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Indennità di espropriazione nelle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
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INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO

Il sistema disciplinante il compenso per l'acquisizione del bene di proprietà privata all'ente pubblico regolato, nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, dalla L.P. n. 10/1991, modificata dalla L.P. n. 1/1997, appare mutato da recenti interventi legislativi, riconoscibili nella L.P. Bolzano n. 4/2008 e nella L.P. n. 9/2009 . Tali interventi appaiono, in primo luogo, dettati dalla necessità di adeguare la legislazione provinciale alla nuova normativa statale in materia di espropriazioni, espressa dal D.P.R. n. 327/2001 e sono comunque ispirati alla giurisprudenza della Corte EDU che, in applicazione del principio al rispetto dei propri beni di cui all'art. art. 1 Prot. 1^ add. alla CEDU, ha sancito che l'indennizzo espropriativo debba tendenzialmente corrispondere al valore venale dei beni.

La L.P. n. 4 del 2008, art. 47 dispone l'immediata applicabilità delle disposizioni, nella versione da essa innovata, ai procedimenti espropriativi, salvo il giudicato; rispetto alla L. n. 244 del 2007, art. 2 comma 90, va sottolineata la diversa formulazione normativa atta a risolvere la questione intertemporale, che pur facendo riferimento ai procedi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rso ha posto la preclusione alle ipotesi in cui la determinazione dell'indennità sia divenuta definitiva per scadenza del termine per proporre l'opposizione alla stima, o per passaggio in giudicato della sentenza che decide sull'opposizione. Alle cause in corso, dunque, è applicabile la L. n. 10 del 1991, nella versione modificata dalla L.P. n. 4 del 2008.

Il sistema disciplinante il compenso per l'acquisizione del bene di proprietà privata all'ente pubblico regolato, nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, dalla L.P. n. 10/1991, modificata dalla L.P. n. 1/1997, appare mutato da recenti interventi legislativi, riconoscibili nella L.P. Bolzano n. 4/2008 e nella L.P. n. 9/2009. Tali interventi appaiono, in primo luogo, dettati dalla necessità di adeguare la legislazione provinciale alla nuova normativa statale in materia di espropriazioni, espressa dal D.P.R. n. 327/2001 e sono comunque ispirati alla giurisprudenza della Corte EDU che, in applicazione del principio al rispetto dei propri beni di cui all'art. art. 1 Prot. 1^ add. alla CEDU, ha sancito che l'indennizzo espropriativo debba tendenzialmente corrispondere al valore venale dei beni.

La L. n. 10 del 1991, art. 8, comma 5, si riferisce soltanto alle aree... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i siano stati costruiti edifici ed installate attrezzature od opere di urbanizzazione tali da avere impresso al terreno una stabile trasformazione, così da rendere attuali le originarie e, quindi, necessariamente preesistenti potenzialità edificatorie del terreno, e non a qualunque fondo (anche non edificatorio) sul quale sussista un qualsiasi manufatto assimilabile a quelli indicati dalla norma.

La L.P. Bolzano n. 10 del 1991, art. 8 come sostituito nei primi tre commi dalla L.P. n. 4 del 2008, art. 38, comma 7, per adeguare i precedenti criteri riduttivi inerenti alle aree edificatorie alla declaratoria di incostituzionalità operata dalla decisione Corte Cost. n. 348/2007, nonché ai nuovi parametri introdotti dalla L. n. 244/2007, art. 2, comma 89, ribadisce la diversificazione dei criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione a seconda che si tratti di aree edificabili (commi 1 e 2, corrispondenti all'art. 37 del cit. T.U.), di aree non edificabili (comma 3), e lasciando inalterata la disposizione del comma 5, relativa alle aree già edificate.

