Carrello
Carrello vuoto

demanio marittimo

 

TEMI degli articoli



I piani demaniali marittimi di alcune regioni
Il piano demaniale marittimo non necessita di notifica individuale ai concessionari a norma dell'art. 20 L.R. Abruzzo 18/1983: detta previsione regola attiene all'approvazione di piani urbanistici che incidono su diritti proprietari, fattispecie diversa da quella del piano demaniale marittimo che incida sui diritti dei concessionari.

Disciplina del demanio marittimo in alcune regioni
Nella Regione Abruzzo la disciplina di valorizzazione dei trabucchi è stata bensì estesa anche alle c.d. “bilance fisse” (costruite sia prima sia dopo l’anno 1988), ma a condizione che le opere siano munite di titolo autorizzativo rilasciato dalla competente amministrazione e ricadano su spazi oggetto di concessione demaniale.

I beni appartenenti al demanio marittimo
La generale individuazione legislativa dei beni del demanio marittimo è contenuta nell'art.822 c.c., che indica: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, e più specificamente nell'art.28 cod. nav., secondo cui appartengono al demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti e le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico

Diritti pubblici soggettivi: spiagge libere attrezzate e balneazione
La balneazione costituisce una sorta di diritto pubblico soggettivo, attribuito ai componenti della collettività, non solo uti cives, ma anche uti homine, esperibile erga omnes anche nei riguardi dell'ente cui i beni appartengono.

Normativa della Regione Sicilia: l'istituzione dell'Autorità portuale nel porto di Messina
L'istituzione dell'Autorità portuale nel porto di Messina, a norma dell'art. 6 legge 86/1994, non ha fatto venir meno i poteri dell'Ente autonomo portuale di Messina sul punto franco previsto dalla legge 191/1951.

La scelta di concedere l’uso dell’arenile va contemperata con la necessità di garantire la libera balneazione
La scelta della P.A. di concedere spazi di arenile va effettuata considerando sempre il superiore interesse pubblico a garantire la libera balneazione.

lo stabilimento balneare non è sottoposto alla normativa in materia di orari degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande solo perché la p.a. ha rilasciato un’autorizzazione unica
Dagli artt. 7 e 9 della legge 135/2001 si desume che lo stabilimento balneare è un’impresa turistica assoggettata ad autorizzazione che abilita ad effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati.