CASSAZIONE

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Notifica del ricorso per Cassazione

È ammissibile il ricorso per cassazione, dalla relazione della cui notificazione, redatta dal notificatore ufficiale giudiziario, risulti che la notificazione si è perfezionata nei confronti del notificatario designato dal notificante.

Legittimità e procedure del ricorso alla Corte di Cassazione

Con il giudizio di cassazione non si possono correggere errori materiali contenuti nella sentenza del giudice del merito, al quale va, pertanto, rivolta l'istanza di correzione, a norma dell'art. 287 c.p.c. anche dopo la presentazione del ricorso per cassazione.

Il "travisamento del fatto" all'origine del ricorso per Cassazione

La Corte di cassazione è autorizzata a svolgere il riesame dell'accertamento, compiuto dai giudici di merito, della comune intenzione negoziale delle parti, a condizione che risultino violate regole di ermeneutica ovvero che sussistano nel percorso argomentativo del giudice carenze motivazionali.

L'impugnabilità delle argomentazioni "ad abundantiam" nel ricorso alla Corte di Cassazione

Le argomentazioni ad abundantiam non sono suscettibili di impugnazione in sede di legittimità indipendentemente dalla loro esattezza o meno, se il dispositivo sia fondato su corretta argomentazione avente carattere principale ed assorbente.

Ammissibilità dell'impugnazione con ricorso alla Corte di Cassazione: l'art. 360 cod. proc. civ.

I motivi posti a fondamento dell'invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla medesima, con l'esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo ove non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo abbia avuto luogo la violazione in cui si assume essere incorsa la pronunzia di merito

Motivi di illegittimità del ricorso in Cassazione: il vizio di motivazione

Quanto al vizio di motivazione va invero ribadito che esso si configura solamente quando dall'esame del ragionamento svolto dal giudice del merito, quale risulta dalla sentenza, sia riscontrabile il mancato o insufficiente esame di punti decisivi della controversia prospettati dalle parti o rilevabili d'ufficio, ovvero un insanabile contrasto tra le argomentazioni adottate, tale da non consentire l'identificazione del procedimento logico giuridico posto a base della decisione

Il principio di autosufficienza e il vizio di motivazione della sentenza impugnata in Cassazione

In relazione al vizio di motivazione per omesso esame di un documento decisivo, il ricorrente ha l'onere, a pena di inammissibilità del motivo di censura, di riprodurre nel ricorso per Cassazione, in osservanza del principio di autosufficienza del medesimo, il documento nella sua integrità in modo da consentire alla Corte, che non ha accesso diretto agli atti del giudizio di merito, di verificare la decisività della censura.

Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

n ipotesi di lacuna espositiva del ricorso per cassazione è inidoneo ad integrare i requisiti tanto della sufficiente esposizione del fatto quanto, soprattutto, della specificità dei motivi, il semplice richiamo per relationem alle circostanze esposte ed alle questioni trattate nei precedenti gradi del giudizio.

Ricorso per Cassazione: cattivo uso del "prudente apprezzamento"

La doglianza che il giudice abbia fatto un cattivo uso del suo "prudente apprezzamento" nella valutazione della prova si risolve in una doglianza sulla motivazione della sentenza, che può trovare ingresso in sede di legittimità solo nei limiti in cui è ammissibile il sindacato da parte della cassazione sulla motivazione stessa.

I vizi delle sentenze amminstrative che conducono all'impugnazione per Cassazione

In sede di legittimità la denuncia di un vizio consistente in acritica adesione alla consulenza di primo grado pur in presenza di elementi richiedenti specifico esame non può limitarsi alla generica espressione della doglianza di motivazione inadeguata, essendo, invece, onere della parte indicare quali siano le circostanze e gli elementi rispetto ai quali si invoca il controllo di logicità sotto il profilo dell'apprezzamento della causalità dell'errore, ossia della decisività di tali circostanze

Impugnazione dell'interpretazione del contratto e ricorso in Cassazione

In tema di interpretazione dei contratti, l'accertamento della volontà degli stipulanti in relazione al contenuto del negozio si traduce in un'indagine di fatto affidata in via esclusiva al giudice di merito, che è incensurabile in sede di legittimità se non quando la motivazione sia così inadeguata da non consentire la ricostruzione dell'iter logico seguito per attribuire all'atto negoziale un determinato contenuto o per violazione delle regole ermeneutiche stabilite dagli artt. 1362 e ss. c.c.

I vizi motivazionali in tema di valutazione delle risultanze istruttorie

Ai fini d'una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze processuali, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate dalle parti, essendo invece sufficiente che egli, dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il suo convincimento e l'iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelli logicamente incompatibili con la decisione adottata

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