L'art. 7 bis L.P. Bolzano n. 10 del 1991, introdotto dalla L. n. 4 del 2008, impone di determinare l'indennità di espropriazione sulla base dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...stiche del bene al momento dell'emanazione del decreto dirigenziale di stima, valutando l'incidenza dei vincoli di qualsiasi natura e senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio e quelli connessi alla realizzazione dell'eventuale opera prevista.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO --> AREE NON EDIFICABILI

Il comma 3, art. 8, L. Prov. n. 10 del 1991, così come sostituito dal comma 7 bis, art. 38, L. Prov. n. 4 del 2008, stabilisce un criterio di determinazione delle indennità dei suoli non edificabili (nei quali devono ritenersi necessariamente compresi i suoli agricoli) siti nel territorio della provincia di Bolzano, del tutto disancorato dal loro effettivo valore di mercato.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO --> AREE NON EDIFICABILI --> COSTITUZIONALITÀ

Essendo il criterio di determinazione dell'indennità espropriativa per le aree non edificabili previsto dall'art. 8, comma 3, della legge provinciale di Bolzano 15 aprile 1991 n. 10, come sostituito da... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... comma 7 della legge della Provincia Autonoma di Bolzano 10 giugno 2008 n. 4, del tutto simile a quello che regolava, ai sensi dell'art. 5-bis, comma 4, del D.L. n. 333 del 1992, conv. con L. n. 359 del 1992, la medesima materia nell'ambito della normativa statale che è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza della Corte costituzionale n. 181/2011, sussistono le condizioni per ritenere che l'art. 8, comma 3, della L.P. 10/1991 contrasti con gli artt. 117, primo comma, della Costituzione in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e con l'art. 42, comma 3, Cost.

Non appare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, L. Prov. Bolzano n. 10 del 1991, così come sostituito dal comma 7 bis, art. 38, L. Prov.n. 4 del 2008, per violazione dell'art. 117 Cost., comma 1, per il suo contrasto con le norme internazionali convenzionali ed, in particolare, con l'art. 1 del Primo protocollo addizionale della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; ciò in quanto la norma prevede un criterio di determinazione dell'indennità di esproprio dei suoli non edificabili astratto ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...inato, del tutto svincolato dalla considerazione dell'effettivo valore di mercato dei suoli medesimi e che dunque, non assicura il versamento all'avente diritto di un indennizzo integrale o quantomeno "ragionevole".

Sia la giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana, sia quella della Corte europea concordano nel ritenere che il punto di riferimento per determinare l'indennità di espropriazione deve essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato e che tale punto di riferimento non può variare secondo la natura del bene; per tale ragioni non appare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della dell'art. 8, comma 3, L. Prov. Bolzano n. 10 del 1991, così come sostituito dal comma 7 bis, art. 38, L. Prov.n. 4 del 2008, per violazione dell'art. 42 Cost., comma 3.

Non appare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 comma 3 della L. della provincia di Bolzano n. 10 del 1991, così come sostituito dall'art. 38, comma 7 bis, della L. Prov. n. 4 del 2008, per violazione dell'art. 3 Cost.. L'indennità di esproprio per i suoli edificabili siti nel territorio della provincia di Bolzano è oggi corrispondente al valore d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...el bene. L'adozione del diverso criterio - astratto e predeterminato - dettato, per i suoli agricoli e per i suoli non edificabili, crea allora un'ingiustificata disparità di trattamento fra proprietari, non scorgendosi alcuna plausibile ragione in base alla quale il diritto a percepire un indennizzo commisurato al valore venale dell'area ablata non debba essere riconosciuto anche a coloro che possiedono un terreno che non ha vocazione edilizia.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA TRENTO

L'area che ha senza dubbio carattere non edificabile avuto riguardo alle previsioni urbanistiche (per essere destinata in parte a viabilità e in parte al sistema ferroviario), rientra nell'ambito applicativo dell'art. 13 della legge prov. Trento n. 6 del 1993 (e successive modificazioni), a prescindere dalle identità o difformità dei presupposti normativi tra legge statale e legge provinciale.

La mancanza di contestazione del criterio o del quantum della liquidazione dell'indennità di espropriazione effettuata sulla base del VAM inibisce l'applicazione dello jus superveniens in materia e cioè il valore venale pieno, s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...odifica apportata a detta disposizione dalle norme di cui alle L.P. n. 1 del 2008 e L.P. n. 4 del 2009 (adeguatrici del disposto al principio di cui a Corte Cost. 348 del 2007).

La maggiorazione prevista dalla Legge PAT n. 6 del 1993, art. 20 ha indubbia natura "premiale", essa spettando cioè solo a chi non abbia proposto e non a chi successivamente abbia abbandonato l'opposizione. Il che vuoi dire che detta maggiorazione non ha un'ulteriore natura perequativa, per l'ipotesi in cui all'esito della opposizione emerga la sproporzione tra il quantum offerto ed il quantum accertato, dato che la finalità di legge è solo quella di premiare chi conduca ad una immediata determinazione accettata della indennità.

