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TEMI degli articoli



Fonti giuridiche sovranazionali della confisca edilizia
A proposito delle fonti sovranazionali della confisca edilizia va in particolare esaminata la compatibilità dell’istituto con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo firmata a Roma il 4 novembre 1950 e successivamente integrata da una serie di protocolli aggiuntivi, come interpretata dallo specifico organo giurisdizionale permanente (la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo), finalizzato ad assicurare il rispetto degli impegni derivanti agli Stati contraenti dalla Convenzione stessa.

Presupposti ed ambito applicativo della confisca edilizia: gli abusi di massima gravità
La confisca edilizia è una misura sanzionatoria che scatta laddove il trasgressore non solo abbia realizzato un abuso edilizio di massima gravità, ma abbia anche omesso di ripristinare la legalità violata nei termini di legge: è solo in presenza di questi presupposti, infatti, che prende avvio il procedimento confiscatorio.

Il contenuto dell’ordinanza di demolizione quale comunicazione di avvio del procedimento acquisitivo
Per dare all’ordinanza di demolizione la dignità di una vera comunicazione di avvio del procedimento sarebbe opportuno che l’atto avesse i contenuti tipici dell’art. 8, comma 2, della L. 241/1990: quest’ultima norma, infatti, prescrive il contenuto minimo della comunicazione di avvio del procedimento, elencandolo in sei lettere, con un catalogo che il legislatore ritiene idoneo a garantire le esigenze partecipative degli interessati.

Effetti dell'istanza di sanatoria edilizia sulla demolizione e sulla confisca
Così come l’istanza di condono, anche l’istanza di accertamento di conformità (almeno se non pretestuosa) comporta una sospensione necessaria del procedimento sanzionatorio eventualmente intrapreso dall’autorità comunale, nonché l’inefficacia dell’ordinanza demolitoria eventualmente già spiccata.

L’obbligo di indicazione dell’oggetto della confisca edilizia
La maggior parte della giurisprudenza amministrativa, pur non rispettando la volontà legislativa di indicare l’area che viene acquisita di diritto al patrimonio comunale sin dall’ordinanza di demolizione, richiede per lo meno che essa sia indicata nel provvedimento di accertamento dell’intervenuta confisca, ad esempio con i riferimenti catastali.

Impugnazione del provvedimento di confisca edilizia in seguito all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione
I motivi di impugnazione del provvedimento della confisca si possono ascrivere a tre categorie: per l’illegittimità derivata dall'invalidità dell'ordinanza di demolizione; per vizi del provvedimento acquisitivo, ma sostanzialmente analoghi ad altrettanti vizi dell'ordinanza di demolizione; per vizi squisitamente propri, ossia giammai formulati nei confronti dell’ordinanza ripristinatoria.

La notifica agli interessati quale condizione di efficacia del provvedimento di confisca edilizia
La confisca non può produrre i suoi effetti tipici (ossia non può autorizzare l’immissione in possesso e la trascrizione dell’acquisto) prima della sua notifica individuale ai privati interessati: si tratta degli stessi soggetti che hanno ricevuto l’ordinanza di demolizione: da un lato il proprietario (e tutti i contitolari del bene), dall’altra i responsabili dell’abuso, così come identificati in apposita norma del testo unico edilizia.

L’impossessamento del bene confiscato da parte della p.a.
L’art. 31 d.P.R. 380/2001 non si preoccupa di regolamentare come l’ufficio incaricato dell’esecuzione del provvedimento di confisca debba procurare all’amministrazione la materiale disponibilità del bene. Per colmare la lacuna è dunque opportuno ricercare nell’ordinamento una normativa applicabile in via analogica. A tal fine si può far riferimento alla disciplina dettata dal d.P.R. 327/2001 per l’esecuzione del decreto di esproprio.

La confisca edilizia nell'attuale formulazione ex art. 31 d.p.r. 380/2001
L'art. 31 del d.p.r. 380/2001 riprende e fa propria la struttura dell'art. 7 l. 47/1985, ma il legislatore ne approfitta per apportare alcune precisazioni di non poco momento, soprattutto sulla base dei contrasti che si erano delineati nel vigore della normativa precedente.

Sanzioni previste per l'opera abusiva realizzata su area demaniale
Gli interventi di modifica del territorio che interessano aree appartenenti al demanio dello Stato non si sottraggono al controllo comunale di conformità ai vigenti strumenti di pianificazione ed, in particolare, all’esercizio della potestà repressiva del comune medesimo in presenza di accertati abusi.

