ABUSI DEI PRIVATI SUI BENI PUBBLICI E AUTOTUTELA DELLA P.A.

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Accordino, Salvatore

29 marzo 2021

 / 139 Pagine in formato libro (17X24 cm)

L’opera prefigura lo studio comparativo degli abusi dei privati sul patrimonio pubblico inteso come complesso di beni con cui l’Autorità amministrativa persegue l’interesse primario afferente al benessere consociativo della comunità territoriale. L’istituto in esame fotografa lo strumento dell’autotutela amministrativa come “giustizia fai da te”, esempio tipico della potestà coattiva, alla luce della normativa di sistema, tassonomicamente schematizzata in una raccolta di fonte pluralistica, secondo l’orientamento giurisprudenziale oggetto delle pronunce recensite in argomento e compiutamente elaborate in complessi ambiti repertoriali.

20,00

  • editore: Exeo
  • collana: patrimoniopubblico
  • numero in collana: 19
  • isbn: 978-88-6907-309-0
  • sigla: PL39
  • categoria: MONOGRAFIE
  • tipologia: giuridica
  • genere: studio applicato
  • altezza: cm 24
  • larghezza: cm 17
  • dimensione: A4
  • funzioni permesse: Stampa: SI - Modifica: NO - Copia/Incolla: NO
  • protezione: digital watermarking
  • disponibità: illimitata
  • destinatari: professionale accademico
  • soggetto: diritto

INTRODUZIONE

CAPITOLO I - I beni pubblici e l'autotutela amministrativa.

Par. 1 Generalità.

Par. 2 La classificazione dei beni secondo le fonti giuridiche.

Par. 3 Il regime legale del patrimonio pubblico.

Par. 4 L'autotutela amministrativa.

Par. 5 Tutela giudiziale: il principio dell'alternatività.

CAPITOLO II - L'orientamento giurisprudenziale secondo la classificazione legislativa.

Par. 1 Premessa.

Par. 2 Ambito di applicazione: i beni patrimoniali indisponibili.

Par. 3 Ambito di esclusione: i beni patrimoniali disponibili.

Par. 4 L'autotutela nelle singole categorie di beni demaniali.

Par. 5 Il demanio stradale.

Par. 5.1 Ipotesi "residuali".

Par. 6 L'iter procedimentale amministrativo: legittimazione ed esecuzione.

CAPITOLO III - Le fattispecie di reato sugli abusi demaniali.

Par. 1 La miscellanea normativa.

Par. 2 I testi iniziali.

Par. 3 Le previsioni del codice della navigazione.

Par. 4 Le previsioni del codice penale.

APPENDICE DELLE FONTI BIBLIOGRAFICHE

APPENDICE DELLE FONTI LEGISLATIVE

APPENDICE DELLE FONTI GIURISPRUDENZIALI

TAVOLE SINOTTICHE

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L’intento principale che si è voluto realizzare con la stesura dell’odierno documento è stato quello di rappresentare il concetto di bene pubblico secondo le forme di usurpazione che su di esso possono essere prodotte dalla condotta illegittima del privato.
A tale scopo, preliminarmente, si è proceduto ad esporre la catalogazione delle diverse fattispecie patrimoniali suddivise nelle tre macrocategorie di bene demaniale, patrimoniale indisponibile e disponibile.
Si è inteso far comprendere che la nomenclatura anzidetta attiene più che altro al chiarimento della diversità di regime giuridico dei primi due insiemi rispetto al terzo, il quale è accomunato a questi soltanto sul piano semantico per la coincidenza rivestita dal soggetto titolare.
La diversificazione suddetta ha permesso di decifrare come la condotta abusiva possa essere sanzionata in merito al bene demaniale e comunque indisponibile, che gode di una maggiore protezione in relazione allo scopo “nobile” che è vincolato a perseguire.
Assunta questa prima discriminazione si è voluto concentrare ogni sforzo sull’orientamento giurisprudenziale che affronta la problematica dell’abuso, ripartendone l’applicazione dello strumento di prima tutela, quella amministrativa e possessoria, attraverso la disamina della casistica delle categorie patrimoniali ivi classificate.
Il risultato prodotto ha raggiunto l’apprezzabile livello di menzionare in termini numerici una discreta tipologia di ipotesi di trasformazione della proprietà fondiaria pubblica attraverso la quale si è impedito l’esercizio corretto dello scopo sociale.
In questo contesto, è stata finanche offerta al lettore la possibilità di conoscere in via ordinata e sistematica i corretti presupposti procedimentali per l’uso dell’autotutela, specificando al contempo che, vista la natura immediatamente esecutiva della stessa, non v’è bisogno di alcun tipo di avvio del procedimento come modalità di incontro della volontà del privato, qualificato negativamente come mero trasgressore e agente della lesione imposta sul patrimonio amministrativo.
L’ultima parte, infine, ha ricondotto la questione negli schemi della profilazione penalistica non mancando di ricostruire storicamente l’avvento del potere costrittivo nella sua primordiale accezione possessoria.
In un primo momento, ciò ha indirizzato l’analisi sui primi testi legislativi in argomento, come ad esempio la legge “madre” sui lavori pubblici 20 marzo 1865, n. 2248 ed il Regio Decreto sulle opere idrauliche 25 luglio 1904, n. 523, che hanno lasciato in eredità non solo quanto contenuto nell’art. 823, comma 2 c.c., bensì il più importante principio di conservazione della proprietà pubblica in funzione della sua rilevanza sociale, successivamente il “focus” di apprendimento è stato centrato sulle previsioni in tema contenute nei codici della navigazione e penale.
In tale prospettiva, si è ritenuto pregevole dotare il lavoro svolto di una sequenza di tavole sinottiche che condividessero i canoni generali del modello di reato, nella sua duplice formulazione di delitto e contravvenzione, attraverso la consapevolezza degli elementi comuni di base.

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APPROFONDIMENTI

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