La L.P. n. 6 del 1993, art. 13 ha inteso, dopo le note sentenze della Corte Costituzionale 5/1980, 223 del 1983 e 530/1988, uniformare i criteri per la determinazione dell'indennità definitiva relativa alle espropriazioni disposte dalla Provincia autonoma di Trento, dei terreni a destinazione agricola, alla disciplina statale fissata della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16 (come mod. dalla L. n. 10 del 1977, art. 14), delle quali ha sostanzialmente riprodotto il contenuto.

INDENNITÀ D... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA TRENTO --> COSTITUZIONALITÀ

Il criterio della determinazione dell'indennità di espropriazione delle «aree non edificabili» di cui alla normativa nazionale dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza n. 181/2011, è sostanzialmente riprodotto dall'art. 13 della legge prov. Trento n. 6 del 1993, come modificato dall'art. 58, comma 1, della legge n. 11 del 2006. Le conclusioni enunciate dalla cit. sentenza n. 181 si impongono, pertanto, anche per la denunziata norma provinciale di cui va dichiarata l'illegittimità costituzionale per contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, nell'interpretazione datane dalla Corte di Strasburgo, e con l'art. 42, terzo comma, Cost.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> PUGLIA

Per armonizzare le norme regionali in materia di pianificazione territoriale e urbanistica con i principi generali e fondamentali dell'ordinamento giuridico desumibili dal D.P.R. n. 327 del 2001, la Regione Puglia ha emanato la ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 2005, disponendo, all'art. 18, l'applicabilità delle norme "recate dal D.P.R. n. 327 del 2001, artt. 36, 37, 38 e 39 e successive modifiche", per la determinazione dell'indennità di espropriazione di aree edificabili o legittimamente edificate, e dettando, all'art. 24, la disciplina transitoria, con la quale ha disposto (al comma 2) che "i criteri indennizzativi stabiliti nel D.P.R. n. 327 del 2001 e successive modifiche" sono applicabili anche alle opere per le quali, alla data di entrata in vigore del predetto D.P.R., sia già intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità.

La disposizione di cui all'art. 24 della L.R. n. 3 del 2005 in base alla quale "i criteri indennizzativi stabiliti nel D.P.R. n. 327 del 2001 e successive modifiche" sono applicabili anche alle opere per le quali, alla data di entrata in vigore del predetto D.P.R., sia già intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità", non può valere a disciplinare i procedimenti che si sono perfezionati con l'emissione dei decreti d'occupazione ed ablativo - che costituiscono i titoli per il conseguimento delle relative indennità- prima dell'entrata in vigore della riforma costituzionale, attuata con Legge cost. n. 1/... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dimenti che restano, perciò, disciplinati interamente, anche in riferimento all'indennizzo, dalla normativa statale. Diversamente infatti, la Regione, si troverebbe a disciplinare rapporti sorti quando, rispetto ad essi, era priva di potestà legislativa e, così, a sottrarla allo Stato, che, invece, ne era il titolare.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

La L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, nel richiamare il D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, non ne estendeva la portata oltre l'ambito applicativo proprio della norma statale, circoscritto all'espropriazione delle aree edificabili, con la conseguenza che l'indennità dovuta per l'esproprio di fabbricati doveva essere liquidata in base al criterio del valore venale previsto in via generale dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

L'art. 29 della L.R. n. 15 del 2004 non reca alcuna disposizione di carattere transitorio, volta a circoscriverne l'operatività ai soli procedimenti espropriativi promossi in epoca successiva alla sua entrata in vigore; deve dunque ritenersi che le modificazioni normative da esso... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... trovino applicazione anche alle procedure all'epoca già avviate, con l'unico limite rappresentato dall'emissione del decreto di espropriazione.

La L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla L.R. n. 15 del 2004, nel richiamare il D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, non ne estendeva la portata oltre l'ambito applicativo proprio della norma statale, circoscritto all'espropriazione di terreni, con la conseguenza che l'indennità dovuta per l'esproprio di fabbricati doveva essere liquidata in base al criterio del valore venale previsto in via generale dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Va esclusa la portata retroattiva delle modifiche introdotte alla L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, dalla L.R. n. 15 del 2004 e pertanto tali modifiche sono inapplicabili alla vicenda in cui il decreto di espropriazione sia stato emesso in epoca anteriore all'entrata in vigore della L. n. 15 cit..

