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demanio marittimo

 

TEMI degli articoli



I beni appartenenti al demanio marittimo
La generale individuazione legislativa dei beni del demanio marittimo è contenuta nell'art.822 c.c., che indica: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, e più specificamente nell'art.28 cod. nav., secondo cui appartengono al demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti e le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico

Diritti pubblici soggettivi: spiagge libere attrezzate e balneazione
La balneazione costituisce una sorta di diritto pubblico soggettivo, attribuito ai componenti della collettività, non solo uti cives, ma anche uti homine, esperibile erga omnes anche nei riguardi dell'ente cui i beni appartengono.

La disciplina relativa al demanio marittimo in Abruzzo
Nella Regione Abruzzo la disciplina di valorizzazione dei trabucchi è stata bensì estesa anche alle c.d. “bilance fisse” (costruite sia prima sia dopo l’anno 1988), ma a condizione che le opere siano munite di titolo autorizzativo rilasciato dalla competente amministrazione e ricadano su spazi oggetto di concessione demaniale.

Diritto alla balneazione e disposizioni della Regione Campania
È incostituzionale l'art. 1, co. 1, L.R. Campania 11/2010, che prevede che non sia possibile prevedere biglietti di ingresso per l’accesso alla battigia ove l’unico accesso alla stessa sia quello dell’uso in concessione ai privati.

La Regione Lazio e la delega di funzioni ai Comuni in materia di demanio marittimo
Nella Regione Lazio, a far data dal 22.12.2000, spetta ai Comuni l'applicazione dell'art. 54 cod. nav..

La costituzionalità dell'art. 7 L.R. Liguria 2/2012 e il demanio marittimo
Infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.7 L.R.Liguria 2/2012, giacché tale norma non può essere interpretata come devolutiva alla Regione di esorbitanti attribuzioni “dominicali” o di funzioni non ancora trasferite, atteso che l'art.51, co. 5, L.R. cit. esclude espressamente che le funzioni statali esercitate sui beni di cui al d. lgs. n. 85 del 2010 possano essere esercitate dalla Regione prima dell’emanazione dei previsti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri

Normativa della Regione Sicilia: l'istituzione dell'Autorità portuale nel porto di Messina
L'istituzione dell'Autorità portuale nel porto di Messina, a norma dell'art. 6 legge 86/1994, non ha fatto venir meno i poteri dell'Ente autonomo portuale di Messina sul punto franco previsto dalla legge 191/1951.

Tribuiti e concessioni necessari per lo sfruttamento del demanio marittimo
Il presupposto della tassa di stazionamento di imbarcazioni è il mero stazionamento di un natante in acque pubbliche: di conseguenza, il fatto che lo specchio d'acqua fosse oggetto di concessione non esclude di per sé l'applicazione del tributo, essendo invece necessario verificare caso per caso se lo stazionamento avvenga in zona già sottratta all'uso generale.

La scelta di concedere l’uso dell’arenile va contemperata con la necessità di garantire la libera balneazione
La scelta della P.A. di concedere spazi di arenile va effettuata considerando sempre il superiore interesse pubblico a garantire la libera balneazione.

lo stabilimento balneare non è sottoposto alla normativa in materia di orari degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande solo perché la p.a. ha rilasciato un’autorizzazione unica
Dagli artt. 7 e 9 della legge 135/2001 si desume che lo stabilimento balneare è un’impresa turistica assoggettata ad autorizzazione che abilita ad effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati.