ristrutturazione deve essere ancorata a due fasi - quella di demolizione e quella di ricostruzione - che siano temporalmente contestualizzate nell'ambito di un intervento tendenzialmente unitario, nel senso che la ricostruzione deve essere effettuata in un tempo ragionevolmente prossimo a quello della demolizione.

Può parlarsi di ristrutturazione (per demolizione e ricostruzione) al ricorrere di due congiunte condizioni: se è possibile definire la esatta consistenza (volumetrica e, all’epoca, di sagoma) dell’immobile da ricostruire e se la demolizione dello stesso non sia risalente nel tempo.

Ciò che rileva ai fini della qualificazione dell'in... _OMISSIS_ ...mini di ristrutturazione edilizia non è l’entità della singola modifica ma l’attitudine dell’insieme di esse, unitariamente considerate, ad alterare obiettivamente le facciate esterne dell’edificio.

Solo la vicinanza tra demolizione e ricostruzione dimostra l’unicità del disegno di recupero del patrimonio edilizio preesistente mediante ristrutturazione edilizia e nel contempo consente di provarne l’effettiva omogeneità contenutistica. La ratio della ragionevole prossimità del tempo della ricostruzione a quello della demolizione, criterio privo di riscontro positivo, va individuata infatti proprio nell’esigenza di assicurare un rapporto di necessaria strumentalità dell’abbattimento alla successiva ricostruzione.
... _OMISSIS_ ...elle ipotesi di demolizione e ricostruzione, l’intervento non può essere ascritto alla categoria della ristrutturazione edilizia qualora l’opera difetti del requisito della contestualità tra demolizione e successiva ricostruzione, ancor più nel caso in cui l’edificio realizzato sia di dimensioni differenti dal preesistente.

Anche prima della novella apportata al d.p.r. 380/2001 ad opera della l. 9 agosto 2013, n. 98, di conversione del d.l. n. 69/2013, si ammetteva la qualificazione come “ristrutturazione edilizia” della ricostruzione conseguente a previa demolizione, purché nel rispetto della sagoma e del volume preesistenti e, soprattutto, nella rilevata unitarietà temporale dell’intervento.

Costituiscono ri... _OMISSIS_ ...edilizia di una tettoia a servizio di un fabbricato con contestuale adeguamento antisismico i lavori di demolizione dell’intera struttura portante del manufatto e la sua ricostruzione in cemento armato con conservazione delle dimensioni del precedente corpo edificato.

Laddove non sia intervenuta alcuna modifica di carattere funzionale o di conformazione del manufatto, eventuali modeste difformità, peraltro giustificate dal tenore degli interventi effettuati e dalla necessità che gli stessi risultassero idonei a garantire l’effettiva messa in sicurezza del bene, non costituiscono ristrutturazione edilizia.

Mentre in passato ai fini della ristrutturazione edilizia era necessaria la preesistenza di un'opera costituita dagli elementi ess... _OMISSIS_ ...ura perimetrali, delle strutture orizzontali e della copertura, dopo la l. n. 98/2013 che ha modificato l’art. 3, comma 1, lettera d) del DPR n. 380/2001 è sufficiente, a tal fine, anche solo la possibilità di accertarne la preesistente consistenza; venendo meno la necessità dell’esistenza, all’attualità, della costruzione da ristrutturare, essendo sufficiente la mera possibilità di accertarne le dimensioni pregresse ma non è venuta meno la necessità che si tratti pur sempre di ...


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