Alla luce del disposto di cui alla LR Sicilia 12 luglio 2011 n. 12, con cui è stabilito, in tema di valutazione dell'anomalia delle offerte, che la percentuale minima di utile di impresa ammissibile sia costituita dal 4%, ben pu&og... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...percentuale, in difetto di specifiche indicazioni che facciano presumere un profitto diverso, essere applicata al costo complessivo dell'opera utilizzata per determinare il valore dell'immobile sulla base del criterio del costo di produzione.

All'epoca in cui è stata emanata legge regionale L.R. Siciliana n. 1 del 1984, erano già intervenute le note decisioni 5/1980 e 223/1983 della Corte Costituzionale che avevano dichiarato incostituzionale la L. n. 865 del 1971, art. 16, laddove disponeva la determinazione dell'indennità di esproprio anche delle aree edificabili con il criterio dei valori agricoli medi, perciò espungendolo per questa parte anche dall'art. 53 del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno, a cui la menzionata legge regionale all'art. 21 fa rinvio.

La L. n. 359/1992 art. 5 bis si applicava direttamente anche alle espropriazioni compiute nell'ambito della Regione siciliana, pur se disciplinate da legge speciale ( L.R. n. 1 del 1984).

Con riguardo al meccanismo di determinazione dell'indennità fissato dall'art. 53 del D.P.R. n. 218/1978, richiamato dalla L.R. Sicilia n. 1/1984, art. 21, che, disciplinando le espropriazioni occorrenti all'esecuzione degli impianti industriali da parte dei... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne prevede la stima a valore agricolo tabellare, la dichiarazione d'incostituzionalità di questi ultimi criteri (Corte cost. n. 5/1980 e n. 223/1983), già anteriormente alla citata legge regionale, relativamente alle aree edificabili, rende applicabili per esse la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis che, costituendo norma di riforma economico-sociale, si pone come limite all'esercizio della stessa potestà legislativa esclusiva regionale. Tale principio vale anche dopo la declaratoria d'illegittimità costituzionale del predetto art. 5 bis (Corte cost. n. 347 del 2007).

ll rinvio operato dalla L.R. Sicilia n. 25 del 1993, art. 124 comma 4, nel testo anteriore alla sostituzione disposta dalla L.R. 5 novembre 2004, n. 15, all'art. 5 bis L. n. 359/1992, non può essere esteso oltre la portata della norma statale richiamata, che non si applica all'esproprio di fabbricati, con la conseguenza che l'indennità va determinata sulla base del criterio del valore venale stabilito dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, salvo che si tratti di "ruderi privi di valore".

Prima della modifica del titolo 5^ della Costituzione, la L. n. 359/1992 art. 5 bis si applicava direttamente anche alle espropriazioni compiute nell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la Regione siciliana, pur se disciplinate da leggi speciali, costituendo comunque un limite all'esercizio di competenze legislative regionali.

Dopo la sentenza della Corte Cost. n. 5/1980, il rinvio della L.R. Siciliana 4 gennaio 1984, n. 1, art. 21 , mediato dal Decreto n. 218 del 1978, art. 53, alla L. n. 865/71 non poteva estendersi alle norme già dichiarate incostituzionali. L'art. 5 bis L n. 359/1992 trovava pertanto applicazione anche nell'ambito della Regione Sicilia.

Dopo la sentenza della Corte Cost. n. 5/1980 il rinvio della L.R. Siciliana 4 gennaio 1984, n. 1, art. 21 , mediato dal Decreto n. 218 del 1978, art. 53, alla L. n. 865/71 non poteva estendersi alle norme già dichiarate incostituzionali. L'art. 5 bis L n. 359/1992 trovava pertanto applicazione anche nell'ambito della Regione Sicilia.

Il richiamo al D.L. 11 luglio 1992, art. 5 bis, conv. in L. 8 agosto 1992 n. 359, contenuto nella L.R. Sicilia n. 25 del 1993 art. 124 deve essere inteso nel senso dell'applicabilità della disposizione negli stessi termini e con i medesimi limiti previsti dalla norma statale e quindi soltanto per le aree edificabili e non anche per le aree edificate.


 
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