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42-bis: l’indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale

La somma di denaro da corrispondere al privato, comprende un ulteriore elemento, dichiaratamente finalizzato a tenerlo indenne dal «pregiudizio [...] non patrimoniale» e di norma «forfettariamente liquidato nella misura del misura del dieci per cento del valore venale del bene» .

Il danno all’immagine della pubblica amministrazione

Il danno all’immagine lede, attraverso il perseguimento criminoso da parte di un soggetto legato all’amministrazione da un rapporto di servizio di fini personali e utilitaristici, ben diversi da quelli del perseguimento dell’interesse generale, la fiducia che i consociati ripongono nel buon andamento e nell’imparzialità dell’amministrazione con ricadute negative sull’organizzazione amministrativa e sulla gestione dei servizi in favore della collettività

La determinazione del danno da parte del giudice contabile

Per quanto concerne la quantificazione del danno occorre ricordare che anche nel giudizio contabile vige la regola, sancita dall’art. 112 del c.p.c., della corrispondenza tra quanto richiesto dalla parte attrice e quanto pronunciato

Danno erariale e rilevanza dei vantaggi conseguiti dall'amministrazione

nel giudizio di responsabilità, fermo restando il potere di riduzione, deve tenersi conto dei vantaggi comunque conseguiti dall’amministrazione di appartenenza, o da altra amministrazione, o dalla comunità amministrata in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità

Danno erariale: il potere di riduzione dell’addebito

L’art. 83 del R.D. n. 2440/1923 prevede il c.d. potere riduttivo dell’addebito. Si tratta del potere riconosciuto in capo al giudice contabile di, una volta valutate le singole responsabilità, «porre a carico dei responsabili tutto o parte del danno accertato o del valore perduto».

Le occupazioni illegittime della p.a.

L’acquisto della proprietà tramite procedimento espropriativo, non necessariamente definitivo se si considera l’eventuale retrocessione del bene espropriato, andando ad incidere su un diritto fondamentale riconosciuto e garantito dalla Costituzione, è ammesso solo nel rispetto dei limiti e delle garanzie imposti dalla Costituzione medesima.

Indennizzo e risarcimento da illegittima occupazione

L’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 indica quanto dovuto in termini monetari dall’amministrazione al fine di acquisire non retroattivamente al suo patrimonio indisponibile l’area illegittimamente occupata, sanando in tal modo l’illecito perpetrato.

Il danno erariale nelle occupazioni illegittime

il danno erariale, di cui possono essere chiamati a rispondere gli operatori, sta nel differenziale tra indennità di esproprio e di occupazione da un lato, e indennizzo e risarcimento da espropriazione illegittima dall’altro.

La condotta antigiuridica

Con il termine condotta antigiuridica, oggettivamente inteso, si intende, ai fini che qui interessano, il comportamento antigiuridico tenuto dai dipendenti o dagli amministratori pubblici in violazione degli obblighi loro riferibili in relazione alle funzioni da essi svolte nell’ambito della pubblica amministrazione (obblighi di servizio) .

La partecipazione di più soggetti alla causazione del danno

Nell’ambito della responsabilità extracontrattuale l’art. 2055 c.c. fissa il principio della responsabilità solidale di tutti i soggetti compartecipi nel caso in cui il fatto dannoso sia imputabile a più persone .

Il nesso di causalità

La condotta dell’agente, ai fini dell’affermazione della responsabilità erariale del medesimo, deve essere legata al danno sofferto dall’Amministrazione da un nesso di causalità.

Il nesso causale e la filiera dei responsabili

Le procedure espropriative si svolgono in un arco di tempo pluriennale che vede a volte più soggetti, siano essi amministratori o dipendenti pubblici, avvicendarsi nel compimento dei vari atti amministrativi ad esse preordinate.

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