I reati urbanistici: l'art. 44 lett. c) seconda parte

La lett. c) dell’art. 44 sanziona, con la pena congiunta dell’arresto fino a due anni e dell’ammenda da Euro 30.986,00 a 103.290,00, la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio [1] e chiunque esegua interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso di costruire.

Soffermandoci soltanto sulla seconda parte della disposizione richiamata, la ratio di essa consiste nell’attribuire una maggior tutela alle aree ed ai beni aventi un principale significato culturale e, più in generale, ambientale [2].

Inoltre, appare doveroso notare fin da subito, che la fattispecie in commento risulta integr... _OMISSIS_ ...o dalle difformità totali vere e proprie, ma anche a seguito di variazioni essenziali. Si applica, viceversa, la contravvenzione di cui alla lett. a) in caso di violazione delle prescrizioni urbanistiche per le zone di particolare interesse ambientale, quando abbia comportato la costruzione in parziale difformità rispetto all’autorizzazione paesistica [3].

Si sottolinea che in presenza di interventi edilizi in zona paesaggisticamente vincolata, ai fini della loro qualificazione giuridica e dell’individuazione della sanzione penale applicabile, è indifferente la distinzione tra interventi eseguiti in difformità totale o parziale ovvero in variazione essenziale, poiché l’art. 323 d.P.R. 380/2001 prevede espressamente che tutti gli interventi re... _OMISSIS_ ...a sottoposta a vincolo paesaggistico eseguiti in difformità dal titolo abilitativo, inclusi quelli eseguiti in parziale difformità, si considerano come variazioni essenziali e, quindi, come difformità totali [4].

L’interesse protetto dalla norma è duplice, configurandosi così un reato plurioffensivo: da un lato, la violazione urbanistica; dall’altro, la violazione culturale e ambientale. L’oggetto materiale sul quale incide la condotta criminosa si identifica con il luogo di vita, di lavoro, e di benessere psichico e fisico della collettività secondo un’ampiezza di concezione che corrisponde al contenuto prescrittivo degli strumenti urbanistici.

Si rammenta che la giurisprudenza è assolutamente concorde nel ritener... _OMISSIS_ ...vvenzione prevista dall’art. 441, lett. c), seconda parte, del d.P.R. n. 380/2001 ha natura di reato autonomo e non di circostanza aggravante della fattispecie di cui alla lett. b) della citata norma [5].

L’integrazione del reato di edificazione abusiva in zona assoggettata a vincolo, non implica un’effettiva lesione materiale del vincolo stesso, né alcun accertamento della violazione del bene protetto, essendo la lesione dello stesso in re ipsa [6].

La Suprema Corte ha evidenziato che l’esecuzione di interventi edilizi in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico non integra il reato in commento, ma quello di cui alla lett. b) dell’art. 44, dal momento che tale vincolo non è ricompreso tra quelli tassativamente e... _OMISSIS_ ...ett. c) della medesima disposizione, come tali insuscettibili di estensione analogica [7].

Tuttavia, gli Ermellini in una sentenza storica [8], perché sovvertiva di ogni altro orientamento giurisprudenziale (compreso quello amministrativo), hanno esteso la tutela ambientale, in particolare paesaggistica-archeologica, anche a quelle aree di interesse regionale e/o sulle quali lo Stato non abbia ancora riconosciuto alcun vincolo protettivo.

In particolare, è stato affermato che l’oggetto della tutela non deve essere tanto la bellezza naturale o archeologica, vale a dire la salvaguardia di ogni bene fisico, geologico, morfologico o culturale che abbia rilevante valore paesaggistico e ambientale, rientrante nel nostro patrimonio storico-archeo... _OMISSIS_ ...l’interesse legittimo del cittadino, sia economico che sociale, a servirsi di tali beni e di vederli protetti, al fine di un pieno godimento ed usufrutto, in senso lato, degli stessi. Quindi, esso prevale su tutti gli altri diritti concomitanti.

Infatti, la Suprema Corte continuava ribadendo che la ratio dell’istituzione di tali vincoli e delle relative riserve paesaggistiche è proprio quella di garantire lo sfruttamento del nostro patrimonio culturale, sotto ogni punto di vista, ed il potere di ciascun individuo di vederlo conservato, impedendo ogni forma di depauperamento ed abuso [9].
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