PEDOPORNOGRAFIA TELEMATICA E STRATEGIE INVESTIGATIVE

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Foggi, Gloria

22 agosto 2013

pdf  / 105 pagine in formato A4

Analisi del delitto di pedopornografia minorile ex artt. 600 ter e seguenti del codice penale attraverso un’accurata e approfondita indagine della prassi interpretativa e applicativa più recente, l'illustrazione delle principali fattispecie di reato, e la descrizione delle più recenti tecniche di investigazione utilizzate dalle forze dell’ordine.

25,00

  • editore: Exeo
  • collana: il penale
  • numero in collana: 2
  • isbn: 978-88-97916-79-6
  • sigla: FCL05
  • categoria: MONOGRAFIE
  • tipologia: giuridica
  • genere: studio applicato
  • altezza: cm 24
  • larghezza: cm 17
  • dimensione: A4
  • funzioni permesse: Stampa: SI - Modifica: SI - Copia/Incolla: SI
  • protezione: digital watermarking
  • disponibità: illimitata
  • destinatari: professionale accademico
  • soggetto: diritto

INTRODUZIONE
CAPITOLO I
IL DELITTO DI PORNOGRAFIA MINORILE
1. Il concetto di pornografia minorile
2. Le condotte previste dall’articolo 600 ter, primo comma, del codice penale. Lo sfruttamento del minore a fini pornografici
3. La commercializzazione del materiale pedopornografico ex art. 600 ter, secondo comma, del codice penale
4. La «smaterializzazione» del prodotto pornografico. Distribuzione, divulgazione, diffusione e pubblicizzazione attraverso i canali telematici
5. Le fattispecie tipizzate dall’art. 600 ter, quarto comma, del codice penale: l’offerta e la cessione del materiale pornografico

CAPITOLO II
LA DETENZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO E LA PORNOGRAFIA VIRTUALE
1. Articolo 600 quater del codice penale: la dibattuta norma sulla detenzione di materiale pedopornografico.
2. Un’ipotesi di reato del tutto particolare; l’art. 600 quater-1 del codice penale. Il concetto di pornografia virtuale. Dalle origini comunitarie dell’incriminazione alla delicata questione della compatibilità con il principio di necessaria offensività

CAPITOLO III
LE STRATEGIE INVESTIGATIVE DI CONTRASTO ALLA PEDOFILIA TELEMATICA
1.    Le peculiarità investigative dell’attività sotto copertura delle Forze dell’Ordine. Utilizzabilità degli elementi di prova acquisiti dall’agente provocatore in tema di pedopornografia. I recenti orientamenti giurisprudenziali
2.    Il ruolo della rete in materia di lotta alla pedopornografia. La creazione del Centro Nazionale per il contrasto alla pedofilia ed il Codice di autoregolamentazione «Internet e Minori»

CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
GIURISPRUDENZA

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È crescente la consapevolezza di come il fenomeno della pedopornografia tenda a svilupparsi, anche e soprattutto, attraverso i canali telematici in cui la “smaterializzazione” del prodotto pornografico trova terreno fertile nell’immediatezza e nella celerità delle condotte diffusive e nei traffici commerciali on-line.

Il presente elaborato si pone come obiettivo l‘analisi del delitto di pedopornografia minorile ex artt. 600 ter e seguenti del codice penale attraverso un’accurata e approfondita indagine della prassi interpretativa e applicativa più recente.

Prendendo le mosse dal dato normativo tipizzato dal legislatore è necessario vagliare, in primis, l’applicazione della fattispecie in sede giurisprudenziale e scandagliare le specifiche strategie investigative di contrasto alla pedofilia telematica. L’analisi ha da subito evidenziato che la finalità politico-criminale del legislatore è stata quella di apprestare una specifica tutela contro lo sfruttamento sessuale dei minori a protezione e tutela della loro personalità.

Il bene giuridico tutelato dalle diverse fattispecie incriminatrici deve quindi ravvisarsi nella personalità del minore, intesa nella sua interezza, ossia come libera e serena esplicazione della sua crescita psicofisica, sessuale e morale. È stata infatti introdotta nel nostro ordinamento la nuova fattispecie di pornografia minorile all’interno della quale sono tipizzate diverse ed autonome figure di illecito volte a sanzionare, operando su più fronti, il crescente fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori a fini pornografici.

La navigazione in internet, d’altronde, rappresenta il canale privilegiato di diffusione del materiale pornografico; la facile accessibilità del mezzo e la celerità di trasmissione delle immagini da un capo all’altro dello spazio virtuale e globale consentono infatti il proliferare ed il moltiplicarsi delle condotte punibili. Da qui l’esigenza di sempre nuove ed efficaci strategie di contrasto alla pedopornografia telematica che si snodano attraverso la peculiare attività investigativa sotto copertura delle Forze dell’Ordine e attraverso la creazione di appositi, specifici organismi in grado di contrastare ad ampio raggio il fenomeno.

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