Indennità espropriativa e valore venale: un rapporto nuovo tra pubblica amministrazione ed espropriati

Il nuovo art. 37 del dPR 327/2001 La finanziaria è stata definitivamente approvata oggi 21 dicembre 2007 dal Senato, e con essa i nuovi primi due commi dell’articolo 37 DPR 327/2001, i quali adesso recitano:

1. L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene. Quando l’espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, l’indennità è ridotta del 25 per cento.

2. Nei casi in cui è stato concluso l’accordo di cessione, o quando esso non è stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta un’indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi ... _OMISSIS_ ...minata in via definitiva, l’indennità è aumentata del 10 per cento.

Il regime transitorio è così regolato:

Le disposizioni di cui all’articolo 37, commi 1 e 2, e quelle di cui all’articolo 45, comma 2, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto legislativo [così nel testo [1]] 8 giugno 2001, n. 327, come sostituiti dal comma 89, si applicano a tutti i procedimenti espropriativi in corso, salvo che la determinazione dell’indennità di espropriazione sia stata condivisa, ovvero accettata, o sia comunque divenuta irrevocabile.

Vengono pertanto pienamente confermate le conclusioni emerse dal convegno nazionale di Montegrotto Terme del 21 novembre 2007, sia con riguardo alla possibilità e... _OMISSIS_ ...rtunità di parametrare l’indennità al valore venale integrale (Loro), sia con riguardo alla gestione del regime transitorio che fa salve le indennità accettate o non più opponibili (Borgo e Benini).

Per quanto riguarda la scelta del valore venale integrale, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 348 del 14 ottobre 2007 avesse incoraggiato il legislatore ad adottare – in nome della “funzione sociale” della proprietà applicata all’espropriato – ambigue soluzioni intermedie e di compromesso, si tratta di una scelta saggia, coraggiosa nella sua secca semplicità, e del tutto condivisibile.

Innanzitutto il valore venale è la strada maestra per dare piena attuazione alla convenzione europea dei diritti del... _OMISSIS_ ...lla interpretazione del giudice di Strasburgo, evitando l’inaccettabile rinfocolarsi di un conflitto di sistema tra il nostro ordinamento e la giurisprudenza della CEDU.

In secondo luogo, sul piano pratico, non ci sarà alcun sfracello delle finanze pubbliche; va infatti rimarcato che le aree edificabili hanno una incidenza economica generalmente insignificante nelle grandi opere e nelle opere lineari; inoltre il valore venale ha già regolato l’indennità di esproprio dal 1865 al 1971 e dal 1983 al 1992 senza alcun dramma.

Gli unici a subire (anche pesanti, ma comunque temporanee) ripercussioni saranno i Comuni, che intervengono con opere puntiformi in territori urbani, ma le ripercussioni si avranno solo transitoriamente per le opere ... _OMISSIS_ ...ichiederanno rifinanziamenti: per il futuro, ovviamente, i Comuni dovranno prendere atto del nuovo assetto degli oneri espropriativi e programmare solo opere che, sotto il profilo finanziario, saranno con esso compatibili, iniziando, se del caso, ad utilizzare sul serio i nuovi strumenti di conferimenti volumetrici e crediti edilizi sostitutivi dell’indennità introdotti dalle ultime leggi urbanistiche regionali.

Si consideri inoltre che il valore venale pieno, rispetto all’imbroglio del 5 bis, produrrà, con ogni probabilità, un effetto rasserenante e deflativo del contenzioso [2].

L’esperienza nei rapporti con gli espropriati mi ha insegnato quali enormi benefici produca qualunque progresso delle procedure amministrative nella... _OMISSIS_ ...a chiarezza, della semplificazione, della lealtà, del buon senso: ciò si è verificato in modo eclatante negli anni duemila con il diffondersi, dopo l’Adunanza Plenaria 14/1999, del “giusto procedimento”, cioè di un reale contraddittorio prima della dichiarazione di pubblica utilità: ritengo che il varo odierno della nuova disciplina indennitaria per le aree edificabili rappresenti un’altra pietra miliare nel consolidarsi di una pubblica amministrazione per i cittadini e non contro di essi: l’ente espropriante paga il giusto e paga subito, e il cittadino non si oppone pregiudizialmente alle ragioni della comunità.

La sentenza 348/2007 e la “funzione sociale” applicata all’indennità di esproprio La Corte Costituzi... _OMISSIS_ ...sia giunta finalmente a riconoscere – sotto la pressione della giurisprudenza di Strasburgo – che l’abbattimento dell’indennità di esproprio fino al 76% del valore venale non è ammissibile (« il legittimo sacrificio che può essere imposto in nome dell’interesse pubblico non può giungere sino alla pratica vanificazione dell’oggetto del diritto di proprietà »), risente di un approccio culturale alla proprietà privata peculiare rispetto alle radici del pensiero giuridico europeo riconoscibili nella Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali come interpretata dalla Corte dei diritti dell’uomo.

Il contrasto è ammesso anche dalla Corte di Cassazione: « la concez... _OMISSIS_ ...el diritto di proprietà che fa da sfondo all’interpretazione resa dalla Corte dei diritti sull’art. 1, I prot. add. (si veda, oltre alle sentenze Scordino del 29.7.2004 e 17.5.2005 anche l’altra sentenza, sempre in causa Scordino, del 15.7.2004, sulla reiterazione dei vincoli urbanistici) non appare perfettamente in linea con il disegno dell’Assemblea costituente (nell’art. 42, ma anche, più in generale, nell’art. 41 Cost.), di mediare le facoltà dominicali (e imprenditoriali) con l’utilità pubblica » (CASS 11887/2006).

Questo particulare ideologico trova il suo fondamento nell’articolo 42 Cost., il quale attribuisce alla proprietà privata una “funzione sociale”, ed è in virtù di tale “fun... _OMISSIS_ ...dquo; che il legislatore continua a non avere, secondo la Corte Costituzionale (e in ciò ha ragione Maurizio Borgo nel suo articolo del 5 dicembre su EOL) l’obbligo di commisurare l’indennità di espropriazione al valore di mercato pieno; infatti la sentenza 348 afferma a chiare lettere: « Si deve tuttavia riaffermare che il legislatore non ha il dovere di commisurare integralmente l’indennità di espropriazione al valore di mercato del bene ablato ». E aggiunge subito dopo: « L’art. 42 Cost. prescrive alla legge di riconoscere e garantire il diritto di proprietà, ma ne mette in risalto la “funzione sociale” ».

Il problema è che codesta “funzione sociale” è un concetto dai contorni quantoma... _OMISSIS_ ... nella sua applicazione pratica agli espropriati.

E infatti emerge, in ordine a ciò, la debolezza dell’impianto teorico della sentenza 348.

L’unico contenuto che, in ultima analisi, viene dato dalla Corte Costituzionale al concetto di “funzione sociale” applicato all’indennità di esproprio è di caratt...


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Autore

Loro, Paolo

Laureato in giurisprudenza, direttore e coordinatore scientifico della rivista Esproprionline, direttore del network di riviste tecnico-giuridiche Territorio.it, consulente e operatore in materia di espropriazione per pubblica utilità, direttore dei notiziari bimestrali di giurisprudenza Esproprionline, Urbium, Patrimoniopubblico, curatore di repertori e massimari giurisprudenziali, autore e curatore di varie pubblicazioni, docente in numerosi corsi di formazione, già capo ufficio espropriazioni del Comune di Padova.