Confisca dei terreni e delle opere abusivamente lottizzati (art. 44 D.P.R. 380/2001)
La confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente prevista dall'art. 44, co. 2, D.P.R. 380/2001 non ha natura di misura di sicurezza patrimoniale, ma configura una sanzione amministrativa applicata dal giudice penale in via di supplenza rispetto al meccanismo amministrativo di acquisizione dei terreni lottizzati al patrimonio disponibile del comune.

Demolizione dell'opera edilizia abusiva e sanzione pecuniaria per l'inottemperanza
La sanzione pecuniaria di cui all’art. 31, comma 4-bis, del D.P.R. n. 380/2001 è stata introdotta dal d.l. n. 133/2014, all’evidenza, al fine di incentivare la spontanea attivazione dei responsabili degli abusi rispetto all’ordine di demolizione, e ciò reprimendo le condotte omissive prese in considerazione dal precetto della disposizione.

Retroattività o irretroattività delle sanzioni amministrative ripristinatorie
In sede di repressione è applicabile il regime sanzionatorio vigente al momento in cui l’amministrazione provvede ad applicare la misura ripristinatoria, anche se entrata in vigore successivamente alla commissione dell’abuso.

Notificazione dell’ordinanza di demolizione all'autore dell'abuso edilizio
E' illegittima l'ingiunzione di demolizione che non venga notificata al responsabile dell'abuso né al proprietario dell'opera abusiva ma solo al proprietario dell'area sulla quale è stata realizzata la stessa opera, soprattutto se questi non ha la materiale disponibilità e non può procedere alla demolizione o rimozione dell'opera abusiva.

Soggetti destinatari delle sanzioni previste in caso di abuso edilizio
Ogni sanzione amministrativa, anche in materia edilizia, va comminata nei confronti del responsabile dell’abuso edilizio contestato, che ai sensi dell’art. 29 T.U. Edilizia non è soltanto il costruttore, ma anche il committente, mentre il proprietario non autore dell’abuso e non committente delle opere può ritenersi responsabile soltanto ove emerga un suo coinvolgimento doloso o colposo nella realizzazione dei lavori.

Sanzioni per abusi edilizi: l'ordinanza di sospensione dei lavori
Il potere di sospensione dei lavori edili in corso è di tipo cautelare, in quanto destinato ad evitare che la prosecuzione dei lavori determini un aggravarsi del danno urbanistico, e alla descritta natura interinale del potere segue che il provvedimento emanato nel suo esercizio ha la caratteristica della provvisorietà, fino all'adozione dei provvedimenti definitivi.

Sospensione del procedimento sanzionatorio per abusi edilizi
Ove risulti presentata un'istanza di concessione in sanatoria ogni procedimento sanzionatorio in materia edilizia deve restare sospeso fino alla definizione di detta istanza da parte del Comune.

La normativa di Regioni/Province sulle sanzioni per abuso edilizio
La normativa regionale può ben prevedere che per la quantificazione della sanzione pecuniaria per la violazione edilizia si faccia riferimento non al momento del compimento dell'abuso ma al momento dell'irrogazione della sanzione.

La scelta tra le sanzioni applicabili all'abuso edilizio compete alla P.A.
I provvedimenti sanzionatori avverso manufatti abusivi sono subordinati alla sola verifica dei presupposti, sicché l'Amministrazione, una volta accertata la consistenza dell'abuso, non dispone di margini di ulteriore valutazione dei profili di interesse pubblico o di circostanze riferibili a situazioni particolari dell'immobile o del trasgressore.

La sanatoria degli abusi edilizi e lo svolgimento di opere di ristrutturazione
Le misure repressive di abusi edilizi costituiscono atti dovuti e rigorosamente vincolati, rispetto ai quali non sono predicabili i vizi di eccesso di potere.

Condizioni di applicabilita della sanzione pecuniaria nei casi di ileecito edilizio
L’applicabilità della sanzione pecuniaria è subordinata non solo all'allegazione, ma anche alla dimostrazione dell’impossibilità di effettuare la demolizione senza danno per la parte eseguita in conformità.

Soggetti responsabili dell'abuso edilizio da demolire: il proprietario, l'acquirente e il locatore
Il fatto che il proprietario attuale non sia il materiale autore dell'abuso già esistente non lo esime dal dovere di ripristinare la conformità a legge dei luoghi, fatte salve le facoltà di rivalsa; diversamente opinandosi, attraverso il passaggio del bene ad altro soggetto, sarebbe facilmente eludibile la regola che impone la restitutio in integrum del territorio

Acquisizione gratuita al patrimonio indisponibile del Comune della costruzione abusiva
Sono costituzionalmente legittime le disposizioni che prevedono l'acquisizione gratuita al patrimonio indisponibile del Comune, oltre che della costruzione abusiva, non tempestivamente demolita, anche dell'area sulla quale insiste: detta acquisizione rappresenta la reazione dell'ordinamento al duplice illecito posto in essere da chi, dapprima, esegue un'opera in totale difformità o in assenza della concessione e, poi, non adempie l'obbligo di demolire l'opera stessa entro il termine fissato

L’ordine di ripristino in caso di violazione della disciplina edilizia
Il potere sanzionatorio di ingiunzione di demolizione di opere abusive, trattandosi di un tipico potere gestionale, rientra nelle competenze del dirigente comunale ovvero, nei Comuni privi di detta qualifica, dei responsabili degli Uffici e dei Servizi.

La motivazione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi
I provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi non abbisognano di particolare motivazione (in particolare, in tema di sussistenza di interesse pubblico attuale alla demolizione), posto che l’esercizio del potere repressivo-sanzionatorio risulta sufficientemente giustificato, quanto al presupposto, dalla mera descrizione delle opere abusivamente realizzate, stante la previsione legislativa della conseguente misura sanzionatoria.

Inapplicabilità del principio di irretroattività in materia di sanzioni amministrative
L'illecito edilizio ha natura permanente, violando con la sua realizzazione l'ordinato e programmato assetto urbanistico del territorio: pertanto, colui che ha realizzato l'abuso mantiene inalterato nel tempo l'obbligo di eliminare l'opera abusiva e il potere di repressione degli abusi edilizi può essere esercitato retroattivamente, cioè anche per fatti verificatisi prima dell'entrata in vigore della norma che disciplina tale potere.

Imprescrittibilità del potere di repressione degli abusi edilizi dei Comuni
La potestà di vigilanza e di repressione degli abusi edilizi commessi sul proprio territorio da parte dei Comuni è imprescrittibile e non soggetta a decadenza, in quanto relativa ad illeciti a carattere permanente e preordinata al corretto sviluppo ed assetto del territorio.

Interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di super d.i.a. o in totale difformità da essa
L’art. 33 T.U. prevede un regime sanzionatorio speciale per gli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire, ed esso è applicabile anche alla «super d.i.a.». La disposizione si riferisce alla ristrutturazione c.d. «pesante», e contempla le ipotesi dell’assenza del titolo edilizio e della totale difformità, mentre non vi è alcun riferimento alle altre due tipologie di abuso, la «variazione essenziale» e la «difformità parziale»

Interventi edilizi in parziale difformità dalla «super d.i.a.»
La «parziale difformità» costituisce categoria residuale, comprendente tutte le ipotesi non rientranti nei precedenti artt. 31 e 33 T.U. o non individuate dalla normativa regionale come variazioni essenziali, e sembra che la norma in esame possa riferirsi anche agli interventi di ristrutturazione «pesante», proprio per il suo carattere di chiusura. La delimitazione della fattispecie deve inoltre tenere conto della disciplina delle c.d. «varianti minime» definite all'art. 22 co.2 T.U.

Sanzioni previste per interventi edilizi abusivi: casistica
Dal punto di vista oggettivo, la realizzazione su suolo del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici di un intervento in assenza di «super d.i.a.» o in totale o in parziale difformità da essa: deve ritenersi ricompresa, anche se non espressamente prevista, l’ipotesi della variazione essenziale, poiché sarebbe privo di senso punire la difformità parziale e lasciare priva di sanzione un’ipotesi più grave come quella dell’art. 32 T.U.

Le sanzioni civili previste in caso di abuso edilizio
L'art. 46 T.U. riprende in contenuti del previgente art.17 L.47/1985 e prevede che siano nulli gli atti tra vivi, sia in forma pubblica, sia in forma privata, aventi per oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali, relativi ad edifici, o loro parti, la cui costruzione sia iniziata dopo il 17 marzo 1985, da cui non risultino gli estremi del permesso di costruire o della sanatoria o non sia allegata prova del pagamento della sanzione pecuniaria

Le linee di fondo del sistema sanzionatorio in edilizia; caratteri del potere sanzionatorio; i soggetti attivi
Il tipo di sanzione non è agganciato al dato formale della scelta del tipo di titolo abilitativo, ma al dato sostanziale del tipo di intervento che si è posto in essere.