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sequestro e confisca

 

TEMI degli articoli



La Decisione Quadro 2005/212/GAI: confisca dei beni per contrastare la criminalità organizzata
Uno degli strumenti di maggiore impatto nel contrasto alla criminalità organizzata e terroristica, sia a livello nazionale, che internazionale, è l’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita o utilizzati per finanziare tali attività criminali. I risultati delle attività investigative e giudiziarie, come pure le rilevazioni degli studiosi, dimostrano che la capacità operativa ed il potere delle organizzazioni criminali si fondano principalmente sull’abilità di gestione dei profitti illeciti

La dimensione transnazionale della confisca e le esigenze di cooperazione giudiziaria
La confisca dei proventi illeciti è un limite storico della cooperazione giudiziaria internazionale. Ci si è resi conto della necessità di affiancare alla semplificazione probatoria un sistema investigativo efficiente, capace prima di individuare le tracce dei movimenti di capitali con strumenti tecnici e cognitivi adeguati alla complessità della circolazione finanziaria, e di seguire poi, senza ostacoli, i complessi movimenti dei patrimoni illeciti sullo scenario finanziario internazionale

La confisca dei proventi illeciti: le convenzioni internazionali
La confisca di valore ha lo scopo di colpire il vantaggio patrimoniale derivante dall’attività delittuosa, a prescindere dalla possibilità materiale di individuare i proventi diretti o indiretti di tale condotta. La sanzione patrimoniale potrà colpire dunque anche beni di provenienza lecita. I risultati pratici della Convenzione di Vienna sono stati però molto ridotti, sia per la rilevanza limitata ai soli reati connessi al traffico di stupefacenti, sia per la discrezionalità lasciata alle Parti

Gli strumenti di soft-law nella lotta contro la criminalità
L’attuazione di un’efficace azione contro il potere economico della criminalità comune ed organizzata ha ricevuto un notevole impulso anche da una serie di raccomandazioni e documenti elaborati da organismi internazionali con specifica competenza in materia. Questo ha avuto benefiche conseguenze a livello di: cooperazione giudiziaria, mitigazione e adattamento degli standard probatori in materia di confisca, promozione di procedure giudiziarie mirate alla confisca, autonome al processo penale

Il quadro normativo delle politiche di sicurezza dell'Unione europea
L’Unione Europea, consapevole dell’importanza del tema nell’attuazione delle politiche di sicurezza è intervenuta secondo i principi giuridici e le prerogative tipiche dello Spazio Giudiziario Europeo, introducendo provvedimenti finalizzati sia all’armonizzazione delle legislazioni degli stati membri, sia alla realizzazione della circolazione delle decisioni giudiziarie. Il primo atto in materia è l’azione comune 98/699/GAI, sul riciclaggio di denaro e l'individuazione dei proventi del reato

La Decisione Quadro 2005/212/GAI: la confisca di beni, strumenti e proventi di reato
Una delle tendenze emergenti dalle convenzioni internazionali è l’armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di confisca, all’insegna di standard minimi che prevedano l’applicabilità di tale misura a determinate categorie di reati; come pure l’introduzione di forme di confisca allargata e di mitigazione dell’onere probatorio per l’accusa. Da questo punto di vista assume notevole importanza la Decisione quadro 2005/212/GAI, relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato

L'armonizzazione della legislazione degli Stati membri: la confisca allargata
La sproporzione tra il valore del bene rispetto all’ammontare del reddito legittimo viene indicata come una specifica circostanza esemplificativa della plausibile origine illecita del bene, anche se si richiede sempre il raggiungimento di una piena convinzione dell’organo giudicante sulla base di fatti circostanziati. In tale caso, l’accertamento della circostanza consente la pronuncia della confisca anche in riferimento ad attività criminose successive alla condanna per uno dei reati al comma 1

Il mutuo riconoscimento delle decisioni di confisca
L’efficace attuazione di qualsiasi procedura giudiziaria finalizzata all’individuazione e alla confisca dei proventi illeciti, presuppone la realizzazione di due condizioni: la possibilità di disporre di adeguati mezzi di ricerca e tutela della prova, e la possibilità di adottare adeguati strumenti di cautela preventiva, finalizzati ad impedire la dispersione dei beni sottoponibili a confisca. Si pone il problema operativo di garantire la circolazione e l’efficacia di tali strumenti processuali

La Decisione quadro 2005/212/GAI: riconoscimento delle decisioni di confisca
Per garantire l'ampia circolazione dei provvedimenti di confisca, si stabilisce il mutuo riconoscimento sia dei provvedimenti di confisca emessi in base ai poteri estesi, sia di provvedimenti assunti con poteri di confisca previsti negli ordinamenti degli stati membri. Si tratta di una disposizione che ha suscitato perplessità in una parte della dottrina: l'impianto garantista della Decisione potrebbe non essere rispettato dalle legislazioni nazionali che prevedono poteri di confisca più estesi

L’attuazione delle Decisioni quadro in materia di confisca: le prospettive
Un’efficace politica di aggressione ai beni della criminalità organizzata non può prescindere da due condizioni: l’esistenza di agenzie nazionali che rintraccino i proventi di reato e la piena attuazione della cooperazione internazionale. La Commissione, dopo aver sottolineato il ruolo fondamentale dell’aggressione al potere economico del crimine organizzato, prende atto del numero limitato di confische sino ad ora pronunciate in Europa, rispetto alle stime sull'estensione dei traffici illeciti

La confisca del veicolo
Spesso si assiste ad un dibattito all’interno della stessa giurisprudenza in merito alla natura da attribuire alle varie ipotesi di confisca. La stessa Cassazione ha deciso in modo differente sulla natura delle varie ipotesi di confisca obbligatoria previste dagli articoli 186, 186-bis e 187 c.d.s. Il primo orientamento è stato fatto proprio dalle Sezioni Unite che ha attribuito loro natura penale .