Articolo

 Questo articolo è tratto dal testo in formato PDF nel riquadro, scaricabile in pochi minuti

 COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con citazione della fonte e link

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> OPERA PUBBLICA --> NELLA SCELTA DELLE AREE DA OCCUPARE 

L’alternativa di lasciare incompleta (ed inutile) l’opera avviata o completarla e l'assenza di alternative, rende recessive per tabulas, le esigenze private ad una diversa localizzazione dell'opera.

Nel determinare l’area da occupare per le esigenze temporanee del cantiere, l’ente procedente è titolare del potere di valutare con ampia discrezionalità le concrete necessità operative, secondo quanto prevede l’art. 49 del d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, e dell’urgenza dell’occupazione stessa (nel caso di specie motivata dalla considerazione che l’opera da eseguire consiste nel secondo lotto di un intervento già realizzato nella prima parte).

Appare conforme alla vigente disciplina rimandare alla fase esecutiva l’adozione di eventuali accorgimenti che possano condurre ad un contenimento della superficie da occupare che, evidentemente, rimane implicitamente confermata nella consistenza indicata dal progetto.

Con riguardo alla superficie da occupare, nessun vizio è in concreto ravvisabile con riferimento al progetto approvato, qualora non sia esplicitata alcuna specifica doglianza in ordine ad un’eventuale esuberanza o non corretta individuazione dell’area interessata dal progetto.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> OPERA PUBBLICA --> NELLA SCELTA DELLE AREE DA OCCUPARE --> DISPARITÀ DI TRATTAMENTO

Non è configurabile alcuna disparità di trattamento qualora l’Amministrazione attivi la procedura di occupazione nei confronti di alcuni solo dei proprietari interessati, se ciò trova motivazione nella impossibilità, verificatasi solo con questi, di acquisire in via negoziale le aree necessarie per l’esecuzione dell’opera.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> OPERA PUBBLICA --> NELLA SCELTA DI COME E PERCHÉ REALIZZARE L'OPERA

È vero che i parcheggi pubblici sono aree a standard particolarmente utili, ma questo non significa che debba essere perseguita senz’altro una politica di incremento, indipendentemente da ogni altra considerazione.

Non spetta alle parti private, e neppure eventualmente al Giudice per il tramite dei consulenti tecnici dallo stesso nominati, sostituirsi all’amministrazione procedente, in carenza di elementi di abnormità progettuale.

La critica di inutilità dell'opera pubblica implica l’aspirazione ad un inammissibile sindacato di merito sulle scelte spettanti all’organo rappresentativo della comunità dei cittadini, del tutto estranea alle competenze giurisdizionali di legittimi... _OMISSIS_ ...procedimenti preordinati all'approvazione del progetto di un’opera pubblica, le valutazioni di idoneità tecnica e gli apprezzamenti circa l'opportunità di una determinata soluzione in luogo di un'altra non devono necessariamente risultare dalla motivazione dei provvedimenti finali, essendo essi insiti negli atti progettuali e nelle determinazioni assunte nel corso della sequela procedimentale.

I giudizi, le valutazioni e le scelte espressi dall'Amministrazione in merito all'an ed al quomodo dell'esecuzione di opere pubbliche sono connotati da discrezionalità tecnica, la cui modalità di esercizio è tendenzialmente sottratta al sindacato del giudice amministrativo, salvo, tuttavia, il potere di questi di valutare ab externo l'esattezza e la correttezza dei parametri della logica complessiva e della tecnica utilizzati in concreto dall'Amministrazione e, conseguentemente, l'eventuale sussistenza del vizio di eccesso di potere nelle particolari figure sintomatiche dell'irragionevolezza, illogicità, irrazionalità, incoerenza, incongruità e contraddittorietà.

Le decisioni dall'amministrazione, rivolte all'utilizzo delle risorse pubbliche per realizzare un'opera anziché un'altra, costituiscono valutazioni discrezionali attinenti al merito amministrativo e, come tali, si sottraggono al sindacato di legittimità del g.a., salvo che non appaiano inficiate da palesi errori di fatto o da abnormi illogicità. In caso contrario si finirebbe, inevitabilmente, per sostituire la discrezionalità dell'organo giudicante alla discrezionalità della Pubblica Amministrazione.

Le modalità tecniche che saranno utilizzate ai fini della realizzazione dell’opera pubblica, supportate (nel caso di specie) da valutazioni rese da esperti della materia alle quali l’amministrazione si è pedissequamente riportata al fine di adeguare ad esse le sue determinazioni conclusive, non inficiano, in punto di legittimità, gli atti deliberativi del procedimento espropriativo dell’area sulla quale l’opera stessa dovrà essere realizzata.

Le deduzioni in ordine all’antieconomicità della scelta dell'Amministrazione, peraltro puntualmente motivata, di costruire una scuola primaria ex novo in alternativa alla ristrutturazione di quella già esistente, riguardano aspetti di merito che sfuggono al sindacato di legittimità spettante al giudice.

La scelta tra soluzioni alternative progettuali rientra nella piena discrezionalità dell’amministrazione e può essere sindacata dal giudice, solo se affetta da macroscopiche illogicità, errori e travisamenti.

Le scelte in materia di realizzazione di opere pubbliche riguardano i poteri discrezionali, di cui gode l’amministrazione loc... _OMISSIS_ ...ssi generali della propria comunità.

Le decisioni dall'amministrazione, rivolte all’utilizzo delle risorse pubbliche per realizzare un’opera anziché un’altra, costituiscono valutazioni discrezionali attinenti al merito amministrativo e che, come tali, si sottraggono al sindacato di legittimità del giudice, salvo che non appaiano inficiate da palesi errori di fatto o da abnormi illogicità.

Non si può escludere che gli accordi tra privati possano soddisfare anche l’interesse pubblico, specie quando si risolvono in un risparmio di spesa per l’amministrazione, sopperendo alla mancanza di infrastrutture e servizi. Tuttavia questi accordi non possono vincolare in alcun modo l’amministrazione, e tantomeno costringerla a rinunciare a opere pubbliche già programmate, se queste sono ritenute in grado di soddisfare più adeguatamente le esigenze della collettività.

Il fatto che opere pubbliche programmate abbiano un costo (in termini di spese per i lavori o di minori introiti a titolo di oneri di urbanizzazione), non può essere letto come un indice di irragionevolezza dell’azione amministrativa.

In sede di giudizio di legittimità, è preclusa al giudice amministrativo la diretta valutazione del come, con quali strumenti e secondo quali regole extra giuridiche l’interesse pubblico venga concretamente perseguito dall’atto impugnato (nel caso di specie concernente l'approvazione dell'opera pubblica), ossia il merito dell’atto amministrativo.

La decisione di realizzare un nuovo cimitero comunale è adeguatamente motivata dall’ente, tenuto conto dell’incremento demografico previsto, dell’interesse pubblico, delle esigenze della collettività e della circostanza che la struttura cimiteriale esistente non risulti più sufficiente.

Un profilo di irragionevolezza della scelta progettuale operata potrebbe essere ravvisato solo ove fosse fornito almeno un principio di prova, ovvero anche solo fosse eccepita la mancata considerazione dell’esistenza di soluzioni alternative parimenti soddisfacenti per l’interesse pubblico perseguito.

In difetto di allegazioni capaci di fornire perlomeno un principio di prova circa la sussistenza di profili d'irrazionalità, non è sindacabile la scelta dell'Amministrazione di realizzare l'opera pubblica.

Il sindacato giurisdizionale rispetto alla valutazione di merito discrezionalmente effettuata dall’amministrazione in ordine alle scelte progettuali è ammissibile solo in ipotesi in cui dette scelte evidenzino la commissione di palesi errori o fraintendimenti della situazione di fatto da parte del pianificatore e quindi una manifesta illogicità e/o contraddittorietà... _OMISSIS_ ... alla discrezionalità dell’Amministrazione la programmazione e la tempistica degli interventi contemplati dalla programmazione regionale, che può dipendere da una pluralità di variabili (non ultime quelle economico-finanziarie), non sempre predefinibili a priori.

Le scelte progettuali e le caratteristiche tecniche della progettazione dell'opera pubblica attengono al merito o alla discrezionalità tecnica delle scelte compiute dall’amministrazione, quindi, come tali, non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non per macroscopici vizi di illogicità.

Le scelte discrezionali dell'Amministrazione possono essere censurate solo in presenza di vizi che “ictu oculi” rivelino la presenza di figure sintomatiche di eccesso di potere, quali l'illogicità manifesta, la palese contraddittorietà, l'ingiustizia manifesta, l'arbitrarietà o l'irragionevolezza d... _OMISSIS_ ...