Reintroduzione del valore venale: indennità e risarcimenti

Il significato macroeconomico del valore venale come parametro indennitario, con particolare riferimento alle opere strategiche L’argomento più temuto dalle Pubbliche Amministrazioni, in caso di reintroduzione del valore venale, è l’aumento dei costi espropriativi.

Sarà davvero una situazione drammatica ?

Alcuni amici, che lavorano in Comune, operando in contesti urbani in cui è frequente imbattersi in aree edificabili, sono indubbiamente alle prese per un certo numero di opere con il fatidico raddoppio degli oneri di esproprio, conseguente alla reintroduzione del valore venale (il raddoppio si riferisce al caso in cui i proprietari accettano l’indennità).

Ma altri amici, che lavorano in Provincia o all’AN... _OMISSIS_ ...zi di bonifica, e realizzano prevalentemente opere lineari, vivono una situazione completamente diversa, espropriando nella maggior parte dei casi terreni non edificabili.

Da una sommaria verifica, su un controllo di n. 20 lavori dell’ANAS in corso di esecuzione, il costo dei lavori ammonta a € 540.000.000,00 gli espropri complessivi ammontano a € 7.200.000,00, dei quali solo € 400.000,00 sono imputabili ad aree edificabili. Nello stesso range di lavori, ad esempio, i costi delle sole pubblicazioni degli avvisi di avvio del procedimento ammontano a circa € 500.000,00 [1].

E’ evidente che, nel caso descritto, l’incidenza del raddoppio degli oneri espropriativi per le aree edificabili ha un impatto assoluta... _OMISSIS_ ...ile rispetto sia agli oneri espropriativi, sia – a maggior ragione – rispetto ai costi delle opere pubbliche.

Da notare che i lavori testé citati dell’ANAS sono in parte opere strategiche della “legge obiettivo” 443/2001.

Questa legge delega il Governo ad individuare le infrastrutture pubbliche e private e gli insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese nonché per assicurare efficienza funzionale ed operativa e l’ottimizzazione dei costi di gestione dei complessi immobiliari sedi delle istituzioni dei presìdi centrali e la sicurezza strategica dello Stato e delle opere la cui rilevanza culturale trascende i confini n... _OMISSIS_ ...
Viene abbastanza spontaneo ravvisare in tali opere quegli interventi di riforma economica che secondo la Corte Costituzionale giustificherebbero un abbattimento rispetto al valore venale.

Se tuttavia si tiene conto del fatto che la Corte Costituzionale ritiene legittima la riduzione del valore venale per il motivo che «l’eccessivo livello della spesa per espropriazioni renderebbe impossibili o troppo onerose iniziative di questo tipo», ovvero «livelli troppo elevati di spesa per l’espropriazione di aree edificabili destinate ad essere utilizzate per fini di pubblico interesse potrebbero pregiudicare la tutela effettiva di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione», ciò, con riguardo alle opere strategiche, n... _OMISSIS_ ...tro nella realtà, per le seguenti ragioni:

1. le opere strategiche sono tendenzialmente quelle che costano di più, e cioè quelle dove l’incidenza degli oneri di esproprio è inferiore, se non assolutamente trascurabile, rendendo del tutto infondata l’affermazione che senza un taglio del 25% dell’indennità di esproprio per le aree edificabili l’opera non si può fare;

2. le opere strategiche vengono realizzate quasi sempre su aree non edificabili, e pertanto l’eventuale risparmio di cui sopra non è quasi mai percettibile;

3. nel programma delle opere strategiche, oltre ad interventi effettivamente di grande interesse nazionale, c’è finito di tutto e di più, dall’accessibilit... _OMISSIS_ ... Fiera di Milano, all’adeguamento alla strada statale 156 dei Monti Lepini, dalla strada statale 131 presso l’abitato di Sanluri, alla linea elettrica Turbigo-Bovisio tratta Turbigo-Rho, dall’acquedotto Gela Aragona alla strada umbra tre Valli, tratta Eggi San Sabino, e così via. Persino i medesimi interventi – e mi riferisco ad esempio al quarto quadrante del raccordo anulare di Roma – sono in parte lotti “normali” e in parte lotti confluiti nella legge obiettivo.

Non esiste pertanto alcun riconoscibile criterio distintivo dei connotati di codeste opere, e sta diventato strategico e meritevole di urgente finanziamento tutto quello che a livello politico si riesce a far includere nel programma: non è evidenteme... _OMISSIS_ ... che da tali fortuite evenienze possa essere fatto dipendere il discrimine nella quantificazione dell’indennizzo.

L’esperienza pratica insegna che solo in caso di opere di modeste dimensioni e basso costo di progettazione ed esecuzione, completamente ricadenti in aree edificabili – fattispecie che si possono ritenere in termini macroeconomici minoritarie (ancorché prevalentemente concentrate in capo a determinati soggetti, come i Comuni) – il differenziale tra il valore venale e il criterio del cinque bis può metterne a repentaglio la realizzazione.

E comunque la criticità finanziaria si pone solo in via transitoria per le opere in corso, dal momento che la programmazione di quelle future dovrà tenere conto dei nuovi oner... _OMISSIS_ ...ne delle aree.

Nella maggior parte dei casi, invece, il differenziale rispetto al valore venale è scarsamente rilevante a fronte dei costi complessivi delle opere pubbliche, degli oneri fiscali sui provvedimenti di esproprio, delle spese di progettazione, dei costi dei frazionamenti, delle parcelle dei notai, dei costi di pubblicazione sui giornali, delle terne dei periti, e così via. Ad esempio, se si prendono in considerazione le pubblicazioni sui due quotidiani a tiratura nazionale e locale introdotte ex novo dagli articoli 11 e 16 TUE per le opere con più di cinquanta destinatari (notare: destinatari, non ditte), dunque anche per opere modestissime (come una pista ciclabile che tocca due condomini), si può constatare che i relativi costi possono sup... _OMISSIS_ ...casi le stesse indennità di esproprio. E si tratta di uno dei numerosi adempimenti di cui è costellata la procedura.

Infine è plausibile ritenere che un’indennità parametrata al valore venale, e dunque più satisfattiva per il proprietario, possa avere un effetto sedativo del contenzioso, con conseguente minore incidenza di oneri legati alle vicende processuali (periti, avvocati, rivalutazione e interessi, spese processuali) e alle vicende amministrative derivanti dal prolungamento della procedura (si pensi al

deposito in Cassa Depositi e Prestiti - prima - e svincolo - poi - delle somme non accettate).

L’equiparazione tra indennità per l’esproprio legittimo e risarcimento per l’esproprio illegittimo Il com... _OMISSIS_ ...;articolo 5 bis, come sostituito dall’art. 1, comma 65, L. 28 dicembre 1995, n. 549 (finanziaria 1996), stabiliva che «Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in tutti i casi in cui non sono stati ancora determinati in via definitiva il prezzo, l’entità dell’indennizzo e/o del risarcimento del danno, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».

Questa disposizione fin dal suo primo apparire fu oggetto di aspre critiche, perché, al di là...


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Autore

Loro, Paolo

Laureato in giurisprudenza, direttore e coordinatore scientifico della rivista Esproprionline, direttore del network di riviste tecnico-giuridiche Territorio.it, consulente e operatore in materia di espropriazione per pubblica utilità, direttore dei notiziari bimestrali di giurisprudenza Esproprionline, Urbium, Patrimoniopubblico, curatore di repertori e massimari giurisprudenziali, autore e curatore di varie pubblicazioni, docente in numerosi corsi di formazione, già capo ufficio espropriazioni del Comune di Padova.