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PRG

 

TEMI degli articoli



Piano regolatore generale e piano di fabbricazione
La disciplina urbanistica contenuta nel P.D.F. non va disgiunta dalle norme contenute nell’annesso regolamento edilizio, con le quali va integrata e coordinata in base ad una lettura sistematica delle diverse disposizioni, conformemente ai comuni canoni ermeneutici.

Durata ed effetti del P.R.G.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia, le direttive impartite dal Consiglio comunale nella predisposizione di un nuovo PRGC e delle varianti al PRGC in vigore, previste dall'art. 31 della l.r. 19 novembre 1991, n. 52, assumono le caratteristiche di linee guida a contenuto vincolante per quanto riguarda la zonizzazione del territorio.

L'interpretazione degli strumenti urbanistici
Va preferibilmente evitata – ogni volta che ciò sia possibile – ogni interpretazione degli strumenti urbanistici suscettibile di produrre effetti aberranti o irragionevoli.

I pareri tecnici da richiedere prima dell'adozione del P.R.G.
Il parere sismico previsto dall'art. 89 D.P.R. 380/2001 deve essere richiesto prima dell’adozione del piano in modo che si possa tener conto dei suoi contenuti allorché l’ente compie le sue scelte pianificatorie; è da escludersi che nel caso in cui venga in rilievo uno strumento urbanistico generale sia applicabile la giurisprudenza che ritiene che detto parere possa intervenire nel corso del procedimento di approvazione.

Le indicazioni grafiche (planimetrie) del piano regolatore generale e le prescrizioni normative
Le indicazioni grafiche contenute nelle planimetrie allegate allo strumento urbanistico hanno natura di prescrizioni precettive, alla luce e nei limiti delle prescrizioni normative contenute nello stesso piano; pertanto, la rappresentazione grafica di uno strumento urbanistico ne costituisce parte integrante, salvo che si pongano in contrasto con le prescrizioni normative.

La pubblicazione del P.R.G. quale condizione di efficacia normativa
Le prescrizioni del P.R.G., una volta approvate e pubblicate nelle forme previste, hanno valore di prescrizione di ordine generale di contenuto normativo, e come tali sono assistite da una presunzione legale di conoscenza da parte dei destinatari.

Rapporto tra P.R.G. e pianificazione acustica, programma di fabbricazione, volumetria esistente
Il fatto che il Piano di Zonizzazione Acustica descriva l’area interessata come a prevalente destinazione industriale non impedisce all'Amministrazione comunale, in sede di pianificazione urbanistica, di destinare l'area ad un utilizzo diverso, giacché il Piano di Zonizzazione Acustica fotografa una situazione in essere e il Piano Strutturale, invece, delinea quelle che saranno le future trasformazioni possibili dell'area.

Adozione della variante al P.R.G.: la relazione idrogeologica e la relazione illustrativa
La mancata acquisizione della relazione idrogeologica non vizia la delibera di adozione della variante al P.R.G. qualora la stessa sia stata acquisita soltanto due giorni dopo l'adozione della variante e ciò abbia permesso comunque a chiunque vi abbia interesse, di formulare adeguate osservazioni.

Rinnovazione della procedura di approvazione del P.R.G. e sua ripubblicazione
Qualora la nuova disciplina urbanistica dettata a seguito delle osservazioni dell'Ente preposto alla approvazione, non comporti una rielaborazione complessiva del piano, ovvero un mutamento delle sue caratteristiche essenziali e dei criteri che presiedono alla sua stessa impostazione, ma comporti modifiche con incidenza limitata ad una singola area di trasformazione, essa non è tale da stravolgere il piano e comportare nella sostanza una nuova adozione.

Lo ius variandi relativo alle prescrizioni di P.R.G.
Le convenzioni urbanistiche devono sempre considerarsi rebus sic stantibus, e, persino durante la piena efficacia di un piano urbanistico e della relativa convenzione urbanistica, legittimamente l'amministrazione, in presenza di un interesse pubblico sopravvenuto, ha la facoltà di introdurre nuove previsioni, con il solo onere di motivare le esigenze che le determinano.

P.R.G. e Programma di fabbricazione: contenuto e funzione
La disciplina urbanistica contenuta nel Programma di Fabbricazione non va disgiunta dalle norme contenute nell’annesso regolamento edilizio, con le quali va integrata e coordinata in base ad una lettura sistematica delle diverse disposizioni, conformemente ai comuni canoni ermeneutici.

Lo strumento urbanistico comunale generale: natura ed obiettivi
Le previsioni dello strumento urbanistico generale servono a conformare l’edificazione futura e non anche le costruzioni esistenti al momento dell’entrata in vigore del Piano o di una sua variante, ciò facendo con prescrizioni tendenzialmente a tempo indeterminato, in quanto conformative delle destinazioni dei suoli.

Le norme tecniche di attuazione del P.R.G.
Le NTA, in quanto subordinate e meramente esecutive rispetto al PRG, non possono contraddire o modificare le destinazioni previste dal Piano, e quindi non possono modificare la qualificazione urbanistica della zona, limitandosi a rendere attuabili le relative prescrizioni.

Approvazione e modifiche al P.R.G.
Il provvedimento finale di approvazione di uno strumento urbanistico costituisce un atto complesso ed ineguale alla cui formazione concorrono sia la volontà comunale che quella regionale e la partecipazione al procedimento della regione è giustificata dalla necessità di tutelare gli interessi pubblici affidati dall'ordinamento alla stessa.

Necessità di ripubblicazione del p.r.g.
In caso di accoglimento delle osservazioni formulate dai privati, comportanti una profonda deviazione dai criteri posti a base del piano adottato, si deve fare luogo a nuova pubblicazione ed alla conseguente raccolta delle ulteriori osservazioni.

Normativa regionale relativa all'approvazione di modifiche al P.R.G.
La Regione, nell’esercizio della propria competenza legislativa in materia urbanistica, può discrezionalmente scegliere gli organi degli enti delegati sui quali appuntare in concreto l’esercizio della funzione di approvazione degli strumenti urbanistici comunali; solo in difetto di indicazioni regionali specifiche possono trovare applicazione le regole generali della disciplina statale previste dal D.Lgs. 267/2000.

Il provvedimento di stralcio del P.R.G.
Nell'ipotesi di mancata condivisione dell’assetto complessivo del piano, l'ente sovraordinato non può apportare modifiche d'ufficio, ma può soltanto rifiutare l'approvazione oppure approvare il piano soltanto parzialmente, con stralcio di alcune zone.

Condizioni di legittimità e contenuto del P.R.G.
E’ illegittimo il regolamento comunale che preveda un generico rimborso forfettario per oneri sopportati dal Comune per attività di vario genere concernenti sorveglianza e verifica tecnica delle strade, senza che sia in alcun modo specificata l'attività esercitata dal Comune ed il presupposto per la richiesta di rimborso.

Il Piano Regolatore Generale Comunale (P.R.G.C.) e le varianti
Il Piano Regolatore Generale Comunale regola l’attività edificatoria all’interno del territorio comunale. Esso è redatto da un Comune per il suo territorio o da più Comuni limitrofi. La P.A. gode infatti di un potere discrezionaleampio per il perseguimento dell’interesse pubblico urbanistico: sarà sufficiente una motivazione dalla quale risultino ragioni non illogiche, poste alla base delle sue decisioni, fatte salve, in ogni caso, le eventuali situazioni di affidamento qualificato del privato

Comuni totalmente privi di strumento urbanistico generale: gli standard generali
è opportuno soffermarsi sull’ipotesi della lacuna normativa, che si può presentare in due forme: da un lato, infatti, essa ricorre laddove il territorio comunale sia totalmente sprovvisto di strumenti di pianificazione , ma dall’altro va analizzata anche l’ipotesi in cui, pur essendoci uno strumento urbanistico generale, questo non trovi applicazione in una parte del territorio comunale .

Comuni parzialmente privi di strumento urbanistico generale: le zone bianche
Le origini storiche del fenomeno risalgono al panorama anteriore alla legge ponte, allorché i piani regolatori tendevano a disinteressarsi delle aree extraurbane, che venivano definite zone bianche proprio perché prive di colorazione negli allegati